Garbage City al Cairo: tra le vie della città della spazzatura

Quando si pensa al Cairo, l’immaginario corre alle Piramidi di Giza, al Museo Egizio e al caos affascinante di Khan el-Khalili. Ma esiste un luogo che racconta una storia completamente diversa: Garbage City, nel quartiere di Manshiyat Naser del Cairo. Conosciuta come la “città della spazzatura”, Garbage City non è un’attrazione turistica, è una realtà sociale unica al mondo. Qui vive la comunità degli Zabbaleen, i raccoglitori di rifiuti che hanno trasformato l’immondizia della città in risorsa. Qui, le persone raccolgono rifiuti in strada per poi rivenderli e guadagnarsi da vivere in modo onesto e dignitoso. Questo è Garbage City.

Chi sono gli Zabbaleen di Garbage City

Il cuore di Garbage City è rappresentato dagli Zabbaleen, una comunità cristiana copta che dagli anni ’40 si occupa della raccolta porta a porta dei rifiuti del Cairo. Ogni giorno raccolgono tonnellate di immondizia provenienti da tutta la città, selezionandola manualmente all’interno delle proprie abitazioni.

Non hanno alcun riconoscimento ufficiale nella gestione dei rifiuti del Cairo e spesso sono in contrasto con le autorità cittadine che considerano questo quartiere malsano e pericoloso per la salute pubblica.  Quando si nominano gli Zabbaleen agli altri abitanti della capitale, la risposta è sempre “sono pazzi perché vivono in mezzo alla spazzatura”.

Durante l’esplorazione del quartiere, mi hanno spiegato che viene riciclato addirittura l’80% del materiale raccolto, percentuale veramente alta se si pensa alle scarse risorse a disposizione. Personalmente non credo a questa cifra perché la spazzatura raccolta è stipata ovunque senza alcuna distinzione. Dai grandi sacchi di rifiuti ho notato che viene selezionato e separato materiale come plastica, vetro, metallo e carta, ma il resto rimane lì buttato. 

Egitto, Garbage city al Cairo
Cairo, Garbage city
Egitto, Cairo
Cairo, Garbage city

Cosa fare a Garbage City

Garbage City non è una destinazione turistica. Non ci sono monumenti iconici o palazzi storici. L’esperienza è immersiva e sociale. La strada principale dove fermarsi per iniziare la visita del quartiere di Manshiyat Naser è Al Mokattam street. Da qui, ci si incammina tra palazzi diroccati, piccoli negozi e sacchi di rifiuti ammassati dappertutto: ai bordi della strada, nei garage, sui terrazzi e perfino sopra i tetti delle case!

L’odore di spazzatura è veramente forte. A tratti poco sopportabile. La strada principale è un viavai di piccoli tuk-tuk, motorette, carretti trainati da somari e soprattutto veicoli caricati con sacchi enormi di spazzatura pronti a essere scaricati davanti ai portoni delle case per poi essere lavorati. Non mancano grossi topi che qua e là si rincorrono sopra l’immondizia accatastata.

Appena si esplorano le vie laterali, lontani dal trambusto di Al Mokattam street, si può entrare in contatto con più discrezione con la comunità degli Zabbaleen. Alcune persone si avvicinano alla mia guida locale chiedendo il perché della visita. Sono sorpresi della presenza di turisti in questo quartiere che di turistico non ha nulla. Guardano con diffidenza.

Non appena spiegato l’interesse socio culturale per una zona considerata dagli abitanti del Cairo “invisibile”, un giovane ragazzo ci invita nel suo garage per farci vedere la porcilaia. Nascosti dietro una montagna di spazzatura, spuntano una ventina di grossi maiali che sguazzano nel fango. Sono una risorsa preziosa per le famiglie e ottimi “spazzini”: mangiano i rifiuti di frutta e verdura. E non solo.

Altra interessante visita che un anziano del luogo mi ha fatto fare è stato salire sul tetto della sua casa per vedere le enormi piccionaie. Sono delle svettanti torri di legno con delle gabbie dove vengono allevati i piccioni, costruite in cima ai palazzi. Questi volatili sono molto importanti per l’economia familiare perché costituiscono un ulteriore guadagno. Vengono venduti per preparare l’hamam mahshi (piccione ripieno), una specialità risalente all’antico Egitto, a base di riso e piccioni ripieni di erbe, cipolle e spezie. Terminata l’esplorazione del quartiere, la prossima tappa è il vicino Monastero di San Simone.

Cairo, Garbage city
Cairo, Garbage city
Egitto, Cairo
Cairo, Garbage city

Il Monastero nella roccia: la sorpresa sopra Garbage City

Sulla collina del Mokattam, sopra il quartiere, si trova uno dei luoghi più incredibili del Cairo: il Monastero di San Simone il Conciatore. Si tratta di una gigantesca chiesa scavata nella roccia, capace di ospitare fino a 20.000 fedeli. Un anfiteatro naturale decorato con scene bibliche scolpite nella pietra. Il monastero rappresenta il centro spirituale della comunità e dimostra quanto Garbage City non sia solo un quartiere marginale, ma uno spazio di forte identità religiosa e culturale.

Questo luogo è anche al centro di una leggenda popolare. Secondo i racconti copti tradizionali, al Muizz li dīn Allāh- quarto califfo della dinastia Fatimide – udì un versetto biblico dove Cristo si rivolgeva ai suoi discepoli dicendo che si può spostare una montagna se si ha una fede piccola quanto un granello di senape. Quindi sfidò il Patriarca Anba Abram, 62° papa della chiesa copta, a compiere questo miracolo come prova della validità della loro religione e credenza, dandogli solo 3 giorni di tempo, altrimenti i cristiani avrebbero dovuto convertirsi all’Islam.

Tutti i copti iniziarono a pregare perché avvenisse questo miracolo e proprio la terza mattina, la Vergine Maria apparve in sogno al Patriarca dicendogli di andare da Simone al Kharrazi, uomo di grande fede e puro di cuore, e di chiedergli di svolgere questo compito. Simone accettò con umiltà la missione affidatagli dalla Vergine e compì il miracolo il 27 novembre 979: un forte terremoto scosse la zona e spostò la montagna. A seguito del miracolo, il Califfo espresse il suo rispetto ad Anba Abram e gli concesse il diritto di rimanere in Egitto, autorizzandolo a ricostruire e restaurare numerose chiese.

Come visitare Garbage City al Cairo

È un’esperienza forte, che richiede rispetto e consapevolezza. Non è turismo, ma un’occasione per comprendere una delle realtà urbane più complesse del Cairo. Gli abitanti di Garbage City non sono abituati alla presenza di visitatori – a volte possono sembrare infastiditi – e raramente parlano inglese. Per questi motivi ti consiglio di affidarti a una guida locale: potrai interagire con la comunità in modo più autentico e genuino. Il quartiere si visita a piedi e una volta arrivati in Al Mokattam street puoi cominciare la tua esplorazione e perderti tra i  tanti vicoletti. 

Egitto, Cairo
Cairo, i tetti di Garbage city con le piccionaie
Egitto, Cairo
il Monastero di San Simone il Conciatore

FAQ su Garbage City al Cairo

  • Dove si trova Garbage City al Cairo ?

Garbage City si trova nel quartiere di Manshiyat Naser, nella parte orientale del Cairo, ai piedi della collina del Mokattam.

  • Chi sono gli Zabbaleen ?

Gli Zabbaleen sono una comunità cristiana copta che si occupa da decenni della raccolta e del riciclo dei rifiuti del Cairo, raggiungendo percentuali di recupero altissime.

  • È sicuro visitare Garbage City ?

Sì, è generalmente sicuro, ma è consigliabile visitarla con una guida locale, mantenere sempre un atteggiamento rispettoso verso la comunità ed evitare fotografie senza consenso.

  • Vale la pena visitare Garbage City ?

Se sei interessato agli aspetti sociali, culturali e meno turistici di una destinazione, sì. È una delle esperienze più autentiche che si possano fare al Cairo.

  • Quanto dura la visita a Garbage City?

Dipende da quale è il tuo interesse per il quartiere. Puoi trascorrerci pochi minuti passeggiando lungo la via principale per poi andare al Monastero di San Simone, fino a un paio d’ore in cui riuscirai a entrare in contatto con la comunità.

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2 thoughts on “Garbage City al Cairo: tra le vie della città della spazzatura

  1. claudia says:

    grazie per aver mostrato un angolo sconosciuto di Il Cairo e raccontato questa realtà. il tuo blog è davvero una voce fuori dal coro e per questo tanto prezioso.
    io sono una turista pura, ma trovo comunque importante scoprire queste situazioni, sia pure “per interposta persona”.

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