Skopje, il Museo dell’Olocausto


Il Museo dell’Olocausto di Skopje è stato aperto nel 2011  come quarto Centro Memoriale dell’Olocausto per gli ebrei nel mondo, ed è dedicato alla memoria dei 7148 ebrei macedoni che persero la vita nei campi di concentramento durante la Seconda Guerra Mondiale. Di tutti gli ebrei arrestati dalla Polizia bulgara, che dal 1941 occupava il Paese, solo 150 riuscirono a sopravvivere alle persecuzioni naziste nascondendosi. Sono rimasto molto colpito da questo interessante museo della quale non conoscevo la storia e voglio dedicare il mio post alla memoria di tutte le persone che purtroppo non sono sopravvissute a questo terribile momento storico.

Come arrivarono gli Ebrei in Macedonia ?

I primi Ebrei a raggiungere questi territorio furono i cosiddetti “Romanioti” più di 2000 anni fa durante la dominazione Romana della Giudea, ma la maggior parte di loro arrivò nei Balcani verso la fine del XV secolo dalla penisola Iberica. Questa migrazione, che in realtà fu una vera e propria fuga, iniziò nel 1492, quando il Re Ferdinando e la Regina Isabella proclamarono la Spagna di religione cattolica dopo aver sconfitto l’ultima roccaforte musulmana a Granada. Gli Ebrei che non vollero convertirsi al cattolicesimo – si parla di quasi 200 mila persone – furono costretti  ad abbandonare il Paese e cercare rifugio in altre aree.

A seguito di questo esodo, 100 mila Ebrei spagnoli attraversarono il confine con il Portogallo, ma la loro “salvezza” durò veramente poco. Nel 1493, il Re Giovanni II li ridusse in schiavitù, deportando oltre 2000 bambini nella colonia portoghese di Sao Tome e Principe dove vennero costretti a convertirsi al cattolicesimo. Molti di questi, purtroppo, non sopravvissero. La situazione per gli Ebrei in Portogallo migliorò con Re Manuel I fino al 1496, quando il sovrano si sposò con la Principessa Isabella di Spagna, figlia della regina Isabella.

L’editto Spagnolo sugli Ebrei venne esteso anche al Portogallo e questi vennero dapprima costretti a lasciare il Paese, successivamente, quelli ancora rimasti sul territorio, a convertirsi e battezzarsi con la forza. Nel 1498 non erano più rimasti Ebrei praticanti nella Penisola Iberica, almeno non alla luce del sole. Nel 1536 venne formalmente introdotta in Portogallo l’Inquisizione, circostanza che teneva i “nuovi Cristiani” sotto continua e stretta sorveglianza, costringendoli a lasciare i territori iberici. 

Skopje, Museo dell'Olocausto
il Museo dell’Olocausto di Skopje
Macedonia, Skopje
Museo dell’Olocausto, monumento dedicato ai 7148 Ebrei macedoni

La deportazione degli Ebrei macedoni durante la II Guerra Mondiale

Nel 1943, durante la Seconda Guerra Mondiale, gli Ebrei della Macedonia vennero deportati nel campo di concentramento di Treblinka dalla forze di occupazione Bulgare, alleate dell’esercito Nazista di Hitler. Solamente pochissimi Ebrei riuscirono a sfuggire alle persecuzioni nascondendosi, unendosi alla resistenza o fuggendo all’estero grazie alla loro doppia nazionalità. Quando l’esercito Americano ed i loro alleati sconfissero Hitler, la maggior parte degli Ebrei fece ritorno in Medio Oriente nel nuovo Stato di Israele. 

  • Il Campo di Concentramento di Treblinka

Il campo di Treblinka si trovava in Polonia e  venne costruito nel maggio 1942 divenendo operativo in soli 2 mesi. Misurava 400 metri per 600 metri ed era circondato da filo spinato coperto da spessi rami per impedire la visuale dall’esterno. Era diviso in 3 settori: l’area di ricevimento dei deportati, gli alloggi, e l’area di sterminio. La piazza di deportazione dove venivano “accolti” i prigionieri era a sua volta circondata da filo spinato e aveva due piccoli edifici dove gli Ebrei venivano spogliati e privati dei loro averi.

L’area adibita ad alloggi  ospitava una caserma per gli ufficiali tedeschi ed i soldati, uffici amministrativi, una clinica, alcuni laboratori e una sezione dove venivano tenuti i prigionieri. Una caserma particolare era quella che doveva essere un ospedale, ma che era molto distante dall’esserlo. Questa costruzione, sulla quale sventolava una bandiera della Croce Rossa, veniva usata per sparare ai deportati che erano troppo malati per raggiungere la camera a gas. 

L’area usata per uccidere i prigionieri ospitava una costruzione con all’interno 10 camere a a gas. Il percorso per raggiungere l’edificio – un sentiero delimitato da filo spinato – veniva chiamato il “tubo” o “strada per il paradiso”. Il frontespizio della porta di entrata alla struttura delle camere a gas esponeva una Stella di David e all’entrata del passaggio era appesa la tenda di una sinagoga. Durante i 14 mesi in cui Treblinka rimase operativo, vennero uccisi oltre 900 mila Ebrei,tra cui tutti quelli deportati dalla Macedonia.

Macedonia, Skopje
Museo dell’Olocausto, vari reperti dell’esercito Nazista
Macedonia, Skopje
Museo dell’Olocausto, un vagone merci con cui venivano deportati gli Ebrei

Esisteva un movimento di resistenza degli Ebrei Macedoni ?

Qualche migliaio di Ebrei non accettò i terribili soprusi dell’esercito Nazista e decise di unirsi ai vari movimenti di liberazione macedoni. Tra questi, circa 650 Ebrei si unirono al Movimento Macedone di Liberazione Anti Fascista, altri al Battaglione Mirce Acev, mentre i più giovani senza famiglia formarono un Movimento Partigiano dei Giovani Ebrei. Tra tutti gli Ebrei partigiani ne furono uccisi più di 1500, incluso il ventiduenne Estreja Ovadija, uno dei dieci Ebrei premiati e decorati come Eroi Nazionali Jugoslavi.

Altri importanti combattenti Ebrei della resistenza furono Haim Sadikario, Salomon e Sami Sadikario, Adela Faradji-Kata, Murdo Nahmias, Rafael Batino, Nisim Alba-Miki, Isak Sarfati, Haim Levi, Moric Shami, Moric Romano, Gjorge Blajer, Brank Frithand e molti altri. Da ricordare anche Elena Kavaeva, una dottoressa che si prese cura di molti attivisti e usò la sua abitazione per incontri segreti.

Il Museo dell’Olocausto di Skopje

Il Museo dell’Olocausto si sviluppa su 2 livelli e ripercorre la storia degli Ebrei macedoni nei secoli mediante un’interessante proiezione di documentari, didascalie, fotografie, oggetti originali della vita quotidiana e della pratica della religione degli ebrei,  testimonianze video di alcuni sopravvissuti, e persino reperti storici appartenuti all’esercito nazista. Tra i reperti è esposto anche un vagone merci usato per deportare gli Ebrei nei campi di concentramento.

Non appena si varca la porta di ingresso del Museo dell’Olocausto ci si trova di fronte l’Area di Commemorazione e la Stanza Memoriale. Qui, è esposta una scultura che rappresenta i sopravvissuti mentre tengono in mano le foto incorniciate dei loro cari. La particolarità di questa opera è che alcune cornici contengono uno specchio, circostanza che permette ai visitatori di immaginare la loro fotografia sorretta dai sopravvissuti.

In questa stanza è presenta una piccola sezione dedicata alla proiezione di un filmato esplicativo sul museo e un enorme monumento con 7148 corde con all’estremità una biglia, in memoria di tutte le vittime. Salendo al secondo livello si ripercorre la storia degli Ebrei da Abramo ai giorni nostri, passando per i terribili periodi dell’espulsione dalla Spagna e soprattutto della Seconda Guerra Mondiale. 

Macedonia, Skopje
Museo dell’Olocausto, la stanza commemorativa
Museo dell'Olocausto di Skopje, un'antica Torah
Museo dell’Olocausto, un’antica Torah

Una curiosità sul Museo dell’Olocausto è che l’enorme edificio si affaccia sul vecchio quartiere ebraico di Skopje, che non fu distrutto durante la guerra, ma dal terremoto del 1963, durante il quale l’area intorno al museo fu rasa al suolo. Una delle sale è proprio dedicata al quartiere ebraico di Skopje con fotografie che mostrano le sue case, i mercati, le sinagoghe e le scuole.

L’ultima mostra espone la ricostituzione della comunità ebraica in Macedonia: nel dicembre del 1944, nonostante la guerra mondiale infuriasse con tutta la sua intensità, i sopravvissuti formarono a Skopje il Consiglio Nazionale per la liberazione degli ebrei macedoni, con il restauro della sinagoga. Ogni anno, l’11 marzo, viene organizzata una cerimonia commemorativa ed il Museo dell’Olocausto è il più grande tentativo di raccontare la storia degli Ebrei  in generale e degli Ebrei macedoni, la tragica distruzione e gli sforzi costanti per restaurare e ristabilire la loro comunità.

Skopje, Museo dell'Olocausto
Museo dell’Olocausto, alcune foto della tragedia
Museo dell'Olocausto di Skopje, una foto della gioia dopo la liberazione dal Nazismo
Museo dell’Olocausto, una foto della gioia dopo la liberazione dal Nazismo

Come visitare le attrazioni di Skopje

Le attrazioni della capitale macedone, compreso il Museo dell’Olocausto, si trovano tutte concentrate nel centro città e sono visitabili con una bella passeggiata. Non serve prendere alcun mezzo pubblico. Il Canyon di Matka, invece, può essere raggiunto in taxi, con il bus pubblico  o con un tour guidato.

Se noleggi un veicolo per esplorare la Macedonia del Nord, puoi inserire il Canyon di Matka mentre ti dirigi a sud verso Ocrida o Bitola. Per unirti a delle escursione private o di gruppo, puoi aiutarti con le piattaforme Viator.com  e Civitatis.com dove gli operatori locali pubblicizzano le loro attività a Skopje e dintorni. 

Leggi il mio post: Cosa vedere a Skopje

Informazioni Utili per un Soggiorno a Skopje

  • Come raggiungere Skopje

L’aeroporto internazionale di Skopje si trova a circa 30 minuti dal centro città ed è collegato con alcune città italiana dalle compagnie low cost WIZZ Air e Ryan Air. Il costo del biglietto AR, se comprato qualche mese prima, è veramente economico. Ho pagato il biglietto per Skopje da BGY  con Wizz Air solamente 60 euro. 

Per raggiungere la tua sistemazione puoi prenotare in anticipo un taxi privato con Booking.com (costo circa 20 euro), usare il bus navetta della compagnia Vardar Express o prendere un taxi ufficiale (sono bianchi e numerati) che troverai all’uscita degli arrivi.

  • Dove dormire a Skopje

La città offre una grande scelta di sistemazioni per tutte le tasche e si trovano strutture confortevoli a prezzi veramente economici. Le zone migliori dove trovare alloggio sono il vecchio Bazar e le sue vie limitrofe e tutta la zona centrale nei pressi di Macedonia street. Ho dormito al Hotel Fama, nei pressi del vecchio Bazar ed a soli 15 minuti da piazza Macedonia.

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  •  Dove Cenare a Skopje

Ci sono numerosi ristoranti sia in centro della città sia nel meraviglioso vecchio Bazar che offrono opzioni gastronomiche per tutti i gusti. La cucina locale comprende una varietà di sapori che spaziano dalla pasticceria – come i deliziosi Baklava –  ai piatti di carne accompagnati dai legumi. Tra i miei piatti preferiti metto il Turlitava (un mix di verdure e carne cotto al forno in una tradizionale pirofila di ceramica) e il Burek,  la popolare torta salata di pasta fillo ripiena con carne tritata, spinaci, cavoli o formaggio.

  • Come si paga a Skopje?

La valuta ufficiale della Macedonia del Nord è il dinaro (MKD). 1 euro corrisponde a circa 61 dinari. E’ possibile pagare anche in euro, ma il cambio che viene fatto è sempre leggermente sfavorevole. Per esempio, se l’ingresso ad un’attrazione costa 150 dinari (2.45 euro), ti chiederanno 3 euro.

Puoi cambiare gli euro nei molti negozi di cambio in centro lungo Macedonia street e al vecchio bazar. E’ anche possibile prelevare negli sportelli bancomat sparsi per la città. Ti suggerisco di avere sempre contante perché sia in hotel che in molti ristoranti e negozi, accettavano solo pagamento in contanti.

  • SIM Card turistica 

I principali provider della Macedonia del Nord sono Telekom e A1, che offrono carte SIM prepagate che i turisti possono acquistare direttamente in aeroporto o nei negozi del centro città.

Detto questo, se hai uno smartphone che supporta le eSIM, ti consiglio vivamente di dare un’occhiata al sito web di Airalo dove ci sono una varietà di pacchetti dati, prezzi e durate tra cui scegliere.

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  • Come visitare la Macedonia del Nord

Se hai in programma di visitare altre città oltre a Skopje, per esempio Ocrida e Bitola, il modo più pratico è con un veicolo a noleggio. La linea ferroviaria macedone è parzialmente interrotta (ci son treni solo per Bitola), mentre gli autobus non danno piena libertà di movimento. I bus interregionali ed internazionali (Albania, Bulgaria, Croazia, Grecia, Kosovo), così come la stazione ferroviaria, si trovano al Centro Trasporti di Skopje lungo via Kuzman Josifovski Pitu.

Ho noleggiato il mio veicolo con la compagnia ABC Car tramite Booking.com. La compagnia ha una sede in aeroporto ed una in centro a Skopje sul lungofiume. In alternativa, altro ottimo motore di ricerca per noleggiare un veicolo è Discovercars.com.

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  • Spese di viaggio per 5 giorni in Macedonia del Nord

Prima di tutto devo dire che la Macedonia del Nord è un Paese veramente economico. La stanza doppia in un hotel mediamente carino costa 30 euro, mentre una cena circa 10 euro. Il noleggio del veicolo per 3 giorni mi è costato 50 euro (avevo una VW Polo a benzina) e il carburante si aggirava intorno a 1 euro e 20 cent (73 dinari) per litro. L’ingresso alle attrazioni, invece, variava tra i 100 dinari e i 150 dinari.

  • Assicurazione di viaggio medico-bagaglio

L’assicurazione di viaggio è la cosa più importante di cui hai bisogno durante un viaggio all’estero perché non sai mai cosa potrebbe accadere. La mia scelta ricade oramai da molto tempo sull’affidabilissima HEYMONDO, compagnia assicurativa con cui mi trovo veramente molto bene e che mette a disposizione diverse opzioni per tutte le necessità. Per i miei lettori, cliccando sul banner qui sotto,  avrete diritto anche uno sconto del 10%!

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