Il Cratere di Darvaza, meglio conosciuto come la “Porta dell’Inferno“, è un gigantesco buco in fiamme nel cuore del deserto del Karakum che arde ininterrottamente da oltre 50 anni. Questo luogo surreale e unico al mondo incarna la forza primordiale della natura ed è diventato una delle attrazioni più iconiche del Turkmenistan.
La storia del Cratere di Darvaza
L’ipnotico Cratere di Darvaza non ha nulla di ultraterreno, ma è il risultato di un incidente avvenuto negli anni ’70 durante l’esplorazione sovietica di giacimenti di gas naturale. Precisamente nel 1971, i geologi scoprirono una caverna sotterranea ricca di gas naturale, ma durante le varie perforazioni del suolo, il terreno crollò, creando un cratere largo circa 70 metri e profondo 20. Preoccupati per la fuoriuscita di gas tossico, i geologi decisero di incendiarlo, pensando che il fuoco si sarebbe spento in pochi giorni. Tuttavia, il cratere continua a bruciare ancora oggi, alimentato dalle immense riserve di gas naturale sottostanti.
Curiosità sul Cratere di Darvaza
- La Porta dell’Inferno: Questo soprannome è stato dato dai locali a causa dell’aspetto spaventoso e misterioso del cratere in fiamme.
- Turkmenistan e gas naturale: Il Turkmenistan è il quarto paese con le riserve di gas naturale più grandi al mondo, e il Cratere di Darvaza è una dimostrazione visibile di questa ricchezza.
- Spegnimento del cratere: Il Presidente del Turkmenistan, nel gennaio 2022, ha dichiarato durante un’intervista di voler chiudere il cratere e porre fine allo spreco di gas naturale.
- All’interno del cratere: L’avventuriero George Kourounis, specializzato nella documentazione di fenomeni meteorologici estremi e disastri naturali in tutto il mondo, è stato il primo ad entrare all’interno della Porta dell’Inferno.


Come Visitare il Cratere di Darvaza
Darvaza si trova a circa 260 km a nord della capitale Ashgabat, lungo la vecchia strada che collega la città a Dashoguz. Durante il giorno, visto da lontano, il cratere può dar l’impressione di essere un semplice buco nel terreno. Man mano che ci si avvicina, il calore si fa sentire sempre di più e lo spettacolo diventa evidente: davanti a te avrai centinaia di fiamme vive e ardenti che guizzano dall’interno di questo enorme buco largo 70 metri. Con il calare della notte, quando le sue lingue di fuoco danzano nel buio e colorano tutte le pareti di rosso-arancione, il Cratere di Darvaza fa impressione e diventa ancora più spettacolare.
Non ci sono mezzi di trasporto per arrivare a Darvaza perché il cratere si trova in mezzo al nulla, circondato dal paesaggio desertico del Karakum, un’immensa piana arida con pochi e sparuti arbusti. Dovrai affidarti a qualche tour operator inserendo il cratere in un giro più ampio del Turkmenistan oppure organizzare un’escursione giornaliera con pernottamento in campeggio/tenda da Ashgabat.
- Dove dormire
L’unica opzione disponibile è il piccolo campeggio con yurte che si trova a breve distanza dal cratere. All’interno delle yurte si trovano comodi letti e una stufa per stemperare la stanza durante le fredde notti invernali. La tua guida organizzerà anche la cena. I bagni sono chimici, ma al momento della mia visita le tubature erano ghiacciate e bisognava arrangiarsi in mezzo alla natura.

Cosa Vedere oltre al Cratere di Darvaza
Il cratere di Darvaza si trova in una zona remota del deserto del Karakum, un paesaggio vasto e silenzioso che offre una bellezza selvaggia e un’atmosfera unica. È il luogo perfetto per godere di cieli stellati incontaminati, lontano da qualsiasi forma di inquinamento luminoso. A pochi chilometri dalla Porta dell’Inferno, nelle vicinanze della strada principale, ci sono altri due crateri di origine simile, uno della larghezza di 50 metri che contiene un bacino di acqua turchese, e uno che contiene un piccolo lago di fango che gorgoglia (oramai molto poco) e fiamme lungo le sue pareti.
Altra esperienza da fare lungo la strada che porta al Cratere di Darvaza è la visita di un tipico villaggio del deserto del Karakum. Per esempio, ho fatto una interessante sosta a Yerbent, piccolo centro abitato lungo la strada principale. La differenza con le maestose città di “marmo” è abissale, sembra di essere in un altro paese. Qui, le case sono in pietra, con tetti verdi a spiovente e molto piccole. Ci sono anche diverse baracche. Le strade di Yerbent sono tutte sterrate e polverose e in giro si vedono solo auto e camion scassati. La gente vive con pochi soldi e pratica maggiormente la pastorizia.
- Quando andare
La Porta dell’Inferno è accessibile tutto l’anno, ma il periodo migliore per visitare il Cratere di Darvaza è la primavera (marzo-maggio) e l’autunno (settembre-novembre), quando le temperature sono più miti. In estate, il deserto del Karakum può diventare estremamente caldo, mentre, in inverno, le notti possono essere molto fredde.
- Assicurazione di viaggio medico-bagaglio
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Hai visitato il Cratere di Darvaza o stai pianificando un viaggio? Condividi la tua esperienza o le tue domande nei commenti!

Che spettacolo! Complimenti per il viaggio.
Mi ha sempre affascinato questo luogo, spero di vederlo prima o poi.
Ciao Paola! E’ un luogo davvero surreale, sembra uscito da un film di fantasia. Ti consiglio di farci un pensiero perchè il governo turkmeno vorrebbe estinguerlo per non sprecare più gas.