I campi di sterminio di Choeung Ek

Rispetto ad altre città, Phonm Penh non offre molte attrazioni o scorci naturalistici mozzafiato, ma se sei un appassionato di storia o semplicemente vuoi conoscere il passato della Cambogia, ci sono due posti da non perdere assolutamente: Tuol Sleng ed i campi di stermino di Choeung Ek. Questi due luoghi segnano entrambi la triste storia del paese, che ha vissuto una delle più grandi tragedie umane del ventesimo secolo: il genocidio del popolo cambogiano per mano dei Khmer Rossi.

La storia  dei campi di sterminio di Choeung Ek

Choeung Ek è il più noto tra i 300 campi di sterminio del paese e si trova a circa 15 km a sud-est della capitale, facilmente raggiungibile con un tuk tuk. Dopo aver superato l’ingresso, con in mano l’audio guida, inizio la visita in questo campo dell’orrore che ripercorre il periodo triste e oscuro del paese. Subito dopo la guerra civile, dal 1975 al 1979, attraverso l’insoddisfazione generale della popolazione per l’amministrazione di Lon Nol, generale e politico cambogiano, e la destabilizzazione causata dalla guerra nel vicino Vietnam, il leader rivoluzionario Pol Pot prese il controllo del paese.

Figlio di immigrati cinesi, fu affascinato dalle teorie marxiste conosciute a Parigi durante il suo soggiorno ottenuto attraverso una borsa di studio, diventando membro del Partito Comunista Francese e partecipando attivamente all’attività politica. Quando tornò in Cambogia nel 1953, si unì al Movimento Clandestino Comunista, e  nel 1963 divenne il capo del Partito dei Lavoratoti della Kampuchea. Negli anni successivi fu anche a capo dell’esercito dei Khmer Rossi (nato nel 1968 come una divisione dell’esercito popolare vietnamita e fedele seguace del Partito Comunista Cambogiano) nella lotta contro il regime di Lon Nol sostenuto dagli americani.

Cambogia, campi di sterminio Choeung Ek
l’albero dove veniva appeso il megafono per coprire le urla dei prigionieri (tappa 17)

L’obbiettivo di trasformare la nazione in una società agraria completamente autosufficiente dove i vertici del partito controllassero tutti gli aspetti della vita dei cambogiani, si trasformò rapidamente in un massacro, dando inizio ad una delle dittature più violente del XX secolo. Il 17 aprile 1975, i comunisti cambogiani conquistarono Phnom Penh e le persone furono costrette a lasciare le città ed i villaggi con la forza.

La Kampuchea Democratica, nome ufficiale del paese dal 1976 al 1979, diventò una dittatura governata dall’esercito dei Khmer Rossi: in quasi quattro anni fu ucciso 1/4 della popolazione, quasi 2 milioni di persone morirono nei campi di sterminio o nei campi dove erano costrette a lavorare come contadini. Furono uccisi moltissimi monaci buddisti e persone appartenenti a classi sociali elevate. Tra le categorie più colpite ci fu quella degli insegnanti perché  erano associati ad un alto grado di istruzione. I massacri cessarono quando i vietnamiti invasero la Cambogia nel gennaio 1979 e posero fine al regime dei Khmer Rossi.

Cambogia, campi di sterminio Choeung Ek
una teca con all’interno i resti dei prigionieri dei campi di sterminio

Il percorso lungo i campi di sterminio di Choeung Ek

Non appena varcato il gate di ingresso di Choeung Ek e pagato il biglietto, si accede immediatamente ad un sentiero in piano suddiviso in tappe numerate dalla 1 alla 19.   Con l’aiuto di un’audio-guida inclusa nel ticket, si segue passo dopo passo la commovente storia di questo campo della morte con ricostruzioni e testimonianze dei sopravvissuti: resti di abiti, braccialetti ed ossa conservati dentro teche di vetro o sparsi sul terreno sicuramente non passano inosservati e creano una triste e commovente atmosfera per i visitatori.

La tappa 2, per esempio, è chiamata “Truck Stop“. In questo punto  preciso fermava il camion che trasportava i prigionieri nei campi di sterminio  per essere uccisi.  Ogni giorno, alle 21, un camion che trasportava prigionieri bendati e ammanettati arrivava dalla vicina prigione e centro di interrogatorio di Tuol Sleng, ora Museo del Genocidio. Tra i nomi dei criminali Khmer da “ricordare”  c’è quello di Him Huy, vice capo dell’unità speciale che operava sotto l’unità di difesa ed era responsabile dell’arresto e del trasferimento dei detenuti da Tuol Sleng a Choeung Ek.

La tappa 7 è una delle fosse comuni dove venivano seppelliti i prigionieri uccisi. In questa fossa furono ritrovati i resti di 450 vittime. Si dice che quando i “nemici del regime” giungevano a Choeung Ek da Toul Sleng, le tombe fossero già state scavate.  A volte, capitava che i prigionieri venissero addirittura costretti a scavare la propria fossa. Ancora oggi, data l’enorme quantità di resti nelle fosse comuni, in questa zona emergono senza sosta le terribili testimonianze della follia vissuta alla fine degli anni 70. 

Cambogia, campi di sterminio Choeung Ek
una fossa comune (tappa 7)

La tappa 8 è il deposito degli attrezzi per uccidere. Qui, vengono esposti oggetti usati per uccidere i prigionieri. Poiché i proiettili erano troppo costosi, venivano usati strumenti come coltelli, accette, martelli, bastoni di bambù e assi di ferro. Il deposito espone anche oggetti usati per trattenere le persone come catene e ferri per le gambe.

Molto toccante è la tappa 15 chiamata Chakiri Tree o albero della morte. E’ un grosso albero ricoperto di piccoli braccialetti, tristemente usato per uccidere neonati e bambini che venivano tenuti per le gambe e sbattuti con la testa contro il massiccio tronco per poi essere seppelliti nelle fosse comuni.

 Il tour dei campi di sterminio termina dopo circa 1 ora e mezza davanti al Memorial Stupa – tappa 18, dove sono conservati 8000 teschi: qui la gente si ferma a pregare per tutte quelle vittime che, senza motivo, sono state brutalmente uccise. Prima di lasciare Choeung Ek, visita il piccolo museo nelle vicinanze dell’ingresso dove viene ripercorsa la storia dei Khmer Rossi e del loro leader Pol Pot.

Cambogia, Choeung Ek
l’albero della morte con appesi i piccoli braccialetti (tappa 15)

Come raggiungere Choeung Ek

I campi di sterminio di Choeung Ek si trovano a sud di Phnom Penh nel piccolo villaggio di Roluos, a circa 15 km dal centro della capitale. L’opzione migliore è organizzare la corsa con un tuk tuk di buona mattina per evitare il caotico traffico della città. Chiedi all’autista di aspettarti. Il costo per il viaggio di andata e ritorno si aggira tra i 15 USD ed i 20 USD a seconda della zona da dove partirai.  In alternativa, puoi organizzare la visita con un operatore locale, chiedere alla tua sistemazione o prenotare tramite una delle piattaforme online come Viator.com.

  • Tour di gruppo con BHS Travel in Cambogia

Se non hai tempo di organizzare e preferisci affidarti ad un tour operator, ti consiglio BHS Travel, operatore turistico che organizza un meraviglioso itinerario tra Laos e Cambogia, incluso Phnom Penh con i campi di sterminio di Choeung Ek, e con il quale collaboro come accompagnatore turistico.

BHS

Cambogia, campi di sterminio Choeung Ek
i teschi conservati all”interno dello stupa memoriale

Orari e costi di ingresso a Choeung Ek

Choeung Ek è aperto ogni giorno dalle 8 alle 17.30. Il biglietto d’ingresso costa 6 USD e comprende l’interessante audioguida. Insieme al Museo del Genocidio, anche Choeung Ek è  una visita davvero molto toccante, ma se sei a Phnom Penh, non perdere l’occasione di conoscere la storia recente del popolo cambogiano ed essere testimone di questa incredibile follia. Fai sempre una verifica perchè orari e costi potrebbero cambiare in qualsiasi momento.

Dove dormire a Phnom Penh

Phnom Penh è una destinazione di viaggio vivace e relativamente poco costosa ed offre un’ampia scelta di sistemazioni per tutte le tasche. Le aree migliori dove trovare alloggio sono il Riverfront District, Sangkat Voat Phnum (si trova a nord del Riverfront), BKK1 (quartiere centrale dove vive la maggior parte degli stranieri), Tonle Bassac (quartiere centrale vicino a Bkk1) e Toul Kouk (appena fuori dal centro città. Ho dormito nelle vicinanze del Mercato Centrale all’Aurea Central Hotel, una struttura carina ed economica in posizione ottimale per visitare a piedi le attrazioni della capitale cambogiana.



Booking.com

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *