La Moschea Blu di Mazar i Sharif, conosciuta anche come il Santuario dell’Imam Ali ibn Abi Talib, è uno dei luoghi più venerati e iconici dell’Afghanistan. Situata nel cuore della città di Mazar i Sharif, nella provincia di Balkh, questa moschea non è solo un importante sito religioso, ma anche un capolavoro architettonico che attira visitatori da tutto il mondo. Che tu sia un pellegrino devoto o un viaggiatore curioso, la Moschea Blu è un’attrazione da non perdere perché offre un’opportunità unica di connettersi con la ricca storia e cultura dell’Afghanistan.
Chi era l’Imam Ali ibn Abi Talib?
Se hai già letto il mio post su Karbala e Najaf, anche la storia della moschea Blu di Mazar i Sharif riporta alle origini dell’Islam e alla differenza tra musulmani sunniti e sciiti. Queste due correnti religiose, sebbene venerino entrambe Allah, presentano caratteri religiosi alquanto differenti che, molto spesso, nel corso dei secoli, hanno portato allo scontro. Subito dopo la morte del Profeta Muhammad nel 632, queste battaglie tra “fazioni differenti” erano dettate dal voler assumere il comando come successore del profeta e non di certo da contrasti a livello religioso. La religione non c’entrava proprio nulla.
Da una parte si trovavano i sostenitori dei discendenti diretti di Muhammad (nominati poi Sciiti), che volevano come successore del Profeta il cugino, genero e colui che accettò la sua pretesa di rivelazione divina all’età di 11 anni, Ali ibn Abi Talib, dall’altro i sostenitori meccani di Abu Bakr (conosciuti poi come sunniti), amico fraterno e suocero di Maometto.

Ali ibn Abi Talib venne però escluso dalla classe dirigente di la Mecca non solo dalla successione, ma anche da qualsiasi partecipazione alla vita politica, e la spuntò Abu Bakr (632-634), succeduto poi da Umar (634-644), e successivamente da Uthman (644-656), tre personaggi che non avevano alcun legame di discendenza diretta con il Profeta dell’Islam.
Questa situazione creò forti scontri e malcontenti tra i seguaci dell’Imam Ali fino al 656, quando, dopo l’assassinio di Uthman, venne finalmente nominato successore del Profeta Muhammad. Ali affrontò diverse rivolte e battaglie contro gli Omayyadi, signori di Damasco, che reclamavano il potere, fino a quando, nel 661, fu colpito a morte alla testa con una spada intinta nel veleno mentre entrava nella moschea di Kufa (Iraq) per guidare la preghiera del mattino. Venne così seppellito a Najaf, dove ora riposa all’interno del maestoso mausoleo, meta di pellegrinaggio di milioni di devoti sciiti.

L’Imam Ali ibn Abi Talib secondo gli afghani sciiti
Secondo una leggenda afghana, invece, un importante studioso dell’Islam fece un sognò in cui l’Imam Ali bin Abi Talib gli rivelò di essere stato sepolto segretamente vicino all’antica città di Balkh, in quello che oggi è l’Afghanistan nordoccidentale. Affascinato da questa storia, Ahmad Sanjar, sultano dell’Impero Selgiuchide dal 1118 al 1157, edificò proprio nel luogo della rivelazione il santuario dedicato al cugino del Profeta e vi costruì tutto intorno la città di Mazar i Sharif, verso la quale emigrarono migliaia di musulmani religiosi. Mazar i Sharif, difatti, significa proprio “tomba del santo”.
Come per molti altri monumenti afghani, anche il santuario dedicato ad Ali venne distrutto dalle truppe di Gengis Khan nel XIII secolo quando invasero e conquistarono questi territori. Nel 1481, tuttavia, il sultano timuride Husayn Mizra ricostruì il Santuario di Ali in uno stile ancora più grandioso, sotto forma di una gigantesca moschea blu, la stessa che possiamo ammirare ancora oggi.

Alla scoperta della Moschea Blu di Mazar i Sharif
La Moschea Blu è circondata da ampi giardini ben curati, noti come Rawza, che offrono un luogo di pace al riparo dalla frenetica e caotica città di Mazar i Sharif. Questi giardini, con i loro sentieri alberati, fontane e aiuole fiorite, sono il luogo ideale per una passeggiata meditativa. Attraversati i giardini, si entra in quello che è il cuore di questo magnifico edificio religioso.
Il complesso mi ha veramente colpito per la sua straordinaria architettura timuride, caratterizzata da cupole imponenti, minareti slanciati e un uso elaborato di piastrelle smaltate. Le facciate della Moschea Blu sono decorate con intricate piastrelle a motivi geometrici e calligrafici, che creano un effetto visivo mozzafiato sotto la luce del sole. Le cupole blu, che si stagliano contro il cielo, conferiscono al complesso una maestosità unica.

Le magnifiche piastrelle blu, che ovviamente danno il nome alla moschea, devono essere costantemente sostituite a causa dell’esposizione agli elementi naturali e perché alcuni devoto, probabilmente un poco troppo devoti, ne spuntano gli angoli per portarsi a casa un ricordo religioso. Fuori dalla moschea si trova un piccolo laboratorio artigiano dove vengono prodotte manualmente e dipinte le piastrelle che andranno a sostituire quelle danneggiate.
Altra caratteristica peculiare della Moschea Blu sono le migliaia di colombe bianche che svolazzano tutto intorno, affollano gli alberi e i marciapiedi. La leggenda narra che le colombe siano di un bianco candido grazie alla santità della moschea stessa; se una colomba con una macchia colorata vola dentro la moschea, diventerà anch’essa bianca come la neve.
Che sia o no seppellito qui l’Imam Ali non importa, la Moschea Blu non è solo un importantissimo luogo di culto per i fedeli, ma anche un simbolo di identità culturale e storica per la popolazione afghana. Rappresenta la resilienza e la spiritualità del popolo, che ha mantenuto viva la tradizione di questo santuario nonostante le difficoltà e i conflitti che hanno scosso il paese negli ultimi quaranta e più anni.


Informazioni utili per un viaggio in Afghanistan
- È sicuro viaggiare in Afghanistan?
Da quando ci sono i Talebani al potere la situazione di sicurezza è leggermente migliorata perché stanno cercando in tutti i modi di rilanciare il turismo. Durante il mio viaggio non ho mai avuto alcun problema e ho notato molti controlli da parte dei talebani sia in città che sulle strade extraurbane. Tuttavia, i rischi di incappare in qualche situazione spiacevole e pericolosa ci sono e questa non è sicuramente una destinazione per tutti.
Perciò, prima di avventurarti in questo magnifico paese, controlla sempre il sito ufficiale della Farnesina. In Afghanistan non troverai ambasciate dei paesi europei perché il governo dei Talebani non è riconosciuto a livello internazionale.
Una volta in Afghanistan, è fondamentale seguire le regole dettate dalla tua guida. Essendo un paese musulmano tra i più conservatori al mondo, rispetta sempre la cultura e la tradizione locale. Non è obbligatorio indossare abiti tradizionali, ma è altamente consigliato per mescolarsi ed integrarsi il più possibile con la popolazione.
Chiedi sempre prima di fare fotografie agli uomini (i locali sono molto accoglienti e si lasciano fotografare senza problemi) e non scattare fotografie alle donne perché potresti finire nei guai.
- Qual è il periodo migliore per andare in Afghanistan?
Il periodo migliore dell’anno per andare in Afghanistan è la primavera o l’autunno. L’estate può essere molto calda, mentre in inverno si verificano freddo estremo e abbondanti nevicate. Ho visitato l’Afghanistan a maggio ed il tempo è variato a seconda della zona visitata. Nelle città di Herat e Mazar i Sharif il clima era caldo con temperature intorno ai 30 gradi; a Kabul il meteo è stato variabile con temperature intorno ai 20 gradi; nella zona delle montagne di Bamiyan e dintorni ho trovato temperature basse e neve.
- SIM Card e Wifi
Il wifi si trova in tutti gli hotel di categoria superiore e in alcuni ristoranti di fascia medio alta, ma funziona abbastanza lentamente. Se vuoi una SIM Card afghana, puoi comprarne una direttamente all’aeroporto di Kabul o in qualsiasi negozio di telefonia. Sia per le chiamate che per il traffico internet, la compagnia migliore è Etisalat. La SIM con 9 GB di traffico costa circa 7 USD. Altre compagnie telefoniche sono Afghan Wireless e MTN.
Detto questo, se hai uno smartphone che supporta le eSIM, ti consiglio vivamente di dare un’occhiata al sito web di Airalo dove ci sono una varietà di pacchetti dati, prezzi e durate tra cui scegliere comodamente da casa. E’ una scheda “SIM virtuale” che si installa direttamente sul telefono senza possedere fisicamente una tesserina.
- Come si paga in Afghanistan?
La valuta dell’Afghanistan viene chiamata Afghani (AFN) e il metodo di pagamento è in contanti. 1 euro corrisponde a circa 76 afghani. Il costo della vita è veramente basso. Gli euro possono essere cambiati direttamente in aeroporto a Kabul dove ci sono alcuni negozi di cambio o in città. Si trovano cambiavalute anche a Herat e Mazar i Sharif. Non fare affidamento sulla carta di credito né sul bancomat perché difficilmente funzionano e la tua banca potrebbe bloccarli.
- Assicurazione di viaggio medico – bagaglio
L’assicurazione di viaggio è la cosa più importante di cui hai bisogno durante un viaggio all’estero perché non sai mai cosa potrebbe accadere. La mia scelta ricade oramai da molto tempo sull’affidabilissima HEYMONDO, compagnia assicurativa con cui mi trovo veramente molto bene e che mette a disposizione diverse opzioni per tutte le necessità. Per i miei lettori, cliccando sul banner qui sotto, avrete diritto anche uno sconto del 10%!
Nota: poiché l’Afghanistan è un paese ancora molto instabile, può essere che alcune compagnie non assicurino i viaggi turistici. In caso, puoi anche provare con Europe Assistance, Axa e le polizze Globy di Allianz Global Assistance.

