Sarajevo, capitale della Bosnia Erzegovina, è una città ricca di storia, cultura e bellezze naturali. Con la sua affascinante miscela di influenze ottomane, austro-ungariche e slave, Sarajevo offre ai visitatori un’esperienza unica. La città mi ha veramente lasciato senza parole per la sua bellezza ed è andata ben oltre le mie aspettative. Ogni angolo di Sarajevo regala un pezzo di storia e cultura che ha reso indimenticabile il mio soggiorno. Passeggiare lungo le strette vie del suo bazar, visitare le moschee e i molti monumenti, assaggiare i piatti tradizionali della Bosnia e gustarsi il suo denso caffè sono solo alcune delle molte attività che offre questa capitale balcanica.
Le Attrazioni da Non Perdere a Sarajevo
Che tu sia interessato alla storia, all’arte, alla natura o semplicemente alla vita locale, Sarajevo ha sempre qualcosa di speciale per tutti. La capitale della Bosnia è anche una città che ha tanto da insegnare alle nuove generazioni. Molti musei di Sarajevo sono dedicati al triste periodo della guerra tra la Bosnia e la Repubblica Serba dei primi anni ’90, quando migliaia di persone tra militari e civili morirono sotto le bombe.
Andiamo insieme alla scoperta delle attrazioni imperdibili da visitare durante il tuo soggiorno a Sarajevo.
1. Bascarsija
Bascarsija è il cuore storico di Sarajevo, un antico bazar ottomano risalente al XV secolo dove si concentrano le maggiori attrazioni della città. Camminando tra le sue strette stradine che sono esclusivamente pedonali e gremite di persone a passeggio, troverai botteghe artigianali, negozi di souvenir, caffè tradizionali, pasticcerie, ristoranti, musei e moschee storiche. Non perdere la fontana in legno Sebilj in piazza Bascarsija, un simbolo iconico della città risalente al 1700. In piazza si trova anche l’antica Moschea Bascarsija, edificio religioso costruito nel XVI secolo e dichiarata monumento nazionale della Bosnia ed Erzegovina nel 2006.
- Via Kazandziluk
Questa piccola via parte proprio da piazza Bascarsija e fu fondata nel XVI secolo quando il commercio cominciava a diventare fiorente in città. Era la strada dei ramai e ancora oggi è piena di botteghe artigiane che vendono prodotti in rame fatti a mano tra i quali piatti, tazze e tipiche caffettiere tradizionali. Anticamente, la vicina piccola piazza Mali Kazandziluk era il luogo dove gli artigiani avevano i loro laboratori. Se sei interessato a comprare qualche oggetto in rame, via Kazandziluk è sicuramente il posto giusto.

2. Moschea dell’Imperatore
La Moschea dell’Imperatore, costruita nel 1457, è la moschea più antica di Sarajevo e una delle più antiche di tutta la Bosnia Erzegovina. È stata eretta in onore del sultano ottomano Mehmed II il Conquistatore. La moschea è circondata da un ampio cortile e da un cimitero, e al suo interno (secondo me assolutamente magnifico) i visitatori possono ammirare la decorazione intricata e i dettagli architettonici unici.
La Moschea dell’Imperatore è un luogo di grande significato storico e religioso per la comunità musulmana di Sarajevo poiché si dice sia stata eretta proprio da colui che ha fondato la città, Isa Bey Ishakovic. Dietro la moschea c’è anche un piccolo cimitero dove sono stati sepolti personaggi illustri di Sarajevo, come Sheikh Ibrahim Bistrigija; Mula Muhamed Emin e il muhafiz bosniaco Abdulah Pasha.
Nota: la moschea si trova non distante dal Ponte Latino, sulla riva destra del fiume Miljacka. L’ingresso è gratuito.

3. Il Ponte Latino
Il Ponte latino è un luogo molto famoso che tutti abbiamo studiato a scuola. E’ il luogo dell’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando e di sua moglie Sofia il 28 giugno 1914, che alla fine portò allo scoppio della prima guerra mondiale. È interessante notare che l’assassino Gavrilo Princip è generalmente considerato un terrorista dai bosniaci e dai croati, e un eroe da molti serbi. Il ponte stesso è un bell’esempio di architettura ottomana e offre una vista panoramica sul fiume Miljacka. Tutto ciò che resta per commemorare gli eventi del 1914 è una piccola targa su un edificio proprio di fronte al ponte che indica il luogo esatto in cui è avvenuto l’assassinio.

4. Museo di Sarajevo 1878 – 1918
Il Muzej Sarajeva si trova proprio di fronte al Ponte Latino ed è dedicato al dominio austro-ungarico nel paese. Oltre alla targa commemorativa in ricordo dell’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando e della moglie, esposta sulla facciata esterna del palazzo insieme ad un’antica jeep militare dell’epoca, il piccolo museo offre un’accurata ricostruzione degli eventi che portarono alla Prima Guerra Mondiale, con esposizioni di oggetti storici, fotografie, documenti dell’epoca e una riproduzione in cera a grandezza naturale dei due storici personaggi.
Nota: il museo è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 16 (domenica chiuso) e il costo del biglietto è 5 KM.

5. Moschea Gazi Husrev Beg
Questa magnifica moschea del XVI secolo, conosciuta localmente come moschea Bey, è uno dei più importanti edifici ottomani nei Balcani e la più importante di Sarajevo. Fu progettata da Adžem Esir Ali, un persiano di Tabriz, che era l’architetto capo dell’Impero Ottomano durante il regno di Gazi Husrev Bey ed è ben nota per la sua architettura. Nel cortile della moschea sono anche sepolti molti leader bosniaci, tra cui Reis-ul-Ulema, Mehmed Džemaludin Čaušević; il politico, Dr. Mehmed Spaho; il riformatore, Ali Bey Firdus; il poeta, Safvet Bey Bašagić.
Proprio di fronte alla moschea si trova l’antica torre ottomana dell’orologio (sahat Kula). Alta ben 30 metri, l’orologio della torre è un orologio lunare e veniva (e viene) regolato in modo tale da mostrare sempre l’ora esatta in relazione al sole e alla luna per l’orario della preghiera islamica, specialmente durante il mese di ramadan.
Nota: l’interno della moschea è visitabile al di fuori degli orari di preghiera pagando un ticket di 5 KM.

6. Madrasa e Biblioteca di Gazi Husrev Beg
Accanto alla moschea, ci sono altri due edifici molto interessanti: la Madrasa Gazi Husrev Beg e la Biblioteca Gazi Husrev Beg. La madrasa, fondata nel 1537, era l’antica scuola coranica della moschea e attualmente funge da museo dove sono esposti molti manufatti islamici e documenti storici dell’Impero Ottomano.
La biblioteca, invece, è un edificio di nuova costruzione, ma al suo interno si trova un’ampia stanza dove sono esposti degli antichissimi manoscritti a testimonianza delle ricche tradizioni culturali e religiose dei musulmani in Bosnia ed Erzegovina. Il libro più antico esposto nella biblioteca è il quarto volume del manoscritto teologico – mistico “Ihya Ulum Ad Din”, scritto nel XII secolo dal filosofo, giurista e mistico islamico Abu Hamid Muhammad al Gazali.
Nota: l’ingresso alla madrasa costa 3 KM (aperta dalle 8 alle 18); il costo del biglietto per la biblioteca è di 3 KM (aperta tutti i giorni dalle 9 alle 18).

7. Sarajevo “Meet of Cultures”
Poco distante dalla Moschea Gazi Husrev Beg si incontrano le due vie pedonali via Saracj e via Ferhadija, la prima via principale della città vecchia e la seconda punto di inizio della parte nuova di Sarajevo. Proprio nel punto di incontro tra le due strade si trova scolpita sulla pavimentazione la targa “Sarajevo Meet of Cultures“. Questa targa simboleggia l’incontro tra i due principali periodi storici che hanno plasmato la città: l’ottomano, che rappresenta la parte più antica, e il più recente Austro-Ungarico.

8. Cattedrale del Sacro Cuore di Gesù
Questa imponente cattedrale cattolica, edificata alla fine del XIX secolo dall’architetto ungherese Josip Vancas, è un importante luogo di culto e un simbolo di Sarajevo. L’edificio religioso è costruito in stile neogotico ed è attualmente la sede dell’arcidiocesi di Vrhbosna. I suoi meravigliosi interni sono riccamente decorati con affreschi del famoso pittore italo-tedesco Alexander Maximilian Seitz e ospitano anche la tomba di Josip Stadler, arcivescovo dell’arcidiocesi di Vrhbosna all’inizio del XX secolo che diede inizio ai lavori di costruzione della chiesa. Prima di accedere all’interno della cattedrale noterai una statua in onore di Papa Giovanni Paolo II che visitò Sarajevo nel 1997, subito dopo la fine della guerra.

9. Galleria 11/07/95
Questo museo commemora le vittime del genocidio di Srebrenica attraverso fotografie, poster, proiezioni video e installazioni artistiche. Il terribile massacro avvenne l’undici luglio 1995 verso la fine della guerra tra la Bosnia e la Republika Srpska (Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina) agli ordini del Generale Slobodan Milosevic. In quell’orribile giorno, le truppe di Milosevic entrarono a Srebrenica uccidendo 8372 mussulmani bosniaci tra uomini e ragazzi compiendo un vero e proprio massacro.
Il museo è davvero un luogo toccante che vale la pena visitare per rendere omaggio a tutte quelle vittime innocenti e per avere una profonda comprensione di ciò che è accaduto in questa piccola città di montagna nella Bosnia orientale quasi 30 anni fa.
Nota: il museo è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 20, il ticket di ingresso costa 12 KM.

10. Museo Ebraico di Bosnia ed Erzegovina
In una città multiculturale come Sarajevo non poteva mancare un museo dedicato alla cultura e religione ebraica. Il museo di trova proprio all’interno dell’antica sinagoga della città e racconta la storia della comunità ebraica in Bosnia ed Erzegovina. Le esposizioni includono oggetti religiosi usati duranti i riti, documenti storici, manoscritti e fotografie che illustrano la vita ebraica in questa regione attraverso i secoli.
La sinagoga stessa, con la sua architettura mozzafiato, è un pezzo importante della storia della città. C’è anche una sezione speciale dedicata alle grandi perdite che gli ebrei della Bosnia ed Erzegovina hanno subito durante la seconda guerra mondiale.
Nota: il museo è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 16 (sabato chiuso, domenica fino alle 13) e il ticket costa 5 KM.

- Vecchia Chiesa Ortodossa
A poca distanza dalla Museo ebraico, lungo via Mula Mustafa Baseskije, si trova un altro importante e antico edificio religioso, la Vecchia Chiesa Ortodossa. Si dice sia stata costruita durante il periodo ottomano tra la fine del XV o l’inizio del XVI secolo proprio sui resti di un’antica chiesa risalente al VI secolo. La caratteristica più preziosa al suo interno è l’iconostasi scolpita con le icone del Maestro Radula, risalente al 1674, Maksim Tujkovic, risalente al 1734, Aleksija Lazovic e un anonimo artista locale risalente all’inizio del XIX secolo.
La chiesa conserva anche una collezione di icone e dipinti antichi, oggetti liturgici, articoli in metallo, tessuti liturgici e ricami, vecchi manoscritti e libri stampati, documenti antichi e una collezione numismatica ed etnologica.

11. Museo dell’Assedio di Sarajevo
Questo interessante museo ripercorre la storia del più lungo assedio di una capitale nella storia moderna e ritrae in modo autentico la vita quotidiana dei cittadini di Sarajevo dal 1992 al 1995 quando le forze armate della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina di Milosevic circondarono la città per conquistarla. La collezione del museo consiste in una esposizione di reperti, fotografie, oggetti e testimonianze che descrivono la toccante e brutale storia dell’assedio di Sarajevo.
Nota: il museo è aperto tutti i giorni dalle 9 alle 20 e l’ingresso costa 15 KM.

12. Trovare le Rose di Sarajevo
Uno dei resti più toccanti dell’assedio durata dal 1992 al 1995 sono le cosiddette “rose di Sarajevo”. Passeggiando per la città, molto spesso noterai una sorta di traccia profonda sull’asfalto riempita di resina rossa in memoria dei caduti la cui forma somiglia vagamente ad una rosa. Purtroppo, con i fiori profumati che rappresentano l’amore non hanno nulla a che fare, ma sono i luoghi in cui le migliaia di granate lanciate delle truppe nemiche colpivano, uccidevano gli abitanti di Sarajevo e lasciavano la loro traccia al suolo.
Una delle “rose” si trova al Pijaca Markale, un mercato di frutta, verdura e altri prodotti freschi che il 5 febbraio 1994 venne colpito da una granata che causò 68 morti e 144 feriti. Oltre alla “rosa” che ricorda il tragico evento creata dalla granata, in memoria di tutte le vittime del mercato è stata apposta una targa.

13. Museo dell’Infanzia in Guerra
Il War Childhood Museum è un altro museo legato all’assedio di Sarajevo e racconta la guerra attraverso gli occhi di chi era bambino durante quel terribile periodo. La collezione esposta è molto diversa da tutti gli altri musei che descrivono l’assedio della città. Qui, si trovano conservati gli oggetti che i giovanissimi di Sarajevo usavano durante la guerra e che ricordano qualche storia importante di quel momento. Ogni oggetto in mostra è accompagnato dalla descrizione di chi lo ha donato al museo.
Il War Childhood Museum ha ricevuto uno dei premi più prestigiosi nel mondo dei musei: il Council of Europe Museum Prize 2018. Il promotore di questo toccante museo è Jasminka Halilović, un ragazzo che ha visto la guerra con i propri occhi e che ha scritto un bellissimo libro in vendita presso il museo dal titolo “Childhood During War: Sarajevo 1992-1995”, pubblicato nel 2013.
Nota: il museo è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 20, il biglietto costa 10 KM.

14. Il Tunnel della Speranza
Il Tunnel della Speranza (Tunel spasa) si trova nei pressi dell’aeroporto internazionale della capitale bosniaca ed è un sito non solo commovente, ma di assoluta importanza storica. Si tratta di un tunnel lungo ben 800 metri e alto 1 metro e mezzo costruito nel 1993 durante l’assedio di Sarajevo che collegava la città con il territorio libero, permettendo il passaggio di persone e forniture alimentari necessarie alla sopravvivenza degli abitanti della capitale.
Gran parte del tunnel originale è purtroppo crollato e i soli 25 metri rimasti sono chiusi per ragioni di sicurezza. Tuttavia, per far rivivere ai turisti quei tragici momenti, è stato costruito un tunnel identico all’originale della lunghezza di 100 metri. Ovviamente è illuminato e con l’aria condizionata, “privilegi” che all’epoca non erano assolutamente disponibili. Il museo espone anche diverse fotografie e armi dell’epoca, e in alcune sale viene proiettato un breve documentario illustrativo sulla guerra.
Nota: il tunnel è aperto tutti i giorni dalle 9 alle 15:30, il biglietto costa 10 KM.
- Sarajevo Sniper Alley
La “strada dei cecchini” non è una via ufficiale di Sarajevo, ma identifica l’attuale area della via Zmaja od Bosne , cioè tutta quella zona che costeggia il fiume Miljacka e arriva fino all’aeroporto. Il nome deriva dal fatto che i veicoli e soprattutto le persone, indipendentemente dal sesso e dall’età, che transitavano lungo la via erano prese di mira e uccise dalle decine di cecchini appostati sulla sponda opposta del fiume. Ancora oggi, passeggiando nei quartieri lungofiume, sono visibili sulle facciate dei palazzi le tracce dell’assedio di Sarajevo.


15. Monte Trebević e la Funivia di Sarajevo
Per una vista mozzafiato sulla città, e soprattutto se hai a disposizione qualche ora da spendere in mezzo al verde, prendi la funivia dal quartiere di Bistrik e sali sul Monte Trebević. Una volta in cima, puoi goderti panorami spettacolari, fare passeggiate nei boschi o esplorare i resti della pista da bob usata nelle Olimpiadi Invernali del 1984 che, a quel tempo, era la pista da bob più veloce, più attraente e più a sud del mondo.
Durante l’assedio di Sarajevo, sfortunatamente, la pista da bob si trovava sulla linea di demarcazione tra l’esercito bosniaco e l’esercito serbo che usò i suoi spessi muri di cemento come postazione di difesa. Al giorno d’oggi, i tratti di pista che rimangono in piedi sono diventati un paradiso per i graffitari.
Nota: la funivia è aperta tutti i giorni dalle 9 alle 21 (lunedì dalle 12 alle 21). La corsa dura solo 20 minuti e il biglietto costa 20 KM (30 KM AR).

16. Museo Nazionale della Bosnia ed Erzegovina
Fondato nel 1888, il Museo Nazionale di BIH ospita una vasta collezione di reperti etnografici e archeologici che spaziano dalla preistoria (Paleolitico, Neolitico, Eneolitico, Età del Bronzo e Età del Ferro), al medioevo. Tra i suoi tesori più preziosi c’è la Haggadah di Sarajevo, un manoscritto ebraico medievale di inestimabile valore che gli ebrei sefarditi portarono in città quando lasciarono la Spagna. Nella parte centrale del complesso si trova un giardino botanico, che ospita più di 3.000 tipi di piante, tra cui alcune varietà endemiche.
Nota: il museo è aperto da martedì a venerdì dalle 10:00 alle 19:00 e nel fine settimana dalle 10:00 alle 18:00. L’ingresso costa 20 KM.
- Caffè Tito
Proprio accanto al museo si trova un piccolo bar completamente dedicato a Josip Broz Tito, ex presidente della Jugoslavia socialista. Al suo interno sono esposti un busto di Tito e numerosissime foto del dittatore. Durante l’estate è il posto ideale per una pausa durante le giornate afose e gli amanti della musica possono spesso godersi concerti serali unplugged.

17. Museo di Tito
Lungo la via pedonale Ferhadija, nascosto all’interno di un palazzo, si trova un piccolo museo di sole 3 stanze dedicato a Tito e alla vita a Sarajevo quando faceva ancora parte della Jugoslavia. Il museo espone numerosi oggetti di quel periodo come fotografie, monete, passaporti, bandiere, ritagli di giornale, libri, vestiti e ovviamente fotografie di Tito.
Nota: il museo è aperto tutti i giorno dalle 9 alle 22 e il biglietto costa 10 KM (pagamento solo con carta di credito).

18. Vijecnica (il Municipio)
Sulle sponde del fiume Miljacka, poco distante da piazza Bascarsija, si trova l’edificio più stravagante di tutta la città. Fu costruito nel 1896 durante l’occupazione austro-ungarica e funge da simbolo dell’incontro delle civiltà mondiali. Dopo la seconda guerra mondiale, Vijećnica divenne la sede della Biblioteca nazionale e universitaria della Bosnia-Erzegovina. Purtroppo, nel 1992, durante la guerra, il meraviglioso palazzo venne dato alle fiamme e il 90% della sua preziosa collezione di libri andò in fumo.
La ricostruzione dell’edificio iniziò nel nel 1996 e l’inaugurazione ufficiale ebbe luogo il 9 maggio 2014, lo stesso giorno in cui si celebrano la Festa dell’Europa e il Giorno della Vittoria sul Fascismo. Oggi, il municipio viene anche utilizzato per promuovere eventi culturali, artistici, economici e mostre museali. Di fronte al Vijecnica, dall’altra sponda del fiume, si trova una bellissima installazione artistica “Sarajevo” che viene illuminata durante le ore notturne.
Nota: il palazzo è aperto tutti i giorni dalle 9 alle 17 e la visita del suo interno costa 10 KM.

19. Museo Olimpico 1984
Il museo è stato creato per preservare la memoria dell’organizzazione di uno dei più grandi eventi mai realizzati durante il periodo della Jugoslavia: le Olimpiadi invernali del 1984. Inaugurato ufficialmente l’8 febbraio 1984, attraverso la sua esposizione di oggetti originali dell’evento (tra cui la giacca indossata dal presidente del Comitato Olimpico Samaranch durante l’inaugurazione), fa rivivere al visitatore la famosa competizione internazionale a cui parteciparono 1274 atleti gareggiando in sei eventi e 39 competizioni sportive. Nel 1992, anche il Museo Olimpico fu bombardato, ma grazie ai suoi dipendenti, la preziosa collezione venne salvata e conservata in luoghi sicuri.
Nota: il museo è aperto dalle 10 alle 18 (chiuso il lunedì), l’ingresso costa 15 KM.

20. Provare il tipico Cevapci e bere una tazza di caffè bosniaco
Il piatto simbolo della cucina bosniaca è senza dubbio il cevapi. Mentre passeggerai nel centro storico della città sarai costantemente accompagnato dal profumo di questa delizio locale, cucinata praticamente in tutti i ristoranti. Alcuni di questi sono solo dedicata alla preparazione di questo delizioso piatto. Si tratti di piccole salsicce (o chiamiamoli cilindri) di carne macinata di manzo e agnello grigliati e serviti all’interno del pane pita e accompagnati da cipolle tritate e una sorta di panna acida. Il mio locale preferito dove mangiare cevapi è il Ćevabdžinica Mrkva lungo via Bravadziluk.
Altra cosa da provare è il caffè bosniaco. Mentre sei a Bascarsija, siediti fuori da uno dei piccoli caffè, su uno sgabello minuscolo, sorseggia un delizioso caffè e guarda il mondo che ti scorre davanti. E quando dico “mondo” sono serio. Mai vista una quantità di turisti stranieri (soprattutto dal Medio Oriente) mescolata ai locali come in centro a Sarajevo. Il caffè bosniaco è forte e denso, e viene servito in un set tradizionale chiamato dzezva, una piccola teiera con un collo lungo, solitamente decorata in modo splendido.


Come visitare le attrazioni di Sarajevo
Le attrazioni di Sarajevo si concentrano in prevalenza nel suo centro storico e sono visitabili con una piacevole passeggiata. Quelle più distanti, come il Tunnel della Speranza o il Museo Nazionale, possono essere raggiunte con i taxi che sono molto economici. Per organizzare visite guidate della città o di altre attrazioni in giro per la Bosnia puoi fare una ricerca con le piattaforme Viator.com e Civitatis.com dove gli operatori locali pubblicizzano i loro tour e attività.
Tra tutte, ti consiglio il tour di Mostar e le perle dell’Erzegovina offerto dal TO Meet Bosnia. Quanto rimanere a Sarajevo ? Ti suggerisco di trascorrere a Sarajevo almeno 2/3 giorni pieni per goderti con tutta calma le sue attrazioni e il magnifico centro storico.
Informazioni utili per il tuo soggiorno a Sarajevo
- Come arrivare dall’aeroporto di Sarajevo al centro città
L’unico volo diretto che ho trovato dall’Italia è con la compagnia low cost Wizz Air dall’aeroporto di Bergamo – Orio al Serio. E’ un programma un collegamento anche da Roma FCO sempre con Wizz Air.
Una volta all’aeroporto di Sarajevo, che si trova a 12 km dal centro, puoi raggiungere la tua destinazione con un taxi (circa 20 KM per la città vecchia), un trasferimento privato che puoi prenotare tramite Booking.com o con il bus pubblico. Il bus ferma in centro a Bascarsija e opera dalle 6.20 alle 20.30. Dal centro, invece, opera dalle 6.55 alle 21.15. Le corse delle 6.20 e delle 6.55 non vengono effettuate la domenica. Il costo del biglietto è 5 KM (8 KM andata e ritorno).
- Come si paga Sarajevo?
La moneta ufficiale della Bosnia è il Marco (KM). 1 euro sono circa 2 KM. Puoi cambiare gli euro nei molti negozi di cambio che trovi in centro lungo le vie pedonali. E’ possibile prelevare direttamente marchi dai vari sportelli bancomat e pagare con carta di credito. Per i prelievi con la carta bancomat rivolgiti alla tua banca per chiedere informazioni dato che la mia, nonostante internazionale, non permetteva prelievo (diceva “non disponibile”). Ho risolto prelevando con la mia carta Revolut ricaricabile che uso spesso all’estero. Anche la carta prepagata Wise funziona regolarmente.
- Come muoversi a Sarajevo
Se dovessi avere la necessità di muoverti verso aree più distanti dal centro, puoi prendere un taxi che troverai ovunque, soprattutto nelle zone più turistiche. Non ho trovato compagnie di ride hailing (come uber, bolt…) e le uniche due Smart app per chiamare un taxi erano in lingua locale. Per prenotare un taxi, molto spesso conviene chiamare il numero della compagnia. Tra queste, ho preso i taxi della compagnia Taxi Sarajevo (+387 33 1515).
Il sistema di trasporto urbano è fondamentalmente costituito da tram, filobus, autobus gestiti da due diverse compagnie, la società pubblica Gras e la società privata Centrotrans. I biglietti di una compagnia non possono essere utilizzati con l’altra e possono essere acquistati presso le edicole o direttamente dall’autista al costo di 1,80 KM. Se decidi di spostarti con i mezzi pubblici, puoi aiutarti con Google Maps per cercare il percorso migliore.
- Dove dormire a Sarajevo
Non ci sono dubbi che il posto migliore dove dormire a Sarajevo sia il centro storico o comunque nelle sue vicinanze. La città offre veramente una vasta scelta di sistemazioni economiche come appartamenti e guest house e alloggi più costosi come hotel a 4 e 5 stelle. Durante il mio soggiorno a Sarajevo ho dormito alla Guest House Time Out e alla Guest House Bebek, due sistemazioni nei pressi della piazza Bascarsija.
- Dove cenare a Sarajevo
Passeggiando lungo le vie pedonali del centro avrai solo che l’imbarazzo della scelta. Fast food, ristoranti tradizionali, piccoli caffè, gelaterie e pasticcerie sono praticamente ovunque. Tra i ristoranti dove ho cenato posso consigliarti l’ottimo Inat Kuka e il Careva Kuprija per provare tutti i piatti tradizionali; il Ćevabdžinica Petica Ferhatović e il Ćevabdžinica Mrkva per assaggiare il delizioso cevapi; il Buregdzinica Bosna per assaggiare il Burek, la tipica torta salata di pasta sfoglia ripiena di carne o verdure.
- SIM Card turistica per la Bosnia
Il principale provider della Bosnia è la compagnia Novotel che oltre ad offrire schede SIM fisiche, propone un’ottima offerta per una eSIM turistica con 50 GB, 50 messaggi e 50 minuti di chiamata gratuita. La validità della eSIM è 10 giorni e costa 20 KM.
Se il tuo giro nei Balcani è più ampio, puoi dare un’occhiata al sito web di Airalo dove ci sono eSIM con una varietà di pacchetti dati, prezzi e durate tra cui scegliere comodamente da casa.
- Assicurazione di viaggio medico-bagaglio
L’assicurazione di viaggio è la cosa più importante di cui hai bisogno durante un viaggio all’estero perché non sai mai cosa potrebbe accadere. La mia scelta ricade oramai da molto tempo sull’affidabilissima HEYMONDO, compagnia assicurativa con cui mi trovo veramente molto bene e che mette a disposizione diverse opzioni per tutte le necessità. Per i miei lettori, cliccando sul banner qui sotto, avrete diritto anche uno sconto del 10%.

