Il Parco nazionale Iona è una delle meraviglie meno conosciute dell’Africa australe. Situato nell’estremo sud-ovest dell’Angola, vicino al confine namibiano, questo vasto territorio protetto è un mosaico di deserti, savane, montagne rocciose e pianure che sembrano non finire mai. È un luogo dove natura, cultura e silenzio assoluto si fondono, offrendo un’esperienza di viaggio autentica e profondamente suggestiva.
Introduzione al Parco Nazionale Iona
Il Parco nazionale Iona, creato nel 1964, si estende per oltre 15.000 km², rendendolo l’area protetta più vasta dell’Angola. Fa parte dell’ecosistema del Deserto del Namib, uno dei più antichi al mondo, caratterizzato da dune rosse, piane di ghiaia e un clima estremamente arido. Viaggiando in questo luogo selvaggio ti imbatterai in altissime dune dorate e modellate dal vento che toccano l’oceano, montagne granitiche che emergono improvvise dal nulla, valli sabbiose attraversate da piste utilizzate dalla fauna locale e una vegetazione xerofita adattata a condizioni quasi estreme. Sembra veramente un ambiente primordiale, rimasto intatto nonostante le trasformazioni politiche e sociali del Paese.

Baia Dos Tigres e il villaggio fantasma di Sao Martinho
Baia dos Tigres è una grande e suggestiva laguna costiera – attrazione imperdibile se visiti il Parco nazionale Iona – dove il deserto del Namibe si tuffa direttamente nell’oceano, creando dune altissime, lagune salmastre e una biodiversità sorprendente. La zona è remota, selvaggia, priva di insediamenti umani, e custodisce un silenzio quasi assoluto: solo il vento, le onde e il volo degli uccelli rompono l’aria.
Per rendere ancora più emozionante la tua esplorazione di questa area, non poteva mancare una piccola isola – conosciuta come l’Isola delle Tigri – con un villaggio fantasma, abbandonato nel 1975. Oggi l’Ilha dos Tigres è una vera isola, ma per secoli non lo è stata. Questa lunga striscia di sabbia era originariamente una penisola collegata alla costa angolana, abitata da pescatori e dotata di un piccolo villaggio chiamato São Martinho dos Tigres, fondato nel 1860.

La fauna del Parco Nazionale Iona
Dopo anni difficili segnati dalla guerra civile, il Parco nazionale Iona sta vivendo un importante progetto di recupero. Grazie alla cooperazione internazionale, molte specie stanno lentamente tornando. Tra i molti animali che popolano questa immensa area selvaggio troverai l’orice, piccole antilopi, sciacalli, iene brune, ghepardi e leopardi (rari), giraffe del deserto (reintrodotte nel 2023), rettili e numerosi specie di uccelli, soprattutto nelle delle lagune costiere. Da non tralasciare i numerosi avvistamenti lungo la meravigliosa costa atlantica di foche, granchi, piccoli squali e, con un poco di fortuna, anche balene.
La fauna è distribuita in modo irregolare a causa della scarsità d’acqua, ma i safari qui si trasformano in un’autentica avventura: seguire tracce, aspettare, osservare… un’esperienza molto diversa dai parchi dell’Africa orientale. C’è da dire che gli avvistamenti della fauna selvatica sono un plus, perché chi si avventura nel Parco nazionale Iona lo fa per vivere a stretto contatto con la sua natura selvaggia e non per fare safari.

La Welwitschia mirabilis
Tra le particolarità, anzi, direi unicità del Parco nazionale Iona troviamo la pianta Welwitschia mirabilis. Questo “fossile vivente” è l’unico genere sopravvissuto della sua famiglia e si trova solo nel deserto del Namib. Il più antico esemplare vivente di questa specie di cui si abbia notizia ha quasi 2000 anni, circostanza che rende questa pianta una delle più longeve conosciute. La sua forma è davvero particolare, direi buffa, perché a prima vista, i piccoli esemplari sembrano quasi un ciuffo di alghe morte.
Oltre alle radici e uno stelo corto, queste piante hanno solo due foglie grumose che non cadono mai e crescono continuamente nell’arco della vita. Una peculiarità della Welwitschia che mi ha colpito è che si tratta di una specie dioica. In pratica, guardando i fiori della pianta, si può capire se l’esemplare è maschile o femminile.

Le rive del fiume Cunene
Il fiume Cunene che nasce nell’Angola centro-occidentale, a circa 32 km a nord-est di Huambo e si tuffa nell’oceano atlantico dopo aver percorso 945 km. Il fiume, per molti chilometri, segna il confine tra Namibia e Angola, serpeggiando attraverso canyon di rocce e altissime dune Per questo motivo, uno dei momenti che ho apprezzato di più durante la mia esplorazione del Parco nazionale Iona è stato campeggiare lungo le sponde del fiume a cavallo del confine tra i due Stati africani, circondato solamente dalla sabbia dorata e dalle rocce scure del deserto. Questa zona è davvero spettacolare e vale assolutamente la pena fare una deviazione dalla pista principale per esplorarla.

La cultura Himba
Il Parco nazionale Iona è anche terra della popolazione Himba, una delle comunità più iconiche dell’Africa meridionale. Vivono tra Angola e Namibia mantenendo uno stile di vita tradizionale basato su pastorizia, rituali ancestrali e un profondo legame con la natura. Allontanandosi dalla costa e avventurandosi all’interno del parco incontrerai diversi villaggi Himba dove potrai conoscere le loro abitazioni circolari in fango e legno e ammirare le acconciature simboliche e gli ornamenti delle donne – specialmente il famoso otjize, la mistura di burro e ocra che protegge la pelle.
Anche se quest’area è davvero selvaggia e remota, gli Himba hanno già avuto a che fare con turisti e per questo sanno benissimo come approcciare lo “straniero”. Se vorrai scattare fotografie e organizzare una piccola dimostrazione di canti e balli tradizionali dovrai essere “generoso” contraccambiando con una piccola mancia.

Come visitare il Parco Nazionale Iona
Una volta raggiunta la città di Mocamedes con un volo interno da Luanda (o in bus da Lubango), dovrai pianificare molto bene i tuoi spostamenti. L’accesso al Parco nazionale Iona avviene attraverso il deserto del Namibe, in un percorso che richiede guide esperte, mezzi 4×4, un’ottima preparazione logistica e rifornimenti di cibo e acqua per diversi giorni. Il telefono cellulare non ha mai campo e l’unico modo per comunicare in caso di bisogno è con un telefono satellitare. Fino a pochi mesi fa si poteva usare Starlink, ma il governo dell’Angola ha bloccato la connessione.
Proprio per queste difficoltà, il modo più semplice per visitare il parco è tramite un operatore turistico locale. Se sei interessato a questo viaggio, ti consiglio di affidarti a KUMAKONDA, operatore turistico internazionale con cui collaboro e che organizza una interessante esplorazione dell’Angola meridionale.
- Quando andare
Il periodo migliore per visitare il Parco nazionale Iona è tra maggio e novembre, durante la stagione secca, quando le temperature sono più miti e le piste più facilmente percorribili.
- Assicurazione di viaggio medico – bagaglio
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