Il Canyon di Yangykala: un gioiello nascosto nel cuore del Turkmenistan

Il Turkmenistan, una delle mete più enigmatiche e poco conosciute dell’Asia Centrale, custodisce un tesoro naturale di rara bellezza: il Canyon di Yangykala. Situato a circa 160 chilometri dalla città di Turkmenbashi, città lungo le rive del Mar Caspio, questo canyon è una destinazione straordinaria per chi cerca paesaggi spettacolari e un’avventura fuori dai sentieri battuti.   

La Visita del Canyon di Yangykala 

Il Canyon di Yangykala, il cui nome significa “fortezza di fuoco” in turkmeno, è famoso per le sue formazioni rocciose dai colori vivaci che si estendono per circa 30 km, attraverso il deserto del Karakum fino al bacino di Garabogazkol. Le pareti del canyon, che milioni di anni fa era il fondale di un  oceano, sono state modellate nel corso del tempo dall’erosione del vento e dell’acqua, e colpiscono per i loro straordinari colori di rosso, bianco e arancione. Al tramonto, la luce dorata trasforma le rocce in un vero spettacolo di fuoco, creando un’atmosfera magica e surreale.

Il canyon si esplora in auto fermandosi nei vari punti panoramici per ammirare il paesaggio in tutta la sua grandiosità, con gole profonde e pareti che sembrano scolpite da un artista divino.  Non ci sono sentieri segnalati, quindi è importante prestare molta attenzione a dove si va. Il Canyon di Yangykala è anche un paradiso per i fotografi. Le sue forme e i suoi colori offrono infinite possibilità per scatti mozzafiato, soprattutto all’alba e al tramonto.  Per un’esperienza unica, considera di accamparti sul plateau del canyon. Il cielo notturno, libero da inquinamento luminoso, è un tappeto di stelle che ti lascerà senza parole.  

Turkmenistan, Canyon di Yangykala
Il Canyon di Yangykala
Turkmenistan, Canyon di Yangykala
Il Canyon di Yangykala

Come Arrivare al Canyon di Yangykala  

Raggiungere il Canyon di Yangykala può essere un’avventura in sé. Partendo da Turkmenbashi, il viaggio dura circa 3-4 ore in auto. Serve un veicolo 4×4 perché le strade che portano al canyon sono tutte sterrate e, in alcuni tratti, abbastanza sconnesse.  Il tragitto attraversa vaste distese desertiche e piccoli villaggi remoti, offrendo uno sguardo autentico sulla vita rurale del Turkmenistan.  

Turkmenistan, Canyon di Yangykala
Il Canyon di Yangykala

Dove Dormire al Canyon di Yangykala

Le opzioni per trascorrere la notte al canyon sono solo due: campeggiare sul suo plateau in tenda o sistemarsi a circa 50 minuti di strada nel piccolo sito di pellegrinaggio conosciuto come Gozli Ata. La stagione ideale per campeggiare sul platea del canyon di Yangykala è la tarda primavera o l’estate, quando le temperature sono più miti. Durante i mesi invernali le temperature arrivano sotto lo zero e soffia spesso un forte vento gelido. 

L’alternativa alla tenda è una piccola casa per pellegrini nel sito di Gozli Ata, luogo si sepoltura di un importante santo Sufi del XIII secolo, Muhup Ibn Hasan. Questo luogo, oltre alla tomba del santo, ospita un cimitero, una moschea e la casa che ospita i fedeli che vengono al sito in pellegrinaggio. Si dorme all’interno di uno stanzone sopra dei materassi stesi sul pavimento. La tua guida organizzerà tutto il necessario per la visita del canyon.

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Turkmenistan, Canyon di Yangykala
Il Canyon di Yangykala

Il Sito di Pellegrinaggio di Gozli Ata

Se campeggerai al Canyon di Yangykala, ti consiglio di fare ugualmente una breve sosta a Gozli Ata per visitare la Tomba di Muhup Ibn Hasan, di sua moglie e l’interessante cimitero dove sono seppelliti molti suoi seguaci e fedeli.

  • Chi era Muhup Ibn Hasan ?

Proprio all’ingresso del breve sentiero che porta al mausoleo, c’è una interessante spiegazione sulla vita del santo. Discendente da Abdullah Ekber, il primo figlio di Osman, il terzo califfo dell’islam, Muhup Ibn Hasan,  noto come Gozli Ata (significa Padre Onniveggente), visse nel XII e XIII secolo nelle steppe del Mangyshlak, dove fu costruito il suo mausoleo. Imparò la scienza e il sufismo dal grande sufi del Turkestan (l’attuale Kazakistan), Hoja Ahmet Yasawy e da diversi patriarchi di spicco. Gozli Ata era un discepolo di quest’ordine e il suo nome era nel registro di lignaggio di un altro famoso patriarca, Zenni Ata.

Secondo le fonti esistenti, Hoja Ahmet Yasawy credeva che Gozli Ata sarebbe stato un uomo di grande scienza religiosa e miracolo, e, per questo, inviò il suo scettro proprio a questo discepolo. Era un segno che Gozli Ata sarebbe stato uno dei successori del grande patriarca. Divenne così un rappresentante di spicco di questo tempo, un uomo di scienza religiosa, scienziato, poeta e patriarca che diffuse la parola di Allah in questi territori. Si diceva che avesse anche  la capacità di vedere dentro l’anima delle persone.

Come risultato della sua pietà e dei suoi miracoli, sposò una figlia del sovrano del Mangyshlak di quel periodo ed ebbe in totale 5 figli e due figlie.  Oggigiorno, i discendenti di questo grande sufi vivono in diverse parti del mondo e fanno parte della tribù “Atalar”, il cui nome deriva dal titolo “Ata’ulla” dato al califfo Osman.

Turkmenistan, Gozli Ata
il mausoleo di Muhup Ibn Hasan
Turkmenistan, Gozli Ata
il cimitero di Gozli Ata

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