Le finca del caffè in Colombia: esperienza tra Salento e Filandia nel cuore del Quindío

Nel cuore della Colombia, tra le colline verdi del Quindío, il caffè non è solo una bevanda ma una vera e propria cultura. Durante il mio viaggio tra Salento e Filandia ho avuto modo di vivere questa tradizione da vicino, visitando due finca del caffè molto diverse tra loro ma entrambe autentiche. Quello che mi ha colpito fin da subito è quanto il processo del caffè sia ancora profondamente artigianale. Qui, ogni fase, dalla raccolta alla tostatura, racconta una storia fatta di lavoro, conoscenza e passione.

Perché visitare una finca del caffè in Colombia

Entrare in una finca significa comprendere davvero cosa rende il caffè colombiano così speciale. Non si tratta solo di qualità del prodotto, ma di un insieme di fattori che includono territorio, tradizione e lavoro umano. Imparerai anche moltissime cose interessanti sul caffè, sulla sua produzione e sulle sue qualità. Dopo questa esperienza, anche il gesto più semplice come bere un caffè assume un significato diverso. 

Come nasce il caffè colombiano?

Visitare una finca significa entrare nel cuore del processo produttivo del caffè. La Colombia è la patria del caffè arabica, coltivato tra i 1000 e i 2400 metri d’altezza e famoso per il suo aroma dolce, fruttato e con acidità. Durante le visite ho potuto seguire tutte le fasi, dalla pianta fino alla tazzina. Il percorso inizia con la coltivazione delle piante di caffè, che crescono in un clima ideale grazie all’altitudine e all’umidità della regione.

Le bacche vengono raccolte a mano, selezionando solo quelle mature di colore rosso, un passaggio fondamentale per garantire qualità. Successivamente avviene la spolpatura, la fermentazione e l’essiccazione dei chicchi, prima di arrivare alla tostatura, che determina gran parte dell’aroma finale. Assaggiare il caffè dopo aver visto tutto questo processo cambia completamente la percezione della bevanda.

Colombia, finca del caffè
Finca del caffè, il ciclo produttivo del caffè
Colombia, finca del caffè
Finca del caffè, una pianta di caffè prima della maturazione

Cosa si fa durante il tour di una finca del caffè?

I tour delle finca del caffè sono organizzati in modo standard. Prima di tutto verrai vestito come un vero raccoglitore di caffè per farti vivere l’esperienza in modo autentico. Subito dopo ci sarà una spiegazione generale sul ciclo di produzione del caffè, sulla qualità e differenza con gli altri caffè, sull’esportazione del prodotto e qualsiasi altra domanda sarai curioso di fare. Ovviamente, ho chiesto cosa pensano del caffè preparato in Italia e la risposta è stata sorprendente, quantomeno dal mio punto di vista. Per i produttori locali il caffè italiano è pessimo, troppo amaro perché tostato eccessivamente e molto distante dalla cultura colombiana del bere caffè.

Tornando al tour, diciamo che tra le due finca del caffè che ho visitato, ho notato che la spiegazione è stata molto più esaustiva nella Finca Luger rispetto alla Finca Agua Bonita. Questo perché la Finca Luger è abituata ad accogliere decine di decine di turisti ogni giorno, quasi come se fosse una “catena di montaggio”. Il mio gruppo durante la visita di questa finca era composto da 15 persone, mentre quello della Finca Agua Bonita era solo di 4 persone.

Dopo la spiegazione, inizia il tour vero e proprio della Finca, partendo dalla semina delle piantine di caffè, alla raccolta delle bacche, alla separazione tra le bacche buone e quelli da scartare, alla spolpatura per selezionare i chicchi, poi l’essiccatura e la macinazione, fino ad arrivare alla tanto attesa degustazione. Finito il tour potrai anche comprare caffè in chicchi o già macinato direttamente dal produttore. 

Cosa differenzia il caffè colombiano da quello italiano?

Quello che ho capito durante il tour alla Finca Luger è che il caffè colombiano e quello italiano si differenziano soprattutto per tostatura e metodo di preparazione. In Colombia si utilizza quasi esclusivamente Arabica coltivata in altura, con tostature più leggere o medie che esaltano aromi complessi, note fruttate e una piacevole acidità.

In Italia, invece, si prediligono miscele spesso più tostate, pensate per l’espresso, che danno un gusto più intenso, corposo e amaro. Quando in finca si critica il caffè italiano perché “troppo tostato”, non è tanto un giudizio assoluto, ma una differenza di filosofia: da un lato il caffè come esperienza aromatica da degustare, dall’altro come rito rapido e deciso, parte integrante della cultura quotidiana. 

Colombia, finca del caffè
Finca del caffè Luger

Cos’altro ho imparato durante il tour della finca del caffè?

Direi molte cose. Per esempio, mi ha lasciato molto stupito il fatto che, a dire del produttore colombiano, il caffè negli USA è uno dei caffè migliori al mondo. Non tante per il modo in cui viene preparato, tutti conosciamo il beverone americano, ma per la sua qualità. Difatti, circa l’80% del caffè arabica colombiano viene esportato negli Stati Uniti. E tutti sappiamo che la qualità arabica è una delle più apprezzate al mondo. 

Altra cosa, proprio parlando di caffè arabica, è quella di fare attenzione quando si compra una confezione di caffè che per essere totalmente di varietà arabica, deve riportare sulla confezione la scritta “arabica 100%”. Se ha solo scritto “arabica”, allora è un mix di varietà di caffè. Altra qualità di caffè è quella detta “robusta”, che cresce ad altitudini inferiori e ha una quantità di caffeina doppia rispetto all’arabica. Questa specie è originaria dell’Africa Occidentale ed è diffusa in tutti i paesi della zona ricompresa nella fascia tropicale.

Ho anche scoperto che le piante del caffè hanno un pericoloso nemico che può rovinare la produzione: la famigerata broca del caffè. Questo piccolo coleottero – in italiano piralide del caffè – attacca la bacche verdi o mature del caffè perforandole e deponendovi all’interno le proprie uova. Una volta raccolte le bacche mature, per capire quali sono state colpite dalla broca, vengono immerse in un bidone pieno d’acqua. Quelle intatte affondano, quelle colpite dalla broca invece galleggiano perché scavate all’interno.

Infine, il consiglio che ci è stato dato, è di non bere caffè fatto con cialde o confezioni super economiche che troviamo nei supermercati, soprattutto se già macinate. Il motivo è che per la produzione di questo caffè vengono spesso usati i chicchi perforati dalla broca del caffè. Il produttore ci ha spiegato che i chicchi “fallati” vengono comprati ugualmente dalle aziende, chi meglio di lui può saperlo, tostati oltre il dovuto, e macinati per essere poi venduti. Proprio per la scarsa qualità dei chicchi, il loro costo è molto economico.

Finca Luger: l’esperienza più conosciuta vicino Salento

Tra le fincas più famose della zona di Salento c’è la Finca Luger, una realtà ben organizzata e molto frequentata dai viaggiatori. La visita qui è strutturata e coinvolgente. Si viene accompagnati lungo un percorso che spiega nel dettaglio tutte le fasi della produzione del caffè, con dimostrazioni pratiche e momenti di degustazione. Quello che ho apprezzato di più è la chiarezza con cui viene raccontato il processo, rendendolo accessibile anche a chi non ha alcuna conoscenza del settore. È un’esperienza perfetta per chi vuole una prima introduzione al mondo del caffè colombiano.

La Finca Luger offre visite guidate in inglese o spagnolo al prezzo di 55.000 COP a persona. Le visite partono ogni ora, dalle 9:00, e durano circa 2 ore.

Agua Bonita: una finca autentica vicino Filandia

Totalmente diversa è stata l’esperienza alla Finca Agua Bonita, una piccola finca familiare nei dintorni di Filandia. Qui l’atmosfera è molto più intima e autentica. Non c’è un percorso standardizzato, ma piuttosto un racconto diretto da parte dei proprietari, che condividono la loro vita quotidiana e il legame con la terra.

Camminare tra le piantagioni, ascoltare le storie della famiglia e vedere da vicino ogni fase della lavorazione è stato uno dei momenti più veri del viaggio. La degustazione finale, in questo contesto, assume un significato completamente diverso: non è solo assaggiare un prodotto, ma comprendere tutto ciò che c’è dietro.

Colombia, finca del caffè
la Finca del caffè Agua Bonita
Colombia, Filandia
la finca del caffè Agua Bonita

Differenze tra una finca turistica e una familiare

Visitare sia una finca strutturata che una più piccola permette di cogliere due anime del caffè colombiano. Da un lato c’è l’organizzazione e la capacità di comunicare il processo in modo chiaro, dall’altro l’autenticità e il contatto umano diretto. Entrambe le esperienze sono complementari e, se possibile, consiglio di provarle entrambe proprio come ho fatto io.

Come organizzo la visita di una Finca del Caffè da Salento o Filandia?

Per organizzare la visita di una finca, se hai un veicolo a noleggio, puoi raggiungerla direttamente – accertati solamente degli orari di visita, altrimenti puoi prenotare in anticipo (opzione migliore soprattutto se la finca è turistica) sul sito web della Finca – spesso è incluso anche il trasporto – o tramite la piattaforma Viator.com dove le fincas del caffè pubblicizzano i loro tour.

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Come arrivare a Salento e Filandia

Il modo più semplice per raggiungere questa zona è arrivare a Armenia o Pereira, le due principali città del Quindío. Le due città sono collegate con voli giornalieri a molte altre città colombiane, incluse Medellin, Bogotà e Cartagena. Da lì, se vuoi usare i mezzi pubblici, puoi prendere un bus – cerca la compagnia Expreso Alcalà – o un taxi. La corsa in bus da Pereira costa circa 6000 COP, il taxi intorno ai 80.000 COP; da Armenia, invece, il bus costa circa 3800 COP, il taxi intorno ai 60.000 COP. La distanza tra Pereira e salento /Filandia sono circa 40 km; da Armenia intorno ai 25 km.

Se invece vuoi essere completamente libero da ogni orario specifico, il mio consiglio è di noleggiare un veicolo perché ti darà la possibilità di esplorare altre meravigliose cittadine del dipartimento di Quindio.

Puoi consultare i costi di noleggio tramite il sito Booking.com e quello di DiscoverCars.com che mettono a confronto le varie opzioni offerte dalle maggiori compagnie. 

Colombia, finca del caffè
Finca del caffè, le bacche di caffè mature

FAQ – Finca del caffè in Colombia

  • Quanto dura una visita in una finca del caffè?

Generalmente tra una e due ore, a seconda del tipo di esperienza.

  • È necessario prenotare?

Consigliato se la finca del caffè è più turistica, come la Finca Luger e la Finca el Ocaso, meno necessario per quelle più piccole.

  • Qual è la differenza tra tour turistico e finca familiare?

Il primo è più strutturato e didattico, il secondo più autentico e personale.

  • Si può visitare la finca del caffè tutto l’anno?

Sì, ma il periodo migliore per visitare Salento, Filandia e le finca del caffè, è durante i mesi più secchi, da dicembre a marzo e da luglio ad agosto.

  • Come è il clima in questa zona?

Il clima è imprevedibile, anche durante la stagione più secca. Puoi partire con il sole e tornare con pioggia e nebbia. 

  • Quanti giorni servono per visitare Salento e Filandia?

Tre giorni sono sufficienti per visitare con tutta calma entrambi i borghi, la Valle del Cocora e una finca del caffè.

  • Come raggiungo Salento e Filandia?

Le due città si trovano a circa 1 ora di distanza da Pereira e Armenia, città principali del Quindío e sono raggiungibili in bus, taxi, trasferimento privato o con un veicolo a noleggio.

  • Assicurazione di viaggio medico – bagaglio in Colombia

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