I Buddha di Bamiyan sono uno dei siti archeologici più straordinari dell’Afghanistan e di tutta l’Asia Centrale. Situati nella spettacolare valle di Bamiyan, lungo l’antica Via della Seta, questi giganteschi Buddha scolpiti nella roccia rappresentavano uno dei simboli più importanti del Buddhismo nel mondo. Ancora oggi, nonostante la loro distruzione avvenuta nel 2001, i Buddha di Bamiyan continuano a essere uno dei luoghi più iconici e affascinanti dell’Afghanistan. Visitare la valle di Bamiyan significa immergersi in un territorio ricco di storia, cultura e paesaggi spettacolari, tra montagne, antiche grotte e testimonianze di un glorioso passato.
La Storia dei Buddha di Bamiyan


Chi ha scolpito i Buddha di Bamiyan?
Come per molti dei grandi monumenti antichi del mondo, le fonti storiche su chi abbia commissionato la costruzione delle statue e sugli scultori sono molto frammentarie, ma la loro presenza in questo paese indica l’importanza del Buddhismo e della valle di Bamiyan nel lungo periodo prima del X secolo, quando la regione fu poi convertita all’Islam.
Una delle testimonianze più accurate che sono giunte a noi sui Buddha di Bamiyan proviene dal monaco cinese Xuanzang che si recò a Bamiyan nel 643 e documentò i suoi viaggi nel testo “The Great Tang Records of the Western Regions” (Da Tang Xiyu Ji). Questa preziosissima opera fornisce sia un descrizione delle comunità che abitavano la regione, sia delle decine di monasteri che punteggiavano la valle e, ovviamente, delle due monumentali statue che venivano definite di un colore dorato abbagliante e ornate di gemme brillanti.
La distruzione dei Buddha di Bamiyan
Purtroppo, se il monaco cinese Xuanzang fosse ancora vivo, sarebbe assolutamente triste perché il 2001 fu un anno tragico per i Buddha di Bamiyan. I talebani, su ordine del Mullah Omar, nell’arco di qualche settimana distrussero i due Buddha con l’uso di cannoni antiaerei e dinamite.
I motivi furono prevalentemente due: cancellare ogni traccia di influenza non islamica con un’estrema campagna iconoclasta e il disprezzo per il fatto che il denaro proveniente dai paesi occidentali veniva speso per proteggere delle statue e non per un crescente bisogno di aiuti umanitari nel paese.
Qualunque sia il motivo, la perdita di queste opere d’arte fu un colpo non solo per l’Afghanistan, ma per l’intera umanità. Nonostante la distruzione, i Buddha di Bamiyan non sono stati dimenticati. Recentemente, il Governo Talebano ha finalmente capito quanto il turismo può essere importante per l’Afghanistan e ha chiesto aiuto alla comunità internazionale per la ricostruzione delle statue.
Serviranno ricerche, studi, analisi scientifiche e soprattutto milioni di dollari, ma speriamo che un giorno questo immenso patrimonio storico torni a risplendere come ai tempi del monaco Xuanzang.
Perché i Buddha di Bamiyan sono ancora importanti

Cosa vedere nella valle di Bamiyan
Quando visitare i Buddha di Bamiyan
Il periodo migliore dell’anno per andare in Afghanistan è la primavera o l’autunno. L’estate può essere molto calda, mentre in inverno si verificano freddo estremo e abbondanti nevicate. Ho visitato l’Afghanistan a maggio ed il tempo è variato a seconda della zona visitata. Nelle città di Herat e Mazar i Sharif il clima era caldo con temperature intorno ai 30 gradi; a Kabul il meteo è stato variabile con temperature intorno ai 20 gradi; nella zona delle montagne di Bamiyan e dintorni ho trovato temperature basse e neve.
È sicuro visitare Bamiyan in Afghanistan?

FAQ sui Buddha di Bamiyan
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Dove si trovano i Buddha di Bamiyan?
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Chi distrusse i Buddha di Bamiyan?
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Quanto erano alti i Buddha di Bamiyan?
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I Buddha di Bamiyan esistono ancora?
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Bamiyan è patrimonio UNESCO?
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