Assedio di Sarajevo, 8 luoghi da non perdere

L’assedio di Sarajevo, che si è svolto dal 1992 al 1996 durante la guerra in Bosnia, è stato uno degli eventi più tragici e significativi della recente storia europea. Sarajevo offre numerosi siti storici che permettono di comprendere meglio questo periodo drammatico e onorare le vittime del conflitto. Quando tutto ebbe inizio ero solo un giovane ragazzo che pensava a divertirsi con gli amici e di questa terribile guerra non avevo alcun ricordo. Visitare Sarajevo e i luoghi legati alla guerra degli anni ’90 è stato veramente un grande arricchimento culturale.

Che cosa è l’Assedio di Sarajevo?

Dopo la dissoluzione della Jugoslavia iniziata con la morte di Tito nel 1980 e il successivo l’indebolimento del governo post-comunista, prese campo un forte senso nazionalista e indipendentista. Nel 1991, la Slovenia e la Croazia dichiararono la loro indipendenza e la fine di tutti i legami con il resto della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, circostanza che porto alla guerra tra queste repubbliche e le forze militari rimanenti dell’Armata Popolare della Jugoslavia (JNA). 

Quando anche la Bosnia Erzegovina dichiarò l’indipendenza dalla Jugoslavia nel 1992, le forze militari della JNA lasciarono ufficialmente il paese, ma la maggior parte della catena di comando, degli armamenti e del personale militare di alto rango rimasero in Bosnia formando l’Esercito Serbo della Bosnia Erzegovina (poi rinominato Esercito della Repubblica Serba) in qualità di forza armata della repubblica serbo-bosniaca appena creata.

Bosnia, Sarajevo
un palazzo con i segni della guerra

Poiché questo esercito non rappresentava l’alta percentuale di musulmani bosniaci, venne costituita l’Armata della Repubblica di Bosnia Erzegovina, esercito ufficiale della Repubblica della Bosnia Erzegovina. Iniziarono così diversi scontri tra le varie “etnie” fino a quando i serbi bosniaci, il cui obiettivo strategico era quello di creare un nuovo stato serbo-bosniaco della Republika Srpska,  il 2 maggio 1992 circondarono Sarajevo con una forza d’assedio di 13.000 uomini schierati sulle colline circostanti.

Le forze di difesa del governo bosniaco all’interno della città assediata, che contavano circa 70.000 soldati, erano scarsamente equipaggiate e totalmente incapaci di rompere l’assedio. Furono 3 anni terribili per gli abitanti di Sarajevo che, tra mancanza di luce, rifornimenti, cibo e una vita trascorsa all’interno delle cantine per sfuggire alle bombe, resistettero fino novembre 1995 quando venne stipulato l’Accordo di Dayton che poneva fine alla tremenda guerra.

Il governo bosniaco dichiarò ufficialmente la fine dell’assedio di Sarajevo il 29 febbraio 1996, quando le forze serbe bosniache lasciarono le posizioni dentro e intorno alla città. Durante l’assedio furono uccise un totale di circa 14.000 persone, tra cui oltre 5000 civili. 

Bosnia, Sarajevo
fotografie dell’assedio di Sarajevo

I luoghi legati all’Assedio di Sarajevo

Visitare i luoghi legati all’assedio di Sarajevo non è solo un modo per comprendere meglio un periodo cruciale della storia recente, ma anche per rendere omaggio alla resilienza e al coraggio della popolazione della città. Questi siti offrono una potente testimonianza delle atrocità della guerra e dell’importanza della memoria storica per costruire un futuro di pace.

1. Il Tunnel della Speranza

Il Tunnel della Speranza (Tunel Spasa) è decisamente il luogo simbolo dei 1425 giorni di assedio di Sarajevo. Si trova nei pressi dell’aeroporto internazionale della capitale bosniaca ed è un sito storico commovente e di assoluta importanza. Si tratta di un tunnel lungo ben 800 metri e alto 1 metro e mezzo costruito nel 1993 durante l’assedio di Sarajevo  che collegava la città  con il territorio libero, permettendo il passaggio di persone e forniture alimentari che permettevano la sopravvivenza degli abitanti della capitale.

Gran parte del tunnel originale è purtroppo crollato e i soli 25 metri rimasti sono chiusi per ragioni di sicurezza. Tuttavia, per far rivivere ai turisti quei tragici momenti, è stato costruito un tunnel identico all’originale della lunghezza di 100 metri. Ovviamente è illuminato e con l’aria condizionata, “privilegi” che all’epoca non erano assolutamente disponibili. Il museo espone anche  diverse fotografie e armi dell’epoca, e in alcune sale viene proiettato un breve documentario illustrativo sulla guerra.

Nota: il tunnel è aperto tutti i giorni dalle 9 alle 15:30, il biglietto costa 15 KM.

Bosnia, Sarajevo
la riproduzione del tunnel

2. Viale dei Cecchini (Sarajevo Sniper Alley)

Il viale dei Cecchini non è una via ufficiale di Sarajevo, ma identifica l’attuale area della via Zmaja od Bosne , cioè tutta quella zona che costeggia il fiume Miljacka e arriva fino all’aeroporto. Il nome deriva dal fatto i veicoli e soprattutto le persone, indipendentemente dal sesso e dall’età, che transitavano lungo la via erano prese di mira e uccise dalle decine di cecchini appostati sulla sponda opposta del fiume.

Ai tempi della guerra, questo viale era tappezzato di cartelli con la scritti “Pazi Sniper“, in modo da ricordale alle persone il grave pericolo che correvano a camminale in quel luogo. Ancora oggi, passeggiando nei quartieri lungo il fiume Miljacka, sono  visibili sulle facciate dei palazzi le tracce lasciate dalle granate e dai proiettili dei fucili che sono un potente promemoria della violenza subita dalla città.

Bosnia, Sarajevo
i segni della guerra su un palazzo

3. Museo dell’Assedio di Sarajevo

Questo interessante museo ripercorre la storia del più lungo assedio di una capitale nella storia moderna e ritrae in modo autentico la vita quotidiana dei cittadini di Sarajevo dal 1992 al 1995 quando le forze armate della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina di Milosevic circondarono la città per conquistarla. La collezione del museo consiste in una esposizione di reperti, fotografie, oggetti e testimonianze che descrivono la toccante e brutale  storia dell’assedio di Sarajevo.

Nota: il museo è aperto tutti i giorni dalle 9 alle 20 e l’ingresso costa 15 KM.

Bosnia, Sarajevo
il Museo dell’Assedio di Sarajevo

4. Pijaca Markale

Uno dei resti più toccanti dell’assedio durata dal 1992 al 1995 sono le cosiddette “rose di Sarajevo”.  Passeggiando per la città, molto spesso noterai una sorta di traccia profonda sull’asfalto riempita di resina rossa in memoria dei caduti, la cui forma somiglia vagamente ad una rosa. Sono i luoghi in cui le migliaia di granate lanciate delle truppe nemiche colpivano, uccidevano gli abitanti di Sarajevo e lasciavano la loro traccia indelebile al suolo.

Una delle “rose” si trova al Pijaca Markale, un mercato di frutta, verdura e altri prodotti freschi che il 5 febbraio 1994 venne colpito da una granata che causò 68 morti e 144 feriti. Oltre alla “rosa” che ricorda il tragico evento creata dalla granata, in memoria di tutte le vittime del mercato è stata apposta una targa. Visitare questo luogo permette di riflettere sulle conseguenze umane della guerra e sulla resilienza degli abitanti di Sarajevo.

Bosnia, Sarajevo
la targa commemorativa al mercato

5. Cimitero Memoriale di Kovaci

Il cimitero di Kovaci si trova poco distante da piazza Bascarsija ed è il cimitero principale per i soldati dell’esercito bosniaco uccisi durante l’aggressione alla Bosnia ed Erzegovina (aprile 1992 – dicembre 1995) da parte dell’esercito della Republika Srpska. È anche noto per la tomba di Alija Izetbegovic (1993-2003), il primo presidente della Repubblica indipendente di Bosnia ed Erzegovina, dal 1992 al 1996. Passeggiando tra le lapidi, si può percepire l’impatto umano della guerra e rendere omaggio a coloro che hanno perso la vita combattendo per la loro libertà.

Bosnia, Sarajevo
il Cimitero Memoriale di Kovaci

6. Vijecnica (Municipio di Sarajevo)

Sulle sponde del fiume Miljacka, poco distante da piazza Bascarsija, si trova l’edificio più stravagante di tutta la città, il Municipio di Sarajevo. Fu costruito nel 1896 durante l’occupazione austro-ungarica e funge da simbolo dell’incontro delle civiltà mondiali. Dopo la seconda guerra mondiale, Vijecnica divenne la sede della Biblioteca nazionale e universitaria della Bosnia-Erzegovina.

Purtroppo, in una sola notte durante la guerra, tra il 25 e il 26 agosto 1992, il meraviglioso palazzo andò in fiamme dopo essere stato colpito da alcune granate. Con l’edificio andò anche in fumo il  90% della sua preziosa collezione di libri. Famosissima la foto del popolare violinista bosniaco Vedran Smailovic che suona in mezzo ai ruderi del palazzo,

La ricostruzione dell’edificio iniziò nel nel 1996 e l’inaugurazione ufficiale ebbe luogo il 9 maggio 2014, lo stesso giorno in cui si celebrano la Festa dell’Europa e il Giorno della Vittoria sul Fascismo. Oggi, il municipio viene anche utilizzato per promuovere eventi culturali, artistici, economici e mostre museali.  Di fronte al Vijecnica, dall’altra sponda del fiume, si trova una bellissima installazione artistica “Sarajevo” che viene illuminata durante le ore notturne.

Nota: il palazzo è aperto tutti i giorni dalle 9 alle 17 e la visita del suo interno costa 10 KM.

Bosnia, Sarajevo
il palazzo del Municipio di Sarajevo

7. Museo dell’Infanzia in Guerra

Il War Childhood Museum è un altro museo legato all’assedio di Sarajevo e racconta la guerra attraverso gli occhi di chi era bambino durante quel terribile periodo. La collezione esposta è molto diversa da tutti gli altri musei che descrivono l’assedio della città. Qui, si trovano conservati gli oggetti che i giovanissimi di Sarajevo usavano durante la guerra e che ricordano qualche storia importante di quel momento. Ogni oggetto in mostra è accompagnato dalla descrizione di chi lo ha donato al museo.

Il War Childhood Museum ha ricevuto uno dei premi più prestigiosi nel mondo dei musei: il Council of Europe Museum Prize 2018. Il promotore di questo toccante museo è Jasminka Halilovic, un ragazzo che ha visto la guerra con i propri occhi e che ha scritto un bellissimo libro in vendita presso il museo dal titolo “Childhood During War: Sarajevo 1992-1995”, pubblicato nel 2013.

Nota: il museo è aperto tutti i giorni dalle 11 alle 19, il biglietto costa 10 KM. L’ingresso è gratuito ogni ultimo giovedì del mese, dalle 17 alle 19.

Bosnia, Sarajevo
oggetti esposti al museo

8. Galleria 11/07/1995

Sebbene non collegata direttamente all’Assedio di Sarajevo, è un museo assolutamente imperdibile poiché commemora il genocidio avvenuto a Srebrenica l’11 luglio 1995 sempre durante la guerra tra Bosnia e Repubblica Serba. In quel terribile giorno, le truppe di Milosevic entrarono a Srebrenica uccidendo 8372 mussulmani bosniaci tra uomini e ragazzi compiendo un vero massacro.

Il museo è davvero un luogo toccante che vale la pena visitare per rendere omaggio a tutte quelle vittime innocenti e per avere una profonda comprensione di ciò che è accaduto in questa piccola città di montagna nella Bosnia orientale quasi 30 anni fa.

Nota: il museo è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 19, il biglietto costa 15 KM (audioguida 5 KM).

Bosnia, Sarajevo
Galleria 11/07/1995

Come visitare le attrazioni di Sarajevo

Le attrazioni di Sarajevo si concentrano in prevalenza nel suo centro storico e sono visitabili con una piacevole passeggiata. Quelle più distanti, come il Tunnel della Speranza o il Museo Nazionale, possono essere raggiunte con i taxi che sono molto economici. Per organizzare visite guidate della città o di altre attrazioni in giro per la Bosnia puoi fare una ricerca con le piattaforme Viator.com e Civitatis.com dove gli operatori locali pubblicizzano i loro tour e attività.

Tra tutte, ti consiglio il tour di Mostar e le perle dell’Erzegovina offerto dal TO Meet Bosnia. Ti suggerisco di trascorrere a Sarajevo almeno 2/3 giorni pieni per goderti con tutta calma le sue attrazioni e il magnifico centro storico.

Informazioni utili per il tuo soggiorno a Sarajevo

  • Quando andare in Bosnia Erzegovina

I mesi migliori per visitare la Bosnia vanno da aprile a ottobre quando le temperature sono più piacevoli e le giornate più lunghe e possono praticarsi tutte le attività all’aperto. Durante la stagione estiva, quando il clima è più caldo, ci sono la decine di meravigliosi laghi e cascate per fare un bagno rinfrescante e divertirsi con gli sport acquatici.

  • Come arrivare dall’aeroporto di Sarajevo al centro città

L’unico volo diretto che ho trovato dall’Italia è con la compagnia low cost Wizz Air dall’aeroporto di Bergamo – Orio al Serio. E’ previsto un nuovo volo sempre con Wizz Air per Sarajevo anche da Roma FCO.

Una volta all’aeroporto di Sarajevo, che si trova a 12 km dal centro,  puoi raggiungere la tua destinazione con un taxi (circa 20 KM per la città vecchia), un trasferimento privato che puoi prenotare tramite Booking.com o con il bus pubblico. Il bus ferma in centro a Bascarsija e opera dalle 6.20 alle 20.30. Dal centro, invece, opera dalle 6.55 alle 21.15. Le corse delle 6.20 e delle 6.55 non vengono effettuate la domenica. Il costo del biglietto è 5 KM (8 KM andata e ritorno).

  • Come si paga Sarajevo ? 

La moneta ufficiale della Bosnia è il Marco (KM). 1 euro sono circa 2 KM. Puoi cambiare gli euro nei molti negozi di cambio che trovi in centro lungo le vie pedonali.  E’ possibile prelevare direttamente marchi dai vari sportelli bancomat e pagare con carta di credito.  Per i prelievi con la carta bancomat rivolgiti alla tua banca per chiedere informazioni dato che la mia, nonostante internazionale, non permetteva prelievo (diceva “non disponibile”). Ho risolto prelevando con la mia carta Revolut ricaricabile che uso spesso all’estero. Anche la carta prepagata Wise funziona regolarmente.

  • Come muoversi a Sarajevo

Se dovessi avere la necessità di muoverti verso aree più distanti dal centro, puoi prendere un taxi che troverai ovunque, soprattutto nelle zone più turistiche. Non ho trovato compagnie di ride hailing (come uber, bolt…) e le uniche due Smart app per chiamare un taxi erano in lingua locale. Per prenotare un taxi, molto spesso conviene chiamare il numero della compagnia. Tra queste, ho preso i taxi della compagnia Taxi Sarajevo (+387 33 1515).

Il sistema di trasporto urbano è fondamentalmente costituito da tram, filobus, autobus gestiti da due diverse compagnie, la società pubblica Gras e la società privata Centrotrans. I biglietti di una compagnia non possono essere utilizzati con l’altra e possono essere acquistati presso le edicole o direttamente dall’autista al costo di 1,80 KM. Se decidi di spostarti con i mezzi pubblici, puoi aiutarti con Google Maps per cercare il percorso migliore.

  • Dove dormire a Sarajevo

Non ci sono dubbi che il posto migliore dove dormire a Sarajevo sia il centro storico o comunque nelle sue vicinanze. La città offre veramente una vasta scelta di sistemazioni economiche come appartamenti e guest house e alloggi più costosi come hotel a 4 e 5 stelle. Durante il mio soggiorno a Sarajevo ho dormito alla Guest House Time Out e alla Guest House Bebek, due sistemazioni nei pressi della piazza Bascarsija.

booking

  • Dove cenare a Sarajevo

Passeggiando lungo le vie pedonali del centro avrai solo che l’imbarazzo della scelta. Fast food, ristoranti tradizionali, piccoli caffè, gelaterie e pasticcerie sono praticamente ovunque. Tra i ristoranti dove ho cenato posso consigliarti l’ottimo Inat Kuka e il Careva Kuprija per provare tutti i piatti tradizionali; il  Ćevabdžinica Petica Ferhatović e il Ćevabdžinica Mrkva per assaggiare il delizioso cevapi; il Buregdzinica Bosna per assaggiare il Burek, la tipica torta salata di pasta sfoglia ripiena di carne o verdure.

  • Come muoversi in Bosnia

Se decidi di organizzare un tour della Bosnia (una settimana è sufficiente per vedere i luoghi di maggiore interesse), il mezzo migliore per spostarsi è l’auto a noleggio che ti consente assoluta libertà di movimento. Le strade della Bosnia sono tutte ben tenute e asfaltate. La maggior parte di queste sono semplici extraurbane poiché ci sono solo alcune brevi sezioni di autostrada.   

Puoi consultare i costi di noleggio tramite il sito Booking.com e quello di DiscoverCars.com che mettono a confronto le varie opzioni offerte dalle maggiori compagnie.

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In alternativa all’auto a noleggio, puoi rimanere a Sarajevo e prenotare le varie escursioni giornaliere con i tour operator locali. Per vedere tutte le escursioni disponibili da Sarajevo puoi affidarti alle piattaforme  Viator.com e Civitatis.com dove gli operatori locali pubblicizzano i loro tour e attività.

  • SIM Card turistica per la Bosnia

Il principale provider della Bosnia è la compagnia Novotel che oltre ad offrire schede SIM fisiche, propone un’ottima offerta di una eSIM turistica con 50 GB, 50 messaggi e 50 minuti di chiamata gratuita. La validità della eSIM è 10 giorni e costa 20 KM.

Se il tuo giro nei Balcani è più ampio, puoi dare un’occhiata al sito web di Airalo dove ci sono eSIM con una varietà di pacchetti dati, prezzi e durate tra cui scegliere comodamente da casa.

  • Assicurazione di viaggio medico-bagaglio

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