Il Museo Olimpico di Sarajevo

Il Museo Olimpico di Sarajevo venne ufficialmente inaugurato l’8 febbraio 1984, il giorno dell’apertura delle XIV Olimpiadi invernali. Questi giochi furono i primi ad essere organizzati in un paese del blocco orientale e rappresentarono un momento di grande orgoglio per la Jugoslavia dell’epoca. Il Museo Olimpico serve anche come ricordo di un periodo in cui Sarajevo era un simbolo di pace e cooperazione internazionale. Visitare il Museo Olimpico significa immergersi in un passato glorioso, ma anche riflettere sui valori universali che lo sport può promuovere. In un mondo spesso diviso, questo museo ci ricorda il potere dello sport nel costruire ponti e unire le persone.

La preparazione ai Giochi Olimpici Invernali del 1984

La città ospitante dei XIV Giochi Olimpici Invernali (WOG) fu annunciata il 18 maggio 1978, durante l’ottantesima sessione del Comitato olimpico internazionale (CIO) ad Atene.  Sarajevo la spuntò sulle città di Goteborg e Sapporo con 39 voti, solo 3 in più dei 36 ricevuti dalla città giapponese. Da quel gioioso momento per tutta la Jugoslavia, migliaia di persone furono impegnate nell’organizzazione del WOG, ma la responsabilità maggiore spettava al Comitato organizzatore ed esecutivo guidato da Branko Mikulic.

Nel 1980, il Comitato adottò un piano dettagliato per la costruzione di impianti sportivi e di altre strutture che costituivano un prerequisito per i giochi. Il consulente di pianificazione del Piano di Progetto dell’Area Speciale dei giochi olimpici fu la Facoltà di Architettura e Urbanistica, guidata dagli ingegneri Lidumil Alikalfic e Dusan Dapa.

Bosnia, Sarajevo
il palazzo del Museo Olimpico di Sarajevo

In cinque anni e mezzo di preparazione alle Olimpiadi invernali, vennero effettuate in parallelo varie promozioni di eventi nel paese e in tutto il mondo. Furono pubblicati in totale otto numeri della rivista “Sarajevo 84” (72.000 copie), 25 numeri della rivista mensile “Olimpijski informator”, 150 numeri di bollettini settimanali e circa 50 pubblicazioni diverse per le esigenze dei partecipanti e degli organizzatori.  Inoltre, vennero pubblicati 25.000 articoli e contributi sui media mondiali, e le riviste jugoslave pubblicarono 17.000 articoli. Anche una guida olimpica in inglese, francese e russo è stata stampata in 100.000 copie.

Vennero spesi centinaia di milioni di dollari per costruire il villaggio olimpico, la sala olimpica Zetra e le strutture connesse, le piste da sci alpino, la pista di pattinaggio sul ghiaccio, la pista di bob, la pista di pattinaggio di velocità, e per l’acquisto delle attrezzature sportive. Il comitato investì milioni di dollari anche per rendere più efficienti le poste, i telegrafi, i telefoni e  la rete televisiva, per l’ampliamento e la modernizzazione dell’aeroporto di Sarajevo, per la rete stradale, 23 centri sportivi e altre strutture. I costi di preparazione e organizzazione furono pari a 4,51 miliardi di YUD.

Bosnia, Sarajevo
la mascotte delle Olimpiadi di Sarajevo

Quante nazioni parteciparono ai Giochi Olimpici Invernali del 1984?

Parteciparono ai Giochi Olimpici del 1984 ben 1272 atleti da 49 paesi, confrontandosi in sei sport e dieci discipline diverse per un totale di trentanove eventi ufficiali, uno in più rispetto a quattro anni prima. Per la prima volta nella storia delle olimpiadi invernali, parteciparono a questo evento mondiale gli atleti di Egitto, Isole Vergini Britanniche, Monaco, Porto Rico e Senegal. La finlandese Marja Liisa Hamalainen, che vinse tutte e tre le gare individuali nello sci di fondo, ottenne il maggior numero di medaglie individuali dei Giochi. La Germania dell’Est, invece, arrivò per la prima volta in cima alla classifica delle medaglie con ventiquattro medaglie complessive, nove delle quali erano d’oro.

E la Jugoslavia? Il paese ospitante si piazzò quattordicesimo nel medagliere dei giochi grazie allo sciatore alpino Jure Franko che arrivò secondo nello slalom gigante. Questo piazzamento regalò la prima medaglia in assoluto della Jugoslavia ai Giochi invernali. La nostra amata Italia, invece, vinse 2 medaglie d’oro, una nello slittino e l’altra nello slalom speciale.

Curiosità:  oltre 50.000 spettatori ammirarono la cerimonia di apertura dei XIV Giochi olimpici invernali allo stadio Kosevo di Sarajevo, e per i dodici giorni successivi, 250.000 spettatori e 2 miliardi di telespettatori seguirono i quasi 1.300 atleti che si sfidavano per conquistare una medaglia.

Bosnia, Sarajevo
cerimonia di apertura
Bosnia, Sarajevo
abito e cartello usati alla cerimonia di apertura espsoti al Museo Olimpico

La Fiamma Olimpica ai Giochi Olimpici Invernali del 1984

La fiamma olimpica è uno dei simboli più noti dei Giochi Olimpici ed è in diretta correlazione con i giochi che si tenevano nell’antica Grecia quando un fuoco veniva tenuto acceso per tutto il periodo di celebrazione dell’antico evento sportivo che si svolgeva ogni quattro anni nella città di Olimpia. Il fuoco venne reintrodotto nelle Olimpiadi del 1928, e da allora fa parte del cerimoniale delle Olimpiadi moderne.

Il cerimoniale prevede che la fiamma olimpica venga accesa alcuni mesi prima dei Giochi nel corso di una cerimonia proprio nel sito archeologico di Olimpia. Da qui, viene prima posta in un’urna e consegnata al primo tedoforo (la persona che tiene la fiaccola) che la porterà per i dovuti omaggi al vicino monumento dove è sepolto il padre dei Giochi Olimpici moderni, Pierre de Coubertin.

Bosnia, Sarajevo
passaggio della fiamma tra due tedofori

Terminato questo rituale, il primo tedoforo passa la fiamma a un secondo tedoforo che a sua volta la passerà ai vari tedofori che via via si alterneranno lungo il percorso. La fiamma arriva così nello stadio della città ospitante per accendere il braciere olimpico dando ufficialmente inizio ai giochi. Il braciere verrà poi successivamente spento durante la cerimonia di chiusura.

La fiamma olimpica dei Giochi Olimpici Invernali di Sarajevo, dopo aver percorso oltre 5000 chilometri in Jugoslavia, è stata trasformata in una grande torcia dalla pattinatrice artistica croata Sanda Dubravcic, ultima dei 1600 tedofori, il giorno 8 febbraio 1984, mentre il giuramento olimpico è stato pronunciato a nome di tutti i partecipanti dall’asso delle piste bianche Bojan Krizaj e a nome del giudice di Sarajevo Miodrag Perovic. La pattinatrice Sanda Dubravcic fu la prima donna tedofora dei Giochi invernali.

Bosnia, Sarajevo
il porta fiamma originale delle Olimpiadi di Sarajevo conservata al Museo Olimpico
Bosnia, Sarajevo
l’accensione del braciere delle Olimpiadi

Il Museo Olimpico durante la Guerra di Bosnia

Otto anni dopo i Giochi olimpici che sono passati alla storia come l’età d’oro della città di Sarajevo, il Museo Olimpico (27 aprile 1992), la Sala Olimpica di Zetra (21 maggio 1992) e altre strutture olimpiche della città sotto assedio, vennero colpite dalle bombe e incendiate. Molti oggetti della preziosa collezione del museo andarono persi o furono distrutti. I luoghi che erano stati i centri dello sport, della socializzazione, del successo, dell’intrattenimento e dell’orgoglio della gente di Sarajevo durante i Giochi, diventarono luoghi di sofferenza e distruzione. 

Tuttavia, nonostante la guerra e la tragica situazione in cui si trovava Sarajevo, grazie al coinvolgimento dei dipendenti del museo e della più ampia comunità sociale , diversi reperti del Museo Olimpico furono salvati e conservati in edifici sicuri.

  • La solidarietà della Comunità olimpica internazionale

La comunità olimpica mondiale dimostrò grande solidarietà alla città olimpica assediata. Il sindaco di Barcellona, città  che ospitò le Olimpiadi estive nel 1992, Pasqual Maragall, all’apertura dei Giochi in Spagna chiese davanti a tutte le televisioni del mondo la “tregua olimpica” per la Bosnia. Allo stesso tempo, i cittadini di Barcellona inviarono aiuti umanitari alla popolazione di Sarajevo, e da allora il collegamento tra le due città è continuato, soprattutto per quanto riguarda l’aiuto di Barcellona nella ricostruzione di Sarajevo negli anni del dopoguerra.

Sebbene la tregua olimpica, tratta dall’antica tradizione, che significa porre fine a tutti i conflitti durante i Giochi, non venne mai raggiunta, la solidarietà olimpica svolse un ruolo significativo, soprattutto come sostegno morale e materiale ai cittadini sotto assedio. Alla cerimonia di chiusura delle Olimpiadi invernali del 1994 a Lillehammer, i visitatori dello stadio accesero migliaia di candele e alzarono lo striscione ricordate Sarajevo, che ha ospitato le Olimpiadi invernali del 1984

Bosnia, Sarajevo
il Presidente del CIO Samaranch alla cerimonia di apertura
Bosnia, Sarajevo
la giacca usata da Samaranch esposta al Museo Olimpico

Il Museo Olimpico oggi

La nuova sede del Museo Olimpico venne inaugurata ufficialmente l’8 febbraio 2004 da Jacques Rogge, Presidente del CIO, e Denis Zvizdic, Primo Ministro del Cantone di Sarajevo, in occasione del 20° anniversario delle XIV Olimpiadi invernali. L’interessante esposizione è abbastanza piccola e dislocata su due piani. Nonostante ciò, a mio parere, il museo Olimpico è un’attrazione imperdibile per gli amanti della storia della ex-Jugoslavia.

Al suo interno sono esposti importanti documenti relativi all’organizzazione, alla preparazione, alla realizzazione dei XIV Giochi Olimpici Invernali oltre a e offre a una collezione numismatica unica della famiglia Hasagic, composta da 250 monete d’oro donate di valore eccezionale. Ci sono anche gli sci autentici della medaglia d’argento Jure Franko, così come il cappotto del presidente del CIO J.A. Samaranch, che ha utilizzato durante la cerimonia di apertura dei Giochi.

Tra le altre cose, ci sono la torcia con cui è stata accesa la fiamma alla cerimonia di apertura e gli sci da competizione di Esma Alic, con cui si è esibita al Festival Olimpico della gioventù europea nel 2019 e ha ottenuto il miglior risultato per la squadra della Bosnia Erzegovina. A proposito della cerimonia di apertura dei giochi, questo indimenticabile evento è proiettato di continuo su un grande televisore nella sala di ingresso.

Bosnia, Sarajevo
la cerimonia di apertura della Olimpiadi di Sarajevo
Sarajevo, il museo Olimpico
oggetti esposti al Museo Olimpico

Come visitare le attrazioni di Sarajevo

Le attrazioni di Sarajevo si concentrano in prevalenza nel suo centro storico e sono visitabili con una piacevole passeggiata. Quelle più distanti, come il Tunnel della Speranza o il Museo Nazionale, possono essere raggiunte con i taxi che sono molto economici. Per organizzare visite guidate della città o di altre attrazioni in giro per la Bosnia puoi fare una ricerca con le piattaforme Viator.com e Civitatis.com dove gli operatori locali pubblicizzano i loro tour e attività.

Tra tutte le escursioni, ti consiglio il tour di Mostar e le perle dell’Erzegovina offerto dal TO Meet Bosnia. Ti suggerisco di trascorrere a Sarajevo almeno 2/3 giorni pieni per goderti con tutta calma le sue attrazioni e il magnifico centro storico.

Informazioni utili per il tuo soggiorno a Sarajevo

  • Quando andare in Bosnia Erzegovina

I mesi migliori per visitare la Bosnia vanno da aprile a ottobre quando le temperature sono più piacevoli e le giornate più lunghe e possono praticarsi tutte le attività all’aperto. Durante la stagione estiva, quando il clima è più caldo, ci sono la decine di meravigliosi laghi e cascate per fare un bagno rinfrescante e divertirsi con gli sport acquatici.

  • Come arrivare dall’aeroporto di Sarajevo al centro città

L’unico volo diretto che ho trovato dall’Italia è con la compagnia low cost Wizz Air dall’aeroporto di Bergamo – Orio al Serio. E’ previsto un nuovo volo sempre con Wizz Air per Sarajevo anche da Roma FCO.

Una volta all’aeroporto di Sarajevo, che si trova a 12 km dal centro,  puoi raggiungere la tua destinazione con un taxi (circa 20 KM per la città vecchia), un trasferimento privato che puoi prenotare tramite booking.com o con il bus pubblico. Il bus ferma in centro a Bascarsija e opera dalle 6.20 alle 20.30. Dal centro, invece, opera dalle 6.55 alle 21.15. Le corse delle 6.20 e delle 6.55 non vengono effettuate la domenica. Il costo del biglietto è 5 KM (8 KM andata e ritorno).

  • Come si paga Sarajevo? 

La moneta ufficiale della Bosnia è il Marco (KM). 1 euro sono circa 2 KM. Puoi cambiare gli euro nei molti negozi di cambio che trovi in centro lungo le vie pedonali.  E’ possibile prelevare direttamente marchi dai vari sportelli bancomat e pagare con carta di credito.  Per i prelievi con la carta bancomat rivolgiti alla tua banca per chiedere informazioni dato che la mia, nonostante internazionale, non permetteva prelievo (diceva “non disponibile”). Ho risolto prelevando con la mia carta Revolut ricaricabile che uso spesso all’estero. Anche la carta prepagata Wise funziona regolarmente.

  • Come muoversi a Sarajevo

Se dovessi avere la necessità di muoverti verso aree più distanti dal centro, puoi prendere un taxi che troverai ovunque, soprattutto nelle zone più turistiche. Non ho trovato compagnie di ride hailing (come uber, bolt…) e le due uniche Smart app per chiamare un taxi erano in lingua locale. Per prenotare un taxi, molto spesso conviene chiamare il numero della compagnia. Tra queste, ho preso i taxi della compagnia Taxi Sarajevo (+387 33 1515).

Il sistema di trasporto urbano è fondamentalmente costituito da tram, filobus, autobus gestiti da due diverse compagnie, la società pubblica Gras e la società privata Centrotrans. I biglietti di una compagnia non possono essere utilizzati con l’altra e possono essere acquistati presso le edicole o direttamente dall’autista al costo di 1,80 KM. Se decidi di spostarti con i mezzi pubblici, puoi aiutarti con Google Maps per cercare il percorso migliore.

  • Dove dormire a Sarajevo

Non ci sono dubbi che il posto migliore dove dormire a Sarajevo sia il suo centro storico o comunque nelle sue vicinanze. La città offre veramente una vasta scelta di sistemazioni economiche come appartamenti e guest house e alloggi più costosi come hotel a 4 e 5 stelle. Durante il mio soggiorno a Sarajevo ho dormito alla Guest House Time Out e alla Guest House Bebek, due sistemazioni nei pressi della piazza Bascarsija.

Altre ottime sistemazioni centrali sono:



Booking.com

  • Dove cenare a Sarajevo

Passeggiando lungo le vie pedonali del centro avrai solo che l’imbarazzo della scelta. Fast food, ristoranti tradizionali, piccoli caffè, gelaterie e pasticcerie sono praticamente ovunque. Tra i ristoranti dove ho cenato posso consigliarti l’ottimo Inat Kuka e il Careva Kuprija per provare tutti i piatti tradizionali; il  Ćevabdžinica Petica Ferhatović e il Ćevabdžinica Mrkva per assaggiare il delizioso cevapi; il Buregdzinica Bosna per assaggiare il Burek, la tipica torta salata di pasta sfoglia ripiena di carne o verdure.

  • Come muoversi in Bosnia

Se decidi di organizzare un tour della Bosnia (una settimana è sufficiente per vedere i luoghi di maggiore interesse), il mezzo migliore per spostarsi è l’auto a noleggio che ti consente assoluta libertà di movimento. Le strade della Bosnia sono tutte ben tenute e asfaltate. La maggior parte di queste sono semplici extraurbane poiché ci sono solo alcune brevi sezioni di autostrada.   

Puoi consultare i costi di noleggio tramite il sito Booking.com e quello di DiscoverCars.com che mettono a confronto le varie opzioni offerte dalle maggiori compagnie.

discover

In alternativa all’auto a noleggio, puoi rimanere a Sarajevo e prenotare le varie escursioni giornaliere con i tour operator locali. Per vedere tutte le escursioni disponibili da Sarajevo puoi affidarti alle piattaforme  Viator.com e Civitatis.com dove gli operatori locali pubblicizzano i loro tour e attività.

  • SIM Card turistica per la Bosnia

Il principale provider della Bosnia è la compagnia Novotel che oltre ad offrire schede SIM fisiche, propone un’ottima offerta di una eSIM turistica con 50 GB, 50 messaggi e 50 minuti di chiamata gratuita. La validità della eSIM è 10 giorni e costa 20 KM.

Se il tuo giro nei Balcani è più ampio, puoi dare un’occhiata al sito web di Airalo dove ci sono eSIM con una varietà di pacchetti dati, prezzi e durate tra cui scegliere comodamente da casa.

  • Assicurazione di viaggio medico-bagaglio

L’assicurazione di viaggio è la cosa più importante di cui hai bisogno durante un viaggio all’estero perché non sai mai cosa potrebbe accadere. La mia scelta ricade oramai da molto tempo sull’affidabilissima HEYMONDO, compagnia assicurativa con cui mi trovo veramente molto bene e che mette a disposizione diverse opzioni per tutte le necessità. Per i miei lettori, cliccando sul banner qui sotto,  avrete diritto anche uno sconto del 10%.

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