I Bori sono uno dei culti di possessione spirituale più antichi e complessi dell’Africa occidentale, e sono particolarmente associati al popolo Hausa, presente principalmente nel nord della Nigeria, ma anche in Niger e in altre parti del Sahel. Il termine Bori deriva dalla parola hausa che significa “forza” o “spirito” e si riferisce sia agli spiriti stessi che ai rituali celebrati in loro onore. Esso ruota attorno alla comunicazione con una serie di spiriti che possono possedere gli adepti durante cerimonie rituali.
Chi sono gli Hausa
Gli Hausa sono uno dei gruppi etnici più numerosi dell’Africa sub-sahariana, diffusi non solo nel nord della Nigeria, ma anche in Niger, Ghana, Camerun e Ciad. Parlano la lingua hausa, appartenente alla famiglia ciadica, che funge da lingua franca in gran parte dell’Africa occidentale grazie anche alla sua diffusione nel commercio e nei media.
La civiltà hausa affonda le sue radici in epoche antiche, quando nacquero le famose città-stato hausa: Kano, Katsina, Zaria, Daura, Gobir, Rano e Biram. Queste città fiorirono tra il X e il XIX secolo come centri di commercio, cultura e religione. Kano, in particolare, è ancora oggi una delle città più importanti del paese, con il suo antico centro fortificato e la celebre Moschea Centrale.
La cultura hausa si esprime attraverso una varietà di forme: dalla musica tradizionale con tamburi e flauti, alle danze cerimoniali, fino agli abiti colorati e ricamati. Gli uomini indossano i babban riga, lunghe tuniche accompagnate da cappelli ricamati (hula), mentre le donne sfoggiano veli eleganti e gioielli artigianali.
Non si può non menzionare l’architettura hausa, famosa per le sue decorazioni geometriche in terracotta. A Zaria e Kano si possono ancora ammirare le antiche costruzioni in fango e i palazzi degli emiri, testimoni della raffinatezza dell’arte hausa. Fino al XIX secolo circa, gli Hausa erano un popolo di religione animista (nota anche come Maguzanci), con una lunga tradizione di credenze e cerimonie che alcuni paragonano al vudù dell’Africa occidentale.
I Fulani, i conquistatori di questa terra, furono responsabili dell’accelerazione della conversione degli Hausa all’Islam, imponendolo per decreto e attaccando le credenze tradizionali che consideravano “paganesimo demoniaco”. Chi si aggrappava ancora alle credenze animiste veniva relegato o quasi espulso dalla società. Oggigiorno, l’Islam è la religione predominante del gruppo, profondamente intrecciata con le loro tradizioni quotidiane.


Il Culto Bori Hausa
Il culto Bori Hausa prevede la possessione spiritica, la magia e la venerazione di vari spiriti, chiamati iskoki o aljan. Ci sono spiriti che vengono raffigurati come animali, altri con attributi che simboleggiano forza, bellezza, fertilità o amore, altri ancora possono apparire come alcuni possono apparire come figure regali, terrificanti o misteriose. Dopo l’islamizzazione dell’area Hausa, il culto Bori è stato marginalizzato, ma non è mai scomparso del tutto.
In molti casi, è sopravvissuto in forma sincretica: alcune pratiche sono state reinterpretate o nascoste sotto una veste islamica. Il proibizionismo non sempre ottiene ciò che vuole. Sembra che gli Hausa, anche se proscritti, non abbiano mai smesso di credere negli spiriti. Gli spiriti hanno potere sulle persone, influenzano le loro vite. Possono farle ammalare o portar loro sventure.
Oggi, il culto Bori Hausa esiste ancora, seppur in forma minoritaria. Viene spesso praticato nelle campagne di nascosto o tra le comunità meno islamizzate, prevalentemente nella zona di Kano in Nigeria. Chi pratica il culto Bori Hausa proviene spesso da gruppi oppressi della società Hausa, la maggior parte dei quali sono donne, prostitute, omosessuali, lesbiche, travestiti, malati mentali ed ex vittime di altre malattie stigmatizzate attribuite agli spiriti.


La cerimonia di possessione spirituale Bori Hausa
Il culto Bori Hausa è guidato da una sacerdotessa o sacerdote, chiamata/o Inna o Mai Bori, che funge da mediatore tra gli spiriti e i fedeli. I partecipanti alle cerimonie di trance e possessione vengono posseduti da uno spirito Bori, ciascuno con una personalità e caratteristiche proprie.
In pratica, durante la performance, i partecipanti mostrano caratteristiche fisiche e comportamenti legati a quello spirito, come particolari passi di danza, schemi vocali ed espressioni facciali. Gli spiriti vengono invocati attraverso musica, tamburi che suonano incessantemente, e danze rituali.
I Bori esercitano una vasta gamma di poteri che influenzano sia il regno fisico che quello metafisico. Durante la cerimonia vengono chiamati per affrontare i problemi della comunità come le malattie, i raccolti fallimentari, le discordie sociali e l’interpretazione di sogni. Non solo, agiscono anche come protettori contro le forze maligne.
La cerimonia a cui ho assistito può anche far impressione perché all’inizio, al suono dei tamburi, i partecipanti cadono in uno stato di trance contorcendosi con bava alla bocca, correndo – uno di loro si è addirittura arrampicato sopra un albero e lanciato al suolo – e rotolando per terra con forza senza provare alcun dolore.


FAQ su Come visitare Kano
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Quando andare a Kano?
Il periodo migliore per visitare Kano, in Nigeria, è durante i mesi più freschi e secchi, tra novembre e febbraio.
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È sicuro viaggiare a Kano e in Nigeria?
Sì, ma è fondamentale organizzarsi bene, evitare improvvisazioni e affidarsi a guide locali o a un tour operator.
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Dove dormire a Kano
Kano è una città enorme con oltre 5 milioni di abitanti. La zona migliore è il quartiere cristiano di Sabon Gari dove si trovano diverse sistemazioni e piccoli ristorantini. Quelle di ottimo livello sono poche, perciò, in periodo affollati come il Durbar Festival, è meglio prenotare in anticipo.
L’hotel in cui ho soggiornato è il Amiingo Hotels and Apartment, ottima sistemazione con stanze pulite, aria condizionata, piscina, ristorante e rooftop bar. Altra sistemazione è il City King Hotel. Il miglior ristorante in cui ho cenato, invece, è l’elegante Gusto Restaurant lungo Lodge Road.
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Come muoversi a Kano
Il mezzo principale per muoversi in città è il Keke, il tipico triciclo giallo keke comune in tutta la Nigeria. Li troverai ad ogni angolo e sono veramente economici. Alternativa al keke è il taxi che puoi provare a prenotare con le smart app Bolt e Uber anche se non sempre è così facile trovarne uno nell’immediato. A volte bisogna aspettare per circa 15 minuti. Anche i taxi sono molto economici.
Per partecipare alle varie cerimonie dovrai affidarti obbligatoriamente a una guida locale che conosca alla perfezione i luoghi e le persone da contattare. Senza la guida perderai il meglio che la città di Kano e i suoi dintorni possono offrire dal punto di vista culturale.
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Quale SIM card per avere internet a Kano?
Il wifi si trova in tutti gli hotel e in alcuni ristoranti di fascia medio alta. Se ti serve una SIM locale, puoi comprarla direttamente in aeroporto al tuo arrivo in aeroporto o in uno store in centro. I miglior operatori della Nigeria sono la MTN che offre una carta per turisti valida 14 giorni con 12 GB di traffico a 10.000 Naira (circa 8 euro) e la Airtel.
Detto questo, se hai uno smartphone che supporta le eSIM, ti consiglio vivamente di dare un’occhiata al sito web di Airalo dove ci sono una varietà di pacchetti dati, prezzi e durate tra cui scegliere comodamente da casa.
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