Situata al confine tra Libia, Algeria e Tunisia, Ghadames è una delle città oasi più affascinanti di tutto il Nord Africa. Conosciuta come la “Perla del Deserto“, questa città millenaria è un vero e proprio tesoro per gli appassionati di storia, architettura e cultura. Grazie al suo valore storico, nel 1986 è stata dichiarata patrimonio mondiale dell’UNESCO. Nonostante l’instabilità politica della Libia, se sei alla ricerca di un viaggio fuori dalle solite rotte turistiche, non c’è dubbio che Ghadames sia la scelta giusta!
Dove si trova Ghadames?
Ghadames sorge nella Libia sud-occidentale, vicino al confine con l’Algeria. A nord si trovano la costa mediterranea e le città del nord-ovest della Libia; a sud, a ovest e a est si estende il deserto. Solo deserto. Il Sahara si dispiega in ogni direzione.
Breve storia di Ghadames
Ghadames venne fondata oltre 4000 anni fa e dopo essere stata sotto il controllo di Cartagine e Roma (era chiamata Cidamus), nel VII secolo venne conquistata dagli Arabi musulmani sotto la guida di Uqba ibn Nafi, che convertirono la popolazione berbera, conosciuta localmente come Amazigh, all’Islam. Il periodo di maggior splendore fu raggiunto nel XVIII secolo con il dominio ottomano e divenne un importante centro carovaniero e un punto di scambio commerciale tra le città del continente africano.
La sua posizione strategica, l’abbondanza di acqua e l’abilità dei suoi ricchi mercanti, la resero una tappa obbligatoria per le infinite carovane di dromedari cariche di merci che venivano barattate e smistate da qui lungo ulteriori rotte. Queste caratteristiche fecero la fortuna della città che prosperò nonostante la sua posizione isolata in mezzo al deserto. Si dice che Ghadames contribuì alla fondazione di Timbuctu, città leggendaria del Mali nota per la sua reputazione nel campo del commercio e per il suo mercato pieno di materie prime preziose come oro e rame.


Come si presenta oggi Ghadames?
Oggi il suo centro storico è completamente spopolato, i suoi abitanti si sono trasferiti nella parte nuova della città, ma gli stretti vicoli colonnati e le sue antiche abitazioni tradizionali sono ancora perfettamente conservate. Mi hanno affascinato moltissimo le piccole splendide moschee e le caratteristiche case a più piani costruite interamente in gesso e argilla e spesso decorate con arabeschi dipinti. Le case erano edificate in modo da mantenere freschi gli interni durante il giorno e più caldi durante la notte. Erano anche interconnesse l’una all’altra in modo che le donne potessero spostarsi sui tetti senza scendere in strada ed essere viste dagli uomini.
Sempre accompagnati dalla guida, è anche possibile visitare l’interno di una casa privata, una delle poche, se non l’unica, aperta ai turisti. Dai magazzini a livello del suolo, si sale attraverso una stretta scala al soggiorno (chiamato tamanhat) che è magnificamente arredato con tappeti e cuscini e dipinto con murali geometrici in un brillante color scarlatto. A lato del soggiorno ci sono anche 2 piccole stanze, una delle quali per la coppia appena sposata. All’ultimo piano troviamo la cucina rudimentale dell’abitazione e l’ampia terrazza connessa alle altre case dalla quale si può scorgere tutta la città.


Alcuni portoni d’ingresso delle abitazioni, splendidamente costruiti con legno di palma, erano addobbati con dei piccoli ritagli di tessuto multicolore (tipo borchie), circostanza che evidenziava il completamento del pellegrinaggio a la Mecca da parte del proprietario. Non tutti potevano permettersi l’Hajj (uno dei 5 pilastri dell’Islam) e chi lo aveva portato a termine era considerato una persona molto importante e rispettabile. I suoi caratteristici vicoli ad arco e con tetti in legno di parla – chiamati zinqa – sono intervallati da lucernari occasionali per portare illuminazione e ventilazione. In pratica, mentre si cammina al buio nei vicoli, ogni tanto si trovano raggi di sole che filtrano da queste alte aperture nel tetto.
Proseguendo sempre lungo i vicoli si trovano anche archi bassi, nicchie curve e panchine incassate (chiamate dakkar) che gli abitanti della città usavano per riposarsi e che solitamente si trovano nei pressi delle moschee. Ogni tanto si notano anche magnifiche incisioni e decorazioni con delicati dipinti che aggiungono fascino e mistero. Ci sono anche due piazze porticate che racchiudono giganteschi alberi di gelso e che un tempo servivano per il commercio degli schiavi, “usanza” crudele praticata in molte parti dell’Africa. Grazie alla sorgente sotterranea di Ain al-Faras, la leggendaria origine di Ghadames, l’antica città è ricca di giardini di famiglia, che sono pieni di palme e irrigati da un complesso sistema di canali provenienti da pozzi artesiani.
Ho avuto la fortuna di visitare la meravigliosa Ghadames in totale solitudine insieme al mio gruppo accompagnato dal custode della città, un anziano signore di nome Mansour. La mancanza totale di turismo ci ha fatto vivere un’esperienza a dir poco unica. Poter godere appieno di un patrimonio storico di tale importanza non è cosa di tutti i giorni. Girovagare tra i suoi vicoli è stato come tornare indietro nel tempo e per un appassionato di storia come me anche una grandissima emozione.


Cultura e Tradizioni di Ghadames
Durante l’anno, Ghadames ospita diverse feste e celebrazioni tradizionali, tra cui il Festival di Ghadames, che attira visitatori da tutta la regione. Il festival si tiene a ottobre/novembre ed è una celebrazione di tre giorni delle tradizioni del popolo Berbero e Tuareg. Questo festival esalta il periodo di raccolta dei datteri con un tripudio di colori, fiaccole, canti, balli e sfilate. Durante i tre giorni di festa vengono anche organizzate corse di cavalli e dromedari e la città si trasforma in un vero e proprio mercato vivente.
Quando andare a Ghadames
Il periodo migliore per visitare Ghadames è tra la fine dell’autunno e l’inizio della primavera perché le temperature sono più fresche e sopportabili. Poiché Ghadames è circondata dal deserto, le temperature tra maggio e settembre sono sempre alte e possono facilmente superare i 40 gradi. Ho visitato Ghadames a fine maggio e durante la giornata le temperature hanno sempre superato i 35°C. Lungo la strada per Ghadames, hanno toccato anche i 41°C.

Come raggiungere Ghadames
Ghadames dista circa sei-sette ore di auto da Tripoli e il modo migliore per raggiungere è con l’aiuto di un tour operator. Le strade sono generalmente in buone condizioni e il percorso si snoda verso sud-ovest attraverso i monti del Gebel Nefusa – cuore tradizionale della popolazione berbera libica – prima di scendere verso la pianura sahariana. Per spezzare il lungo tragitto fermati nel villaggio di Nalut per visitare il suo antico qasr e la moschea di Alal’a, risalente al 1312.
Dove dormire a Ghadames
Le sistemazioni di Ghadames sono abbastanza basiche e la scelta non è molta, soprattutto in questo momento delicato per il Paese. La zona scarseggia di buoni ristoranti, pertanto spesso la soluzione migliore è mangiare in hotel. Durante la mia visita di Ghadames ho dormito al Bedn Yedder hotel, struttura piccola ma confortevole e con aria condizionata.

FAQ su Come organizzare il viaggio in Libia
- Quando andare in Libia
Il periodo migliore per visitare la Libia va da novembre a marzo quando il clima è più fresco. Meglio evitare i periodi maggio-giugno e fine settembre perché sono molto ventosi, e spesso caratterizzati da tempeste di sabbia che possono rovinare le escursioni nel deserto. Da Maggio a settembre, anche le temperature sono molto alte e possono superare i 40°C. Se invece decidi di visitare solo la zona di Tripoli e la costa, allora puoi andare in qualsiasi periodo dell’anno.
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Visto di ingresso
Il visto di ingresso per turismo è obbligatorio e viene rilasciato dalle autorità libiche in Italia. Serve una lettera di invito da parte di un’agenzia turistica locale.
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Come muoversi in Libia
Per un giro completo della Libia non esiste altro modo che affidarsi a un tour operator. Servono jeep 4×4 e autisti esperti di guida nel deserto. Serve anche una scorta di cibo e acqua per le notti nell’Acacus e nel deserto di Magadet.
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Come si paga in Libia
La valuta ufficiale in Libia è il Dinaro Libico (LYD). Il metodo di pagamento è sempre in contanti. Le nostre carte di credito sono praticamente inutilizzabili e il prelievo dagli sportelli bancomat non funziona. Per cambiare euro in dinari puoi andare in banca o affidarti al tour operator locale.
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Dove dormire in Libia
Escludendo la capitale Tripoli dove si trovano anche hotel di fascia alta, nelle altre città lungo l’itinerario ci sono piccoli hotel, talvolta basici. Per i giorni di escursione nel deserto si dormirà in tenda con tutta l’attrezzatura fornita dal tour operator.
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Quale religione è praticata in Libia?
La popolazione libica è al 97% musulmano sunnita e l’Islam è religione di stato dal 1970. Ricorda sempre di rispettare le usanze locale e vestirti in modo rispettoso soprattutto nelle cittadine dell’interno (compresa Ghadames) dove le persone sono più tradizionaliste rispetto a Tripoli. Le donne devono sempre indossare il velo e abiti che non mettano in mostra le loro forme.
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Quale SIM Card turistica è la migliore per la Libia?
Data la difficoltà nel reperire una SIM locale, mi sono affidato al sito web di Airalo dove ci sono eSIM con una varietà di pacchetti dati, prezzi e durate tra cui scegliere comodamente da casa. Tra l’area di Tripoli e il deserto dell’Acacus i provider telefonici che funzionano sono differenti. La soluzione migliore è chiedere al tour operator locale di fornirti una SIM dati libica.
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Assicurazione di Viaggio medico-bagaglio in Libia
La mia scelta ricade oramai da molto tempo sull’affidabilissima HEYMONDO, compagnia assicurativa con cui mi trovo veramente molto bene e che mette a disposizione diverse opzioni per tutte le necessità. Per i miei lettori, cliccando sul banner qui sotto, avrete diritto anche uno sconto del 10%.
Nota: poichè la Libia è un paese ancora molto instabile, può essere che alcune compagnie non assicurino i viaggi turistici. In caso, puoi anche provare con Europe Assistance, Axa e le polizze Globy di Allianz Global Assistance.

Città veramente unica. Spero si visitare la Libia appena possibile. Ciao Michele
Se non fosse pericoloso, da appassionato di storia mi piacerebbe visitarla.
Se organizzi con un tour operator affidabile, puoi andare tranquillo!