La maggior parte dei turisti conosce la Cambogia esclusivamente per la bellezza del sito archeologico di Angkor, attrazione tra le più famose dell’Asia e patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. Purtroppo, esiste un’altra realtà dal recente passato, che vale la pena conoscere nonostante la sua estrema crudeltà ed è legata al Regime Comunista di Pol Polt, sanguinario dittatore che sterminò circa 2 milioni di cambogiani. Così, dopo aver visitato i Campi della Morte di Choeung Ek, è il momento di visitare a Phnom Penh un altro luogo legato al genocidio avvenuto alla fine degli anni ’70: il Museo del Genocidio Tuol Sleng.
La Storia del Museo del Genocidio
Nell’agosto del 1975, i Khmer Rossi trasformarono la scuola superiore Tuol Svay Prey, che si trova lungo una strada polverosa alla periferia di Phnom Penh, in una prigione, centro di tortura e di interrogatori, ribattezzandola S-21. Oggi l’S-21 è conosciuto come il Museo del Genocidio e merita assolutamente una visita in memoria delle centinaia di migliaia di persone che persero la vita a causa della follia umana. L’edificio è rimasto esattamente come appariva nel 1979, quando fu scoperto per la prima volta dopo l’invasione della Cambogia da parte dall’esercito Vietnamita.

Il percorso all’interno del Museo del Genocidio
Apparentemente, guardando il complesso dall’esterno, l’S-21 sembra una comunissima scuola superiore dove centinaia di giovani studenti si radunano ogni giorno per studiare. Tuttavia, dopo essere entrati all’interno, l’atmosfera è decisamente ben diversa. Il complesso del Museo del Genocidio è composto da 4 edifici principali, nominati con le lettere da A a D, che si affacciano su un grande cortile erboso dove sono presenti alcune tombe, attrezzi usate per le torture e uno stupa commemorativo.
Superato l’ingresso e pagato il ticket, la visita comincia dall’edificio A, dove le stanze, un tempo aule per gli alunni, venivano usate prevalentemente per gli interrogatori degli alti ufficiali accusati di tradimento. Sono arredate solo con una scrivania, una sedia e un letto di ferro con delle manette alle estremità a testimonianza delle condizioni disumane in cui erano costretti a vivere i cosi detti nemici del Regime di Pol Pot.

Per non dimenticare, sui muri sono appese le macabre fotografie dei carcerati, ripetutamente torturati e picchiati fino alla loro morte. Visitare questo luogo è una esperienza davvero forte ma necessaria per comprendere l’orrore e la sofferenza che ha dovuto subire il popolo cambogiano durante una delle dittature più sanguinarie e violente di tutto il XX secolo.
Uscendo da questo edificio si incontrano le tombe delle ultime 14 vittime del regime ed una grossa pertica tristemente usata dai Khmer Rossi per tenere sollevati e torturare i prigionieri. Un tempo, la pertica era un attrezzo ginnico dove gli studenti potevano allenare il proprio fisico nei momenti di svago. La visita del Museo del Genocidio prosegue all’interno degli altri edifici a più piani B e C che venivano usati come celle singole o di massa e dove tutte le finestre sono ancora circondante da uno spesso filo spinato.

I Khmer Rossi, oltre ad aver trascritto dettagliatamente tutti gli interrogatori dei prigionieri, fotografavano con cura tutti i detenuti che giungevano alla prigione, creando un archivio fotografico sorprendente. Ancora oggi, durante la visita dell’edificio D si possono osservare le fotografie dei volti di moltissimi detenuti che documentano questa triste parentesi vissuta dal popolo cambogiano ed uno stupa commemorativo con alcuni teschi ed ossa contenute all’interno di teche di vetro.
Dei 17.000 nemici del Regime imprigionati in questa struttura, ne sono sopravvissuti solo 7. Queste persone scamparono all’esecuzione solamente grazie alle loro abilità. Ad esempio, Vann Nath, un pittore incaricato di dipingere ritratti per il leader Pol Pot, ed anche Chum Mey, un meccanico responsabile della riparazione dei guasti dei motori. La visita termina qui con l’edificio D, breve ma mentalmente intensa.


Orari e costi di ingresso al Museo del Genocidio
Il Museo del Genocidio è aperto ogni giorno dalle 8 alle 17. Il biglietto d’ingresso costa 5 USD e nel caso si desiderasse un’audio-guida 10 USD. Sicuramente è una visita molto toccante, ma se sei a Phnom Penh, non perdere l’occasione di conoscere la storia recente del popolo cambogiano ed essere testimone di questa incredibile follia. Fai sempre una verifica perchè orari e costi potrebbero cambiare in qualsiasi momento.
Come raggiungere il Museo del Genocidio
Il Museo del Genocidio si trova tra la strada 113 e la strada 350, abbastanza distante dalla zona centrale e dalle altre attrazioni della città. Il modo più veloce per raggiungerlo è con una corsa in tuk tuk. Il costo varia tra 4 USD a 7 USD a seconda della zona in cui prenderai il caratteristico triciclo asiatico. In alternativa, puoi organizzare la visita con qualche operatore locale o affidandoti alle piattaforme web come Viator.com e Klook.com.
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Dove dormire a Phnom Penh
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