Il Chaco Paraguayo: un mondo selvaggio tutto da scoprire

Nel cuore del Sud America, dove la mappa si scolora in tonalità polverose e le distanze si fanno immense, si estende una delle regioni più sorprendenti e meno conosciute del continente: il Chaco Paraguayo. Terra di contrasti e mistero, questa vasta pianura semi-arida è un paradiso per gli amanti della natura selvaggia, del silenzio assoluto e dell’autenticità più pura. E’ stata una meravigliosa scoperta perché navigando sul web non avevo trovato niente di utile per organizzare il viaggio se non la pubblicità di un paio di operatori turistici di Asuncion. In questa articolo ti darò tutte le informazioni e i suggerimenti necessari per organizzare la tua visita del Chaco.

Dove si trova il Chaco 

Il Gran Chaco Americano è una vasta pianura situata al centro del Sud America, che costituisce la regione più grande e meno popolata del continente. L’aspetto del Gran Chaco varia considerevolmente. È un mosaico di ambienti diversi, composto da varie formazioni vegetali, come foreste, savane e palmeti, tra gli altri. Ospita anche le più grandi foreste secche naturali del Sud America dopo l’Amazzonia, quindi il suo vasto territorio, che comprende il Paraguay occidentale, la Bolivia sud-orientale, una piccola porzione del Brasile e l’Argentina settentrionale, è di estrema importanza per il Cono Sud del continente.

Paraguay, Chaco Paraguayo
il Chaco Paraguayo

Il Chaco Paraguayo: zona remota e inospitale

Il Chaco Paraguayo si estende nella regione occidentale del Paraguay e copre circa il 60% del territorio del paese. Come il Grande Chaco Americano, è caratterizzato da un clima estremo, dove una marcata differenza di temperatura e precipitazioni divide questo vasto territorio in regioni con configurazioni opposte, come il Chaco Seco a nord-ovest e il Chaco Umido a sud-est. Parte del sistema Chaqueno ospita anche eco-regioni particolari come il Cerrado, i Médanos e la più grande zona umida del mondo: il Pantanal.

Il territorio Chaqueno è dimora e suolo sacro per diverse comunità indigene ancestrali che si rifiutano di estinguersi, insieme a innumerevoli altre forme di fauna selvatica adattate e specializzate per sopravvivere alla natura ostile del Chaco, la cui storia è tanto squisita, magica e vasta quanto il suo stesso territorio.

Il Chaco Umido si trova nella parte orientale del Chaco. Occupa una regione bassa, fortemente influenzata dalla portata dei fiumi Paraguay e Pilcomayo. Si tratta di un’area di convergenza in cui si mescolano specie di diverse flore. La vegetazione tipica del Chaco Umido è costituita da isolotti di foresta di quebracho rosso a foglie di salice (Schinopsis balansae) che si alternano alle savane di palmeto di Karanda’y (Copernicia alba) e alle zone umide.

Il Chaco Seco si estende nella parte occidentale – nord occidentale del Paese ed la zona più arida del Paraguay. E’ cosparsa di arbusti spinosi e cactus e abitata da felini, armadilli, roditori come il carpincho, dalla pelle pregiata, utilizzata nella confezione di articoli e accessori di abbigliamento. Una zona affascinante ma preferibilmente percorribile  con guide locali e in piena autonomia di viveri e di acqua.

Perché visitare il Chaco Paraguayo

La prima risposta che mi viene in mente è perché questa area è poco conosciuta e fuori da ogni circuito turistico di massa. Se il Paraguay è un paese che spesso non viene preso in considerazione, il Chaco paraguayo è “invisibile” ai più. Detto questo, la zona del Chaco è perfetta per gli amanti della natura poiché è un autentico rifugio per la biodiversità.

Oltre al lato naturalistico, il Chaco paraguayo offre anche l’opportunità di entrare in contatto con la storia recente di questa remota area. Conoscerai la movimentata fuga dall’Europa dei coloni Mennoniti attraverso la visita di interessanti musei e il racconto degli stessi mennoniti, e calcherai alcuni campi di battaglia dove gli eserciti di Bolivia e Paraguay si affrontarono per la conquista del Chaco dal 1932 al 1935.

Paraguay, Chaco
la fauna del Chaco paraguayo
Paraguay, Chaco
Chaco paraguayo, un armadillo

Fauna e flora 

Qui si trovano oltre 500 specie di uccelli, 150 di mammiferi e una fauna endemica unica. È uno degli ultimi luoghi dove si possono avvistare specie rare come il giaguaro, il formichiere gigante, il tapiro, il capibara, il puma, l’armadillo tatu carreta, il misterioso gatto delle pampas, caimani e numerosissimi serpenti tra cui boa e anaconda. Gli appassionati di birdwatching trovano nel Chaco un vero paradiso: aironi, ibis, rapaci e uccelli tropicali vivono indisturbati tra i boschetti di quebracho e i lagune stagionali.

La flora di questa vastissima regione, oltre ana fitta vegetazione fatta di arbusti, piante grasse e palme, presenta anche due alberi tipici del Chaco: il Palo Santo, chiamato in lingua Guaranì come Guayacà, e la Ceiba Speciosa (El Samu’u). Curiosità: la Ceiba Speciosa è conosciuta come Palo Borracho – tradotto “legno Ubriaco”- a causa della particolare forma a bottiglia del suo tronco.

La Guerra del Chaco

Fin dalla metà del XIX secolo, i confini territoriali tra Paraguay e Bolivia divergevano e furono oggetto di contesa. Nel corso degli anni, si sono verificati ripetuti tentativi di negoziati diplomatici e violazioni degli accordi tra i due Paesi. Tuttavia, il conflitto si intensificò dopo la scoperta di giacimenti petroliferi nella zona, portando alla Guerra del Chaco (1932-1935). Durante la guerra, i soldati non solo affrontarono le forze militari nordamericane, ma dovettero anche negoziare le difficoltà del territorio del Chaco.

La mancanza d’acqua, la scarsità di cibo e le malattie infettive causarono migliaia di vittime.
Lo sforzo per sostenere la battaglia comportò grandi sacrifici per entrambi i Paesi, economicamente poveri. Episodi orribili della guerra e le sue conseguenze traumatiche sono ancora oggi percepiti, sia dagli ex combattenti che dal personale sanitario, medici e infermieri, così come dalla popolazione indigena e dai coloni mennoniti.

Paraguay, Chaco Paraguayo
Chaco paraguayo, Fortin Boqueron

I coloni Mennoniti del Chaco

I Mennoniti sono un gruppo etnico-religioso formatosi nel 1525 durante la Riforma protestante a Zurigo (Svizzera), nella Germania settentrionale (Prussia), in Boemia e nei Paesi Bassi (Olanda). Sono anabattisti evangelici e professano i valori della Bibbia come autorità e fonte di ispirazione. A causa delle diverse persecuzioni religiose subite in Europa, a partire dal 1874 iniziarono a emigrare verso il continente americano trovando rifugio, dalla prima decade del 1920 in poi, anche in Paraguay.  

Arrivarono nella zona del Chaco paraguayo poiché il governo di allora offrì ai Mennoniti una sorta di “libertà totale” che consisteva nell’avere le proprie scuole, la propria amministrazione, i propri commerci, l’esenzione dal servizio militare e soprattutto la libertà di culto religioso. Fondarono così la prima colonia – chiamata Colonia Menno, ora Lomo Plata – organizzandosi in cooperative agricole che con il passare del tempo hanno incluso anche la produzione di latte e carne bovina.

Al giorno d’oggi, le antiche cooperative sono diventate aziende moderne che costituiscono una delle risorse più importanti del paese. I Mennoniti del Chaco hanno anche numerose fondazioni e associazioni per l’evangelizzazione e le attività produttive con le popolazioni indigene locali e alcune delle loro colonie hanno sviluppato meccanismi di partecipazione politica, eleggendo rappresentanti a livello locale, regionale e nazionale.

Paraguay, Chaco
Filadelfia, il Museo della Colonia

Come esplorare il Chaco Paraguayo

La base per esplorare il Chaco sono FiladelfiaLomo Plata, due cittadine distanti circa 450 km da Asuncion. E’ proprio qui che dovrai trovare la tua sistemazione. Per il mio tour ho optato per Filadelfia, più tranquilla e caratteristica rispetto a Lomo Plata. Nonostante ci siano bus giornalieri che collegano la capitale paraguaiana con le due città, il mio suggerimento è quello di noleggiare un veicolo.

Avrai libertà di movimento, flessibilità di orario e non dovrai fare affidamento su nessuno. Le strade per avventurarsi tra le lagune e le Riserve Naturali del Chaco sono tutte sterrate e in caso di pioggia possono diventare impraticabili. Evita di noleggiare semplici berline, ma prenota un SUV o, ancora meglio, un veicolo 4×4. Io ho optato per una Toyota Hylux 4×4, noleggiata in aeroporto con Alamo tramite DiscoverCars.com.

discovercars

La visita dei musei di Filadelfia e dei vari fortini  di difesa risalenti alla Guerra del Chaco la puoi anche fare in autonomia, mentre per addentrarti nelle riserve naturali e lagune varie, il mio suggerimento è di contattare una guida locale perché ti aiuterà sia nel pianificarti un itinerario naturalistico sia nell’avvistamento della meravigliosa fauna. Le due guide locali che posso consigliarti sono Brullmann Clemens (+595 981115408 – tariffa di 100 USD al giorno- parla spagnolo, inglese e tedesco) e Marylin Wohlgemuth, proprietaria dell’Estancia Iparoma (+595 981940050 – parla spagnolo, inglese e tedesco).

Se non hai tempo né voglia di organizzare tutto in autonomia, puoi rivolgerti direttamente a qualche operatore turistico di Asuncion che offre tour di varia lunghezza della meravigliosa area del Cacho. Per quanto riguarda il mio viaggio, ho preferito pianificare tutto in autonomia con amici (eravamo 4 persone in totale) per avere libertà di scelta e soprattutto per abbassare i costi. Per esempio, un paio di TO che organizzano le visite del Chaco sono Trico Tours e Wildlife Paraguay.

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Paraguay, Chaco paraguayo
Chaco paraguayo, un “falso” serpente corallo

Cosa fare e vedere nel Chaco Paraguayo

Per prima cosa, ti voglio suggerire di trascorrere in questa area almeno due giorni pieni:  uno lo dedicherai all’esplorazione delle varie lagune saline e non alla ricerca della fauna locale, il secondo ti servirà per entrare nella storia della regione attraverso l’incontro con i Mennoniti e la visita dei numerosi fortini militari risalenti alla guerra del Chaco. Se sei appassionato di fotografia o semplicemente curioso, puoi aggiungere altre giornate da dedicare all’avvistamento delle numerose specie animali chaquene.

1. Visita il Centro de Interpretación del Gran Chaco Americano

Per avere un primo approccio con il Chaco, ti consiglio di iniziare proprio da qui. Si tratta di un piccolo museo che raccoglie informazioni su questa regione e aiuta i visitatori a entrare in contatto con la sua storia e la sua biodiversità. L’ingresso è gratuito. 

2. Conosci la storia dei Mennoniti

La città di Filadelfia offre la possibilità di apprendere la storia dei coloni Mennoniti attraverso la visita di alcuni piccoli e interessanti musei gestiti proprio da questa comunità. Da non perdere il Museo della Storia, il Museo Jakob Unger, il Museo Casa de la colonia, il Museo Knelsen-Haus e il Museo dell’Industria. Inizia con il Museo della Storia mennonita che si trova proprio accanto al centro informazioni turistiche (di fronte all’Hotel Florida) dove pagherai una piccola quota d’ingresso.

3. Visita i resti della Guerra del Chaco

Sappiamo molto poco, probabilmente proprio nulla di questa guerra combattuta tra Bolivia e Paraguay negli anni trenta, perciò non lasciarti scappare l’occasione di imparare qualcosa di nuovo. La regione del Chaco è disseminata di rovine di fortini che raccontano questo conflitto armato e che vale la pena visitare. I fortini più popolari sono Fortin Boqueron, Fortin Toledo, Fortin Isla Po’i, Fortin Trebol e Fortin Falcon. Ne ho visitati un paio (non serve visitarne di più): Fortin Boqueron – il più importante di tutti – e Fortin Isla Po’i. 

4. Fermati alla Stazione Ferroviaria di Punta Riel

Conosciuta come “Fred Engen – km 145”, è una piccola stazione risalente ai primi del ‘900 – ora museo – non distante da Fortin Isla Po’i di rilevante importanza storica per il Chaco.  Era la penultima fermata (il km 145) della linea ferroviaria che univa Puerto Casado, cittadina sul fiume Paraguay, con il così detto “inferno verde”, il Chaco paraguayo. E’ proprio in questa stazione, originariamente costruita per il trasporto di risorse naturali, che arrivarono i primi coloni Mennoniti e tutte le attrezzature militari e i soldati per la Guerra del Chaco.

5. Esplora le riserve naturali  e le lagune del Chaco

Da amante della natura, l’esplorazione di questa regione alla ricerca della sua vasta fauna è una delle attività che ho apprezzato di più. Non distanti da Filadelfia e Lomo Plata ci sono meravigliose riserve naturali dove ammirare l’avifauna del posto e tentare la fortuna per l’avvistamento di animali come armadilli, formichieri, tapiri, capibara, puzzole, caimani e serpenti.

Presenti all’appello ci sarebbero anche giaguari e puma, ma è veramente difficile avvistarli. Tra i luoghi che mi son piaciuti di più ci sono la Laguna Capitán e la Riserva Naturale Campo Maria. Tutta l’area è puntellata da lagune e l’opzione migliore è programmare il tour con la guida locale.

6. Spingiti fino al Parque Nacional Defensores del Chaco

Una delle aree protette più importanti del Chaco e di tutto i Paraguay è  il Parque Nacional Defensores del Chaco, che si estende nei dipartimenti di Boquerón e Alto Paraguay, nella regione occidentale del paese. Questa riserva naturale estremante selvaggia è l’habitat delle maggiori specie animali del Chaco, compresi giaguari e puma.

Distanza a parte, non ho visitato il parco perché la guida locale me lo ha sconsigliato per la sua grandezza e la mancanza di piste che si addentrino al suo interno. In pratica, su una superficie vastissima di 780.000 ettari, a causa della sua enorme estensione e impenetrabilità, la zona visitabile è solamente una piccola porzione nel lato sud della riserva, cosa che rende difficoltosi, se non improbabili, gli avvistamenti.

Paraguay, Chaco
Chaco Paraguayo, un caimano a Campo Santa Maria

Dove Dormire

Filadelfia e Lomo Plata offrono una buona scelta di sistemazioni che spazia dalle tradizionali estancias agli hotel. L’hotel più confortevole di Filadelfia – e forse il più conosciuto – è l’Hotel Florida. Altra sistemazione in città è l’Hotel Golondrina. Per una sistemazione più tipica e a contatto con la natura, valuta di prenotare una estancia, in altre parole dormire in un ranch. Per esempio, io ho soggiornato alla Estancia Iparoma, a circa 15 km da Filadelfia. Se preferisci una sistemazione più confortevole e circondata da un contesto naturalistico meraviglioso, allora ti consiglio il Chaco Lodge, vicino alla Riserva di Campo Maria.

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