Tirana, 3 luoghi da non perdere legati al Regime Comunista

Tra le attrazioni più interessanti di Tirana troviamo alcuni luoghi legati al comunismo e alla terribile dittatura di Enver Hoxha. Molto spesso, nonostante i paesi balcanici siano veramente a pochi passi dall’Italia, non conosciamo nulla o molto poco della loro storia. Si tende sempre a tralasciare pagine veramente buie della storia recente per concentrarci su quello che, purtroppo, ci fa più comodo conoscere. Ho ancora un vago ricordo delle immagini in tv delle navi stracariche di albanesi che approdavano nei porti pugliesi nei primi anni ’90, ma non immaginavo che i motivi fossero legati ad una dittatura così spietata finché non ho visitato Tirana.

Chi era  Enver Hoxha e cosa ha fatto ?

Enver Hoxha fu il Primo Ministro albanese dal 1945 al 1990, anni in cui il Paese ha vissuto uno dei sistemi dittatoriali più forti e spietati d’Europa. Durante la seconda guerra mondiale, nei primi anni ’40, nacque il Movimento di Liberazione Nazionale per liberare l’Albania dalle truppe fasciste e naziste che stavano occupando il Paese. Questo esercito era formato da partigiani di nazionalità albanese ed italiana e guidato dal Partito Comunista. Il movimento riuscì nel suo intento e il 28 novembre del 1944 venne proclamato il primo governo democratico provvisorio dell’Albania.

Se da un lato il Paese era stato liberato da una terribile piaga, dall’altro la popolazione non poteva immaginare che sarebbero arrivati a breve anni ancora peggiori di quelli recentemente vissuti. Nel dicembre del ’45 ci furono le elezioni e venne eletto come primo ministro dell’Albania repubblicana il capo del Partito Comunista Enver Hoxha.  Una volta al potere Hoxha mise in atto delle riforme che riguardavano la costituzione di un sistema sociale di tipo stalinista: abolì la proprietà privata, nazionalizzò le industrie, effettuò la riforma agraria e si occupò dell’istruzione e della sanità.

Albania, Tirana
Tirana, la villa di Enver Hoxha

Hoxha voleva creare una nazione socialista indipendente in grado di produrre a sufficienza per ridurre al minimo le importazioni di materie prime. Il problema principale, tuttavia, non furono queste riforme, ma il fatto che diede anche inizio ad un meccanismo di repressione forzata che divenne sempre più violento nei confronti di ogni libertà di espressione e di pensiero. Si può tranquillamente dire che trasformò l’Albania in un Paese privo delle libertà umane fondamentali. Non solo, troncò tutti i rapporti con i Paesi occidentali e addirittura con Paesi comunisti come la Cina, la Russia e la Jugoslavia, rendendo di fatto l’Albania uno Stato completamente isolato.

Nell’aprile del 1985, a seguito di un attacco cardiaco, Enver Hoxha morì a Tirana, lasciando il potere ad un dirigente più giovane, Ramiz Alia. Dopo oltre quattro decenni di tirannia spietata,  nel dicembre del 1990 iniziò così il declino del regime che piano piano divenne sempre più debole. Nel marzo 1991 venne formato un governo transitorio dove erano presenti anche non comunisti che rimase in carica fino alle elezioni del 1992 quando prese definitivamente il potere il riformato Partito Socialista.

  • Il Sigurimi come mezzo di controllo e repressione

Enver Hoxha mise in atto la sua politica del terrore anche grazie al Sigurimi, la Polizia Politica segreta di Tirana la cui  ferocia ebbe pochi paragoni. Il Sigurimi era gli occhi del dittatore e si occupava della difesa del Comunismo attaccando gli avversari politici e scovando i nemici del potere. In questi lunghissimi anni bui la persone dicevano che anche i muri “avessero le orecchie” perché la polizia segreta poteva essere ovunque, addirittura anche tra i parenti stessi.

Microfoni, fotocamere e microspie potevano essere piazzate e nascoste segretamente ovunque: stanze di alberghi, appartamenti, uffici pubblici, stazioni di polizia e carceri. Non serviva alcuna approvazione della Corte perché nessuno doveva sfuggire al controllo del regime. Qualsiasi cittadino comune o apolitico poteva essere indagato anche se non aveva commesso alcun crimine.

Albania, Tirana
Bunk’Art 2, esempio di come venivano intercettate le abitazioni

A differenza delle indagini per i crimini comuni che erano affidate alle forze dell’ordine, le indagini su reati classificati come “crimini contro lo Stato” venivano eseguite dal Sigurimi e, molto spesso, le prove raccolte erano false oppure ottenute sotto tortura. L’Istituto di Studi dei Crimini e delle Conseguenze del Comunismo (ISCCC) in Albania, sentendo le testimonianze dei  sopravvissuti,  ha stilato un elenco di ben 35 diversi tipi di torture utilizzate dalla Polizia Segreta.

La deposizione dell’indagato, che veniva registrata, era considerata come “testimonianza spontanea” ed usata come prova principale contro di lui in un processo. Ovviamente, le garanzie difensive non esistevano e gli interrogatori non prevedevano la presenza di un avvocato.

Lo scopo ufficiale della detenzione di prigionieri politici era la rieducazione e riabilitazione attraverso la sofferenza e il lavoro. Perciò, oltre alle carceri, il regime costruì campi di lavoro vicino a luoghi come campi agricoli, miniere e aree di costruzione di opere pubbliche.  Nella maggior parte dei casi, i campi di lavoro erano temporanei (costruiti con tende o baracche circondate da filo spinato e soldati armati), ma potevano essere anche strutture permanenti come nel caso di quelle vicine ai siti di estrazione mineraria. 

Albania, Tirana
Casa delle Foglie, apparati di spionaggio

Le più grandi opere pubbliche durante gli anni comunisti in Albania furono realizzate proprio attraverso il lavoro forzato dei prigionieri e degli internati che furono costretti a lavorare per rimanere in vita. Tra le prigioni destinate ai “nemici dello Stato” la più nota era quella di Burrel, considerata una super prigione da cui era impossibile sfuggire e in cui vivevano i prigionieri politici in condizioni disumane. Dal 1946 al 1990 furono costruiti più di 100 campi di lavoro.  

Se per un qualsiasi motivo – come ad esempio cercare di lasciare l’Albania –  o per mancanza di prove non si poteva essere imprigionati, il problema veniva risolto con l’internamento. Chi era sospettato di essere un dissidente veniva punito con la confisca della casa e trasferito in un centro di internamento così come i suoi familiari. I centri di internamento erano centinaia e sparsi in tutto il Paese. A differenza dei campi di lavoro, questi centri erano villaggi isolati dal quale non si poteva uscire senza un permesso. Gli internati dovevano presentarsi ogni giorno presso gli uffici del Sigurimi per firmare un apposito registro. 

Secondo l’ISCCC, si ritiene che durante la terribile dittatura in Albania i prigionieri politici superassero i 30.000 e tra questi oltre 7000 erano donne. Sempre secondo i rapporti ufficiali, le persone condannate a morte e uccise dal 1944 al 1991 furono 5577 uomini e 450 donne. I corpi dei prigionieri deceduti (giustiziati, morti in carcere o durante il lavoro forzato),  non vennero mai restituiti ai parenti. Tra questi ci furono anche intellettuali, politici, uomini d’affari proprietari terrieri e appartenenti al clero.

Curiosità: dopo la caduta del regime comunista la pena di morte fu esclusivamente lasciata per alcuni crimini ordinari. Le ultime condanne a morte di criminali furono a Tirana il 15 marzo del 1995. Nel 1999, questa terribile pena venne finalmente abolita.

Albania, Tirana
Casa delle Foglie, fotografie di personaggi spiati
  • Divieto di Culto

Visitando i vari siti del regime, mi ha colpito il divieto di qualsiasi culto religioso. Hoxha vietò di professare una religione, possedere libri o oggetti religiosi, persino chiamare i propri figli con un nome religioso era reato. Il Clero venne ferocemente attaccato e centinaia di religiosi senza distinzione di religione vennero esiliati, condannati e giustiziati. Confiscò chiese, moschee e sinagoghe che trasformò in musei, uffici statali o che fece abbattere e le feste religiose vennero sostituite dalle feste socialiste. Dopo anni di lotta contro ogni forma  culto, nel 1967 Enver Hoxha dichiarò che l’Albania era il primo e unico Paese completamente ateo.

  • Propaganda di regime

Per dare una facciata potente e prospera dell’Albania comunista, la scuola, l’arte, la musica, la letteratura, i giornali, i media, la TV e perfino film e spettacoli erano controllati e pilotati dal regime. In pratica, tutte le forme di comunicazione erano manipolate in modo da dare risalto al regime e mettere in cattiva luce il mondo occidentale.

Curiosità: moltissimi albanesi della vecchia generazione parlano italiano proprio perché a seguito di queste rigide imposizioni, la popolazione scoprì che riposizionando l’antenna della TV in un determinato modo, poteva prendere le emittenti televisive italiane come la Rai ei Mediaset.  Questa pratica era vietata e se scoperta dalla Polizia  poteva condurre un’intera famiglia in prigione o nei campi di internamento.

Albania, Tirana
Casa delle Foglie, locandine di film del periodo comunista

3 Attrazioni di Tirana legate alla dittatura Comunista 

  • Bunk’Art 2 

Durante la dittatura di Hoxha la città pullulava di bunker, utili a nascondersi durante gli attacchi dei nemici. Alcuni di questi sono stati attualmente riqualificati e trasformati in moderni musei che possano raccontare la triste storia recente alle nuove generazioni. Il Bunk’Art 2 nasce nel 2016 all’interno di una struttura dei primi anni ’80, che serviva come rifugio per il personale del ministero degli interni.

Con 1000 metri quadri adibiti a Museo, le sue stanze raccontano i crimini del comunismo albanese, in particolare della Polizia del regime (nota come Sigurimi), che ha portato alla morte di oltre 100.000 persone e a crudeli persecuzioni. Il Bunk’Art 2 è aperto dalle 9:30 alle 18 (alle 20 nei weekend); l’ingresso costa 500 Lek.

Albania, Tirana
Tirana, Bunk’Art 2
Albania, Tirana
Tirana, Bunk’Art 2
  • Bunk’Art 1

Il Bunk’Art 1 è l’altro bunker antiatomico adibito a museo (nato nel 2014) e si trova a nord est della città, vicino al cimitero Tufina. Questa enorme struttura sotterranea di oltrte 3000 metri quadri venne costruita negli anni ’70 ed era il bunker segreto del dittatore e del primo ministro Shehu.

Il rifugio antiatomico era un vero e proprio edificio sotterraneo: costruito con 106 stanze suddivise in 5 piani. Oggi, 24 di queste stanze sono state trasformate in sale espositive e mostrano ai visitatori la storia Albanese, tra comunista, dittatura fascista e 2°Guerra mondiale, esponendo anche cimeli storici, ricostruzione degli uffici e arredi originali. Il museo è aperto dalle 9 alle 18; ingresso 500 Lek.

Curiosità: a conferma della grande ossessione di Hoxha, pensa che nelle campagne Albanesi ci sono più di 700.000 bunker!

  • Il Museo dei Servizi Segreti

Detta anche Casa delle Foglie, il Museo dei Servizi Segreti risale al 1931 si trova in un palazzo finanziato da un illustre medico. Inizialmente si trattava di una clinica ginecologica, poi occupata dalla polizia durante il periodo nazista e resa sede del servizio di investigazione nazionale. Il curioso nome è dato appunto dalle foglie rampicanti che un tempo crescevano sul palazzo, metaforicamente in grado di celare tutte le decisioni spesso crudeli che venivano prese all’interno, comprese le torture e le incarcerazioni delle quali ancora si conosce troppo poco.

Le sale all’interno del palazzo sono ben 31, capaci di raccontare ancora una volta gli orrori del regime comunista, in un filone di presa di coscienza che è possibile seguire lungo tutta la città, per ricordare e mai dimenticare ciò che è accaduto solo pochi secoli fa. Il Museo è aperto dalle 9 alle 16 (chiuso il lunedì); ingresso 700 Lek.

Albania, Tirana
Tirana, la Casa delle Foglie
Albania, Tirana
Casa delle Foglie, la stanza degli interrogatori

Informazioni utili per un viaggio a Tirana

  • Come arrivare a Tirana

Ci sono numerosi voli di compagnie low cost come Ryan air e Wizz air che collegano diversi aeroporti italiani con Tirana.  Dall’aeroporto puoi prendere il bus navetta che ti porterà fino al centro della città (capolinea nella piazza dietro l’Opera, lato via Rruga Ludovik Shllaku). Il bus parte ogni ora da entrambe le fermate ed è attivo 24/24; la corsa dura 30 minuti e costa 400 Lek.

In alternativa, puoi prenotare una corsa privata o prendere un taxi (costa circa 20 euro). Se viaggi via terra, puoi arrivare in autobus a Tirana dal Kosovo, dalla Grecia, dalla Macedonia del Nord, dal Montenegro e da numerose destinazioni in Albania. Puoi anche prendere il traghetto da alcuni porti italiani per Durazzo, che dista solo 35 km da Tirana.

  • Come muoversi a Tirana

La maggior parte delle attrazioni di Tirana si trovano nella parte centrale della città e sono tutte visitabili facilmente a piedi. Se hai bisogno di andare un po’ più lontano, puoi prendere l’autobus (il biglietto si fa direttamente a bordo) o prendere un taxi. In Albania non sono ancora utilizzabili le più comuni App per prenotare taxi come Uber e Bolt; puoi comunque scaricare Speed Taxi o Ups Taxi. Per un giro completo dell’Albania puoi noleggiare il tuo veicolo usando l’ottima DiscoverCars.com dove troverai un’ampia scelta di veicoli a prezzo economico!

In alternativa, se vuoi unirti a visite di gruppo / private di Tirana e dintorni puoi affidarti alle piattaforme online Viator.com e Civitatis.com dove gli operatori turistici locali pubblicizzano le loro attività.

Cosa farai quando sarai a Tirana?

  • Quanti giorni per visitare Tirana

Per visitare le maggiori attrazioni di Tirana è sufficiente una giornata intera. Con 2 giorni avrai la possibilità di fare anche shopping e rilassarti in qualche bel locale come il bar panoramico dello Sky Hotel nel quartiere di Blloku. Il consiglio che ti do è noleggiare un veicolo e andare alla scoperta delle meravigliose città Unesco di Berat e Argirocastro. 

discovercars

  • Dove dormire e cenare a Tirana

Dato che tutte le attrazioni principali della città si concentrano nei dintorni di Piazza Skanderberg, i dintorni della piazza e le vie limitrofe sono le zone migliori dove trovare sistemazioni anche economiche. Ho dormito all’accogliente Hotel Boutique La Voglia, situato lungo Rruga Deshmoret di fronte al Parco Rinia. Le zone migliori dove cenare sono il Castello di Tirana e tutta l’area del Mercato Pazari i Ri. Tre ristoranti che ho provato e che sono decisamente ottimi: Oda Traditional Albanian, Oda Garden e Bati Restaurant (piatti di pesce eccezionali).

  • Come si paga in Albania ? 

La moneta ufficiale dell’Albania è il Lek. 1 euro sono circa 102 Lek. Puoi cambiare gli euro nei molti negozi di cambio che troverai in centro. E’ possibile prelevare Lek dai vari ATM della città (anche euro dalle molte filiali della Banca Intesa S.Paolo) e pagare con carta di credito.

  • Quale SIM Card turistica è la migliore per l’Albania ?

I principali provider dell’Albania sono Vodafone e ALB Telecom. Puoi acquistare una scheda SIM all’Aeroporto Internazionale di Tirana o in centro presso i loro store ufficiali.  Detto questo, se hai uno smartphone che supporta le eSIM, ti consiglio vivamente di dare un’occhiata al sito web di Airalo dove ci sono una varietà di pacchetti dati, prezzi e durate tra cui scegliere comodamente da casa. E’ una scheda “SIM virtuale” che si installa direttamente sul telefono senza possedere fisicamente una tesserina.

  • Assicurazione di viaggio medico-bagaglio

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