Nel sud-ovest della Repubblica Centrafricana, al confine con il Camerun e il Congo, si estende uno dei santuari naturali più affascinanti e remoti dell’Africa centrale: il Parco Nazionale Dzanga Sangha. Foresta pluviale primaria, elefanti di foresta, gorilla occidentali, ippopotami, ma tra tutti i tesori nascosti di questo angolo di mondo, il più prezioso è forse quello umano: i Pigmei Baka, custodi ancestrali della foresta tropicale.
Chi sono i Pigmei Baka
I Baka sono cacciatori-raccoglitori, profondamente legati alla foresta equatoriale, che considerano non solo la loro casa, ma anche un essere vivente sacro. Conoscono ogni pianta, ogni animale, ogni suono del sottobosco. Un tempo, vivevano in piccole capanne temporanee di foglie chiamate mongulu spostandosi stagionalmente e tramandando oralmente leggende e saperi millenari. Oggi, quantomeno i Pigmei Baka che ho incontrato nel Parco Dzanga Sangha, vivono in piccoli villaggi ai margini della foresta- a volte mischiati con i Pigmei Bantu – in abitazioni che hanno una pianta rettangolare e pareti fatte di fango, corteccia o foglie, e si inoltrano nella fitta giungla giusto per cacciare e raccogliere bacche e frutti.


Come organizzare l’incontro con i Pigmei Baka
Il Parco Dzanga Sangha si raggiunge con un volo charter via Bangui – si atterra a Bayanga – e lo sforzo è ampiamente ripagato. Per visitare le comunità dei Pigmei Baka puoi semplicemente appoggiarti a una delle due sistemazioni del Parco Dzanga Sangha, il Doli Lodge e il Sangha Lodge., che offrono sia la visita di un villaggio con esibizioni musicali sia una giornata intera con pernotto in tenda nella foresta. Potrai anche organizzare l’incontro con i gorilla di pianura, ammirare gli elefanti a Dzanga Bai e fare diverse interessanti escursioni alla ricerca della fauna locale.
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L’escursione nella foresta con i Pigmei Baka
Dopo aver ammirato la fauna del parco – Dzanga Bai è meravigliosa, non perdertela – con due amici abbiamo deciso di provare un’esperienza alternativa alle solite proposte: un trekking di 35 km – 3 giorni totali – nella foresta del Bacino del Congo per stare a stretto contatto con i Pigmei Baka e osservarli da vicino nel loro ambiente naturale.
La prima cosa che ho imparato è quanto siano forti e instancabili. Uomini, donne e bambini percorrevano i sentieri della foresta senza fermarsi un attimo e a gran velocità. Non riuscivo a seguirli. E pensare che molti di loro camminavano in ciabatte o a piedi nudi! Mentre gli uomini guidavano il gruppo attraverso la giungla, le donne portavano sulle spalle delle grandi ceste con dentro pentole, reti per la caccia e qualche neonato.
Data la grande umidità e afa della foresta, ho chiesto un piccolo aiuto a un ragazzo per il trasporto della mia attrezzatura da campeggio e nonostante tutto, la sua andatura era il doppio della mia. Ogni tanto, quando mi fermavo esausto – abbiamo camminato per circa 5 ore – si girava verso di me con un grande sorriso divertito.
- La raccolta di erbe e bacche
I Baka conoscono la foresta a memoria. Sanno distinguere centinaia di piante medicinali, imitano il richiamo degli animali per avvicinarli, sanno dove trovare nidi di miele o tracce di antilope. La foresta è cibo, medicina, rifugio, tempio. È un ecosistema vivo, dove ogni gesto ha un significato spirituale. Nel Dzanga-Sangha, potresti camminare accanto a un cacciatore Baka che, con un semplice movimento del piede, mostra come costruire una trappola invisibile per un roditore, oppure seguire una donna che raccoglie erbe per curare febbre e mal di denti. Ogni passo è una lezione di equilibrio con l’ambiente.
E proprio durante la camminata nella foresta, le donne Baka si fermavano qua e là per raccogliere erbe, frutti, bacche, semi e soprattutto funghi. In un ambiente ostile come la foresta pluviale, la raccolta di cibo è di fondamentale importanza per la sopravvivenza di tutto il gruppo. Quello che viene raccolto viene poi riposto all’interno delle ceste e trasportato nel luogo dove verrà costruito l’accampamento. Il cibo è della comunità – non esiste l’egoismo – e viene condiviso tra tutte le famiglie.
- Le capanne mongulu: l’accampamento dei Pigmei Baka
Ogni accampamento temporaneo dei Baka è composto da piccole capanne emisferiche chiamate mongulu. Vengono costruite con grande abilità dalle donne, utilizzando rami flessibili infilati nel terreno e piegati a formare una cupola. Il telaio della capanna viene poi ricoperto di grandi foglie di banano o di marantacee, impermeabili e resistenti alla pioggia. Sono ripari mobili, leggeri e funzionali, che riflettono lo stile di vita nomade e il rispetto per l’ambiente: quando si spostano, i Baka non lasciano traccia.
- A caccia con i Pigmei Baka
La caccia è una delle attività fondamentali per la sopravvivenza dei Baka. Gli uomini si muovono in gruppo nella foresta con archi, frecce, lance e trappole costruite artigianalmente. Cacciano antilopi, cinghiali, scimmie e piccoli roditori. Ma è soprattutto la rete collettiva da caccia – lunga anche decine di metri – a rappresentare un esempio perfetto di cooperazione comunitaria. La rete viene estesa a livello del terreno e fissata ai vari alberi in modo da bloccare il passaggio dei vari animali.
Una volta piazzata, i cacciatori si disperdono nella foresta non troppo distanti da questa “trappola mortale”, battendo con vigore il terreno e facendo più rumore possibile per spaventare le prede e spingerle verso la rete. E’ stata davvero una grande emozione assistere alla battuta di caccia dei pigmei Baka perché ho visto catturare due piccole antilopi, una scimmia e uno scoiattolo volante.


Spiritualità e ritmo: danza Booma e danza Liquindi
Soggiornando nel Parco Dzanga Sangha è possibile visitare anche qualche villaggio Baka ai margini della foresta e assistere a una delle tradizioni più suggestive: la danza Booma (o Bolobé) e la danza dei tamburi d’acqua, tradizione conosciuta come Liquindi.
La danza Booma è un rituale collettivo che coinvolge tutto il villaggio e viene praticato per celebrare la vita, onorare gli spiriti della foresta, iniziare i giovani all’età adulta o salutare i defunti. Le donne intonano canti polifonici ipnotici, mentre gli uomini suonano tamburi costruiti con tronchi svuotati. I corpi danzano in cerchio, i piedi battono il suolo con forza, quasi a dialogare con la terra. Tutti partecipano: non esistono spettatori, solo membri di una comunità che canta insieme.
La danza dei tamburi d’acqua, invece, viene solamente eseguita dalle donne del villaggio. E’ un rituale che si celebra prima di andare a caccia nelle prime ore del giorno, solitamente all’alba, per incantare la foresta e richiamare gli animali. Non solo, è anche un modo per rendere omaggio allo spirito del fiume. Una volta all’interno del fiume, le donne colpiscono, muovono e agitano l’acqua con mani, braccia e piedi, ripetendo questi movimenti con grande maestria e combinandoli insieme a suoni e canti. In altre parole, le donne Baka trasformano il fiume in uno strumento di percussione.

Dove dormire nel Parco Dzangha Sangha
Nel parco si trovano due meravigliosi eco-lodge immersi nella foresta, il Sangha Lodge e il Doli Lodge, che offrono comfort, cucina locale e viste spettacolari sulla natura circostante. Durante la mia visita al parco ho dormito al Doli Lodge, struttura proprio sulle rive del fiume Sangha immersa nel verde e a pochi minuti a piedi da Bayanga. In alternativa, troverai alcune di sistemazioni basiche proprio nel villaggio di Bayanga come il Tanga Lodge, il Motel La belle Foret e il Motel Elephant.
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FAQ su Come visitare la Repubblica Centroafricana
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Quando andare
Il periodo migliore per visitare va da dicembre a aprile, durante la stagione secca, quando i sentieri sono più accessibili e gli avvistamenti più frequenti.
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Come si paga
Le nostre carte di credito/debito non funzionano, perciò dovrai pagare in contanti. Hotel e lodge accettano anche pagamenti in USD. Per il resto dovrai cambiare i tuoi contanti in FCA a Bangui. Il cambio può essere fatto sottobanco in molti minimarket del centro. Per ogni necessità, nella capitale troverai anche le sedi della Western Union e di MoneyGran.
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Wifi e SIM card locale
Il wifi si trova in tutti gli hotel, ma è abbastanza lento. Per rimanere sempre connesso puoi comprare una SIM della Orange in centro a Bangui. Il costo si aggira sui 7000 FCA. In alternativa, acquista una eSIM sul sito web di Airalo dove troverai diverse opzione dati.
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Assicurazione di viaggio medico – bagaglio in Repubblica Centroafricana
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Ti piacerebbe vivere qualche giorno con i Baka? Fammi sapere nei commenti cosa ti affascina di più di questa cultura e seguimi per altre storie di popoli straordinari e viaggi fuori rotta.



