Il Monastero di Haghpat fu costruito tra il X e il XIII secolo per ordine del re Ashot III e di sua moglie, la regina Khosrovanush, che commissionarono la costruzione della chiesa più antica del complesso, San Nishan, in onore dei loro figli Smbat e Kiurike. Nel corso dei secoli è stato uno dei più grandi centri scientifici, con una ricca collezione di manoscritti religiosi, filosofici e scientifici. Aveva locali adibiti a biblioteca, refettorio e università dove i monaci potevano studiare medicina, astronomia, musica e letteratura. Ai tempi della sua costruzione, vivevano all’interno della struttura religiosa circa 500 religiosi.
Si dice che il nome Haghpat derivi da antica leggenda la quale narra di una disputa nata tra un maestro artigiano chiamato dal principe per costruire un monastero a Sanahin e suo figlio. A causa della lite, il figlio smise di lavorare con il padre e si diresse nel villaggio vicino per costruire un ulteriore monastero su ordine di un altro principe. Un giorno, il maestro artigiano, avvisato dai suoi operai della poderosa struttura nel vicino villaggio, raggiunse il figlio e avvicinandosi alle mura del monastero in costruzione lo osservò a lungo senza proferire parole.
Improvvisamente, appoggiato il piede su uno dei muri della struttura, esordì dicendo esclusivamente “hagh pat” – che significa “muro possente”. Detto questo, il maestro abbracciò il figlio per riconciliarsi con lui e da quel giorno il nome del monastero rimase Haghpat.

La visita del Monastero di Haghpat
Dell’antico complesso religioso di Haghpat sono sopravvissute la chiesa principale di San Nishan del X secolo, la chiesa di San Gregorio del XI secolo, la piccola chiesa a cupola di San Astvatsatsin del XII secolo, il refettorio del XIII secolo, la biblioteca del XIII secolo ed il campanile del XIII secolo. Altro “pezzo pregiato” di Haghpat è il khachkar di Amenaprkich, una croce di pietra scolpita dallo scultore Vahram a metà del XIII secolo per una figlia della famiglia nobile armena Artsruni.
La chiesa di San Nishan, così come tutte le altre strutture del Monastero di Haghpat, è stata realizzata in basalto squadrato bluastro ed è intitolata alla Croce Salvifica di Cristo. La tradizione vuole che la chiesa sia stata costruita da Trdat, l’architetto più straordinario della storia armena, il quale venne anche invitato a Costantinopoli per riparare la cupola della chiesa di Santa Sofia danneggiata da un terremoto. L’altare maggiore e le pareti della chiesa conservano ancora alcuni dei meravigliosi affreschi che un tempo decoravano il suo interno, soprattutto la composizione di Gesù in trono, un’opera molto importante nella storia della pittura armena.

L’ingresso della chiesa è una sorta di nartece che si trova esclusivamente nell’architettura armena ed è chiamato gavit. Venne costruito nei primi anno del ‘200 dall’abate Hovhannes di Khachen ed il suo pavimento, tutto ricoperto di lapidi di figure principesche, si distingue da altri gavit per i suoi meravigliosi archi incrociati. Mentre la sala di preghiera delle chiese è solitamente uno spazio verticale con un alto soffitto a cupola, il gavit è uno spazio ampio con un forte sistema strutturale di archi e colonne creato per accogliere i fedeli che assistono alla celebrazione della messa.
A nord della chiesa di San Nishan si trova la cappella di Hamazasp che prende il nome del vescovo che fu abate del monastero. Presenta un gavit costruito a metà del 1200 che con i suoi 330 metri quadrati è il gavit più grande di tutta l’Armenia. Questo gavit non appartiene ad alcuna chiesa ma è un edificio indipendente. Il suo soffitto è sostenuto da archi che si estendono da quattro colonne centrali a pilastri sulle pareti perimetrali e la campata centrale è rialzata come una cupola ottagonale a forma di volta di chiostro chiamata “Yerdik”. In fondo al gavit si trova una piccola cappella che potrebbe essere stata ad uso esclusivo dell’abate.

A sud di San Nishan, invece, si trova la chiesa di San Gregorio, seconda chiesa più antica di Haghpat, eretta nel 1005. La chiesa è stata realizzata con pietre accuratamente tagliate e le sue pareti, che purtroppo risultano spoglie, un tempo erano decorate con bellissimi affreschi. La chiesa più piccola di Haghpat è la chiesa di San Astvatsatsin (Santa Madre di Dio) e si trova sul lato nord di San Nishan. Fu eretta nel 1025 dalla principessa Khatoun e presenta la parte esterna di forma rettangolare, mentre internamente è costruita a pianta incrociata.
Altro edificio di interesse è il Matenadaran – la biblioteca – che venne costruito a pianta quadrata tra il 1258 e il 1262 e presenta un soffitto con archi in pietra a sezione trasversale. All’interno della sala ci sono quattro grandi archi si estendono tra otto semicolonne sulle pareti. Il Matenadaran venne successivamente trasformato in una cantina con fori scavati sul pavimento che fungevano anche da celle vinicole.
Infine, troviamo il campanile, eretto nel XIII secolo sotto la direzione di Hamazasp lontano dalle altre chiese. È valutato come il pezzo più artistico dell’architettura armena in quanto il primo piano a pianta quadrata è una chiesa crocifissa, il secondo piano è una chiesa ottagonale, il terzo piano è un campanile rotondo che ha sette colonne ed il tetto conico.


Come raggiungere il Monastero di Haghpat
Il monastero di Haghpat è uno dei complessi monastici più grandi e famosi dell’Armenia. Si trova nella parte settentrionale del paese, nei pressi del villaggio di Haghpat, ad oltre 170 km dalla capitale Yerevan. Il modo più semplice per raggiungerlo è con un veicolo a noleggio (circa 3 ore di guida) o con un tour organizzato. E’ possibile raggiungere il monastero anche da Tbilisi, capitale della Georgia, dove vengono organizzate escursioni giornaliere che includono anche la Chiesa di Odzun e il Monastero di Akhtala. Per prenotare un tour giornaliero puoi affidarti alle piattaforme Viator.com e Civitatis.com.
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