La città di Karbala si trova a circa 100 km a sud di Baghdad ed è una delle città sante più importanti dell’Islam sciita. Il nome Karbala significa proprio tempio di Dio: “Kerb” deriva dal babilonese e significa “sala di preghiera”, mentre la parola “El” deriva dall’aramaico e significa “Dio”. Karbala presa letteralmente d’assalto durante i weekend, e, soprattutto, durante le festività quando decine di migliaia di fedeli affollano i due santuari principali della città.
Perché Karbala è considerata una città santa ?
La prima cosa importante da conoscere è la differenza tra musulmani sunniti e sciiti. Queste due correnti religiose, sebbene venerino entrambe Allah e Maometto, presentano caratteri religiosi alquanto differenti che, molto spesso, nel corso dei secoli, hanno portato allo scontro. Tuttora, non è raro sentire di attentati terroristici ai danni di edifici religiosi venerati dagli sciiti.
Subito dopo la morte di Maometto (VII secolo dC), queste battaglie tra “fazioni differenti” erano dettate dal voler assumere il comando come successore del profeta e non di certo da contrasti a livello religioso. Da una parte si trovavano i sostenitori dei discendenti diretti di Maometto (nominati poi Sciiti), dall’altro i sostenitori di Abu Bakr (conosciuti poi come sunniti), amico e suocero del Profeta.
Lasciando da parte la storia secolare dell’Islam, e tornando alle differenze religiose, per riassumere molto brevemente ed a grandi linee, si può dire che i sunniti venerino esclusivamente Allah e Maometto, mentre gli sciiti, oltre alle due importantissime figure religiose citate, nutrono devozione anche per tutti i discendenti diretti del Profeta, tra cui i 12 Imam sciiti. I 12 Imam sono discendenti della famiglia ristretta del Profeta, secondo la linea di discendenza creata dal matrimonio fra la figlia di Maometto, Fatima, e Ali ibn Abi Talib, cugino del Profeta e primo Imam.
Gli Imam si sono fermati a 12 poiché l’ultimo di questi, Muhammad al Mahdi, si dice che nell’anno 940 si sia occultato per sfuggire all’ostilità del califfo abbaside, e resterà tale fino alla fine dei giorni quando riapparirà come il Mahdi ovvero colui che è destinato a restaurare la religione islamica più pura e la giustizia prima della fine del mondo. Dopo questa importantissima premessa, arriviamo finalmente a capire perché Karbala è considerata una città santa per gli sciiti: è qui che sono seppelliti Hussain – terzo Imam sciita e nipote di Maometto, e Abbas, figlio di Ali ibn Abi Talib – primo Imam sciita – e fratellastro dell’Imam Hussein.


La battaglia di Karbala
Il significato religioso della città deriva dalla famosa battaglia di Karbala. Nei vari scontri succedutisi dopo la morte del Profeta nel 632 tra i sostenitori di Abu Bakr (sunniti) e di Ali ibn Abi Talib (sciiti), il 10 ottobre del 680 avvenne il massacro del piccolo esercito al seguito di Hussein. Il nipote di Maometto e terzo Imam sciita, fu ucciso dai soldati dall’esercito della dinastia degli Omayyadi guidato dal califfo Yazid I, al potere in quel momento.
La leggenda narra che nonostante Hussein fosse stato gravemente ferito da una raffica di frecce, combatté coraggiosamente i suoi aggressori fino a quando fu decapitato da uno di loro. I circa 100 uomini al comando di Hussein furono tutti decapitati e le loro teste inviate a Damasco a Yazid I, compresa quella del suo fratellastro Al Abbas. Le donne ed i membri della sua famiglia furono imprigionati per poi essere presentati davanti al califfo. Alla fine della battaglia fu solo risparmiato l’unico figlio maschio di Hussein e successivamente quarto Imam sciita, Ali Zain al-Abidin, che non aveva partecipato al tragico scontro a causa di una sua malattia.
Questa conflitto divenne anche una delle ragioni principali dell’opposizione contro gli Omayyadi, che furono rovesciati circa 70 anni dopo in una sanguinosa ribellione. Ancora oggi, la memorabile battaglia di Karbala viene commemorata ogni anno attraverso la celebrazione dell’Ashura dai musulmani sciiti.


Cosa vedere a Karbala
1.Moschea e Mausoleo dell’Imam Hussein
Karbala è il luogo di sepoltura dell’Imam Hussein. Il suo mausoleo, uno dei luoghi di pellegrinaggio più antichi e rinomati per gli sciiti, si trova all’interno di una enorme e semplicemente magnifica moschea. Il santuario è decorato in maniera molto raffinata con mosaici a specchio e lampadari. Ogni anno, milioni di pellegrini visitano la città per celebrare l’Ashura, che segna l’anniversario della morte dell’Imam Hussein.
Abbiamo visitato il santuario alle 4 del mattino perché durante la serata è stato impossibile entrare a causa dell’immensa folla presente. Non avevo mai visto una quantità di fedeli come a Karbala. L’ingresso alla moschea è gratuito. Bisogna depositare all’ingresso scarpe e zaini perché non è possibile portare alcun oggetto – escluso lo smartphone – all’interno del santuario.

2. Moschea e Mausoleo di Al Abbas
Poco distante dal santuario dell’Imam Hussein, dall’altro lato della enorme piazza, sorge la Moschea che contiene il mausoleo dove è sepolto Al Abbas, fratellastro del terzo Imam sciita ucciso durante la battaglia di Karbala. L’interno del Mausoleo è molto simile a quello del fratello, decorato magnificamente con mosaici a specchio e lampadari. Al Abbas è venerato dagli sciiti in quanto discendente diretto di Maometto e per la sua lealtà nei confronti di Hussein. Si narra che durante la battaglia di Karbala, il fiume Eufrate fu occupato dall’esercito di Yazid I per impedire l’approvvigionamento idrico dell’accampamento di Hussein.
Nonostante ciò, Abbas si recò al fiume per prendere l’acqua per i bambini dell’accampamento, avendo in mano solo una lancia e una borsa per l’acqua. Dopo aver raccolto l’acqua, Abbas si diresse verso l’accampamento, quando, sulla via del ritorno, venne colpito alle spalle dai soldati del califfo Omayyade. Gli furono amputate entrambe le braccia, ma, nonostante ciò, continuò la sua cavalcata tenendo la sacca dell’acqua con la bocca. I soldati nemici cominciarono a scagliare contro Abbas delle frecce, colpendo la sacca dell’acqua, un suo occhio, e la sua testa.
Abbas cadde così da cavallo e fu definitamente colpito a morte mentre esclamava il nome del fratello. Venne sepolto proprio nel punto in cui è caduto da cavallo, ed intorno alla sua tomba fu costruito il Santuario. In memoria di questo atto eroico, all’ingresso della stanza che racchiude le sue spoglie, si trova appeso al soffitto una enorme otre. Anche in questo santuario bisogna depositare all’ingresso scarpe e zaini perché non è possibile portare all’interno alcun oggetto.

3. Bazaar di Karbala
Intorno alla enorme piazza che ospita i due mausolei si susseguono una infinità di ristoranti, fast food, bancarelle e negozi che vendono un po’ di tutto. Da non perdere il delizioso panino con shawarma ed i tipici dolci della zona tra cui i deliziosi Baklawa e il Daheen. Il Daheen è un dolce tradizionale di questa area dell’Iraq, composto da farina, latte, zucchero, burro chiarificato e sciroppo di datteri. Il dolce prende il nome dal burro chiarificato utilizzato nella sua preparazione, chiamato appunto dihin.

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